Gli Esperti Supporto tra Pari: dall’esperienza personale ad una futura professione.

ott 30, 15 Gli Esperti Supporto tra Pari: dall’esperienza personale ad una futura professione.

 

In occasione delle serate rivolte ai familiari, organizzate dal Gruppo DP&P – Orientamento, supporto e cura dei disturbi di personalità e delle psicosi – a Saronno, dal titolo “Conoscere e comprendere i disturbi psicotici”, abbiamo avuto l’opportunità di invitare all’incontro conclusivo dedicato ai servizi sul territorio un ESP, Esperto Supporto tra Pari.

 

CHI SONO GLI ESPERTI SUPPORTO TRA PARI?

L’Esperto in Supporto tra Pari (ESP) è, o è stato, un utente dei Servizi di salute mentale che trae, dalla propria esperienza di malattia, un punto di forza in grado di fornire una diversa prospettiva, a se stesso e ad altri pazienti, per affrontare il percorso terapeutico. Proprio in questa ottica non si sostituisce ai normali operatori previsti dai Servizi ma affianca gli stessi operatori svolgendo un ruolo unico e non da questi imitabile: offre un maggiore impatto empatico-relazionale “alla pari” che, nella nostra esperienza, ha umanizzato molti percorsi di cura.

In tal modo l’ESP va a svolgere una funzione non realizzabile dagli operatori: diventa una ‘prova vivente’ del possibile cambiamento ed offre quella quota di speranza possibile, non mutuabile dall’operatore ma soltanto da chi ha attraversato la malattia in prima persona. Nelle nostre esperienze, come in molte esperienze anglosassoni, l’ESP mantiene un riferimento col Servizio di salute mentale tramite operatori con funzioni di tutor .

L’ESP ha vissuto in prima persona la malattia mentale, sviluppando, quindi, un sapere basato sull’esperienza diretta (sapere esperienziale) e ha individuato un proprio percorso di guarigione basato, da un lato, sulla consapevolezza del proprio disturbo ma anche delle personali risorse e, dall’altro, sulla capacità di utilizzo dei Servizi di salute mentale e delle risorse della comunità.

 

COME SI DIVENTA ESPERTI SUPPORTO TRA PARI?

Dopo aver conseguito con successo un apposito percorso di formazione che ne certifica l’idoneità al Supporto tra Pari (StP), l’ESP può aiutare altre persone con problemi di salute mentale e disagio sociale offrendo capacità empatiche e di ascolto consolidate dalla sua stessa esperienza.

Mediamente i corsi tenuti in Lombardia, a partire dal 2005, le persone che hanno partecipato al corso hanno avuto 210 ore d’aula e 140 ore di tirocinio; le materie del corso riguardano l’acquisizione di competenze su elementi di psichiatria e farmacologia, elementi di igiene e di sicurezza, elementi sulla gestione dei gruppi con particolare attenzione alle esperienze dell’auto mutuo aiuto. Le lezioni sono tenute da ESP e/o operatori ed hanno il carattere del confronto e della discussione aperta. L’esame è stato certificato da una scuola regionale riconosciuta.

Nel mese di marzo 2014 si è tenuta un’audizione presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato per presentare la figura degli Esperti Supporto tra Pari per la Salute Mentale e per aprire la discussione sul riconoscimento di questa nuova figura professionale.

 

QUAL’E’ LA REALTA’ DEGLI ESPERTI SUPPORTO TRA PARI IN ITALIA?

Negli ultimi anni in Lombardia ed in particolare nell’area di Saronno (Goglio et al., 2011) e di Como (Mastroeni et al., 2012) si sono sviluppate varie esperienze di supporto tra pari: a partire da forme di collaborazione gestionale in attività dei Dipartimenti di Salute Mentale (servizi che si avvalgono della partnership di pari) si sono così sviluppati, in particolare, Gruppi di auto mutuo aiuto autonomi. L’esperienza lombarda nasce spontaneamente in alcuni DSM all’inizio del 2000 attraverso varie sperimentazioni di associazionismo tra utenti o cooperative (Clan/destino di Saronno, NèP e Global Sport Lario di Como), corsi di sensibilizzazione rivolti a utenti. La diffusione e il radicamento delle prime esperienze avviene, a partire dal 2005, con la stagione dei Programmi Innovativi avviati da Regione Lombardia. Iniziano, così sperimentazioni di supporto tra pari con la promozione dell’utente come Facilitatore Sociale (Busto 2005, e di seguito Como, Legnano, Garbagnate, San Carlo, Sacco, Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione, Pavia, Proviamoci assieme). In Lombardia sono state utilizzate varie sigle per identificare l’utente esperto in supporto tra pari: Facilitatore Sociale, Peer supporter, UFE. Dal 2013 i diversi gruppi presenti sul territorio lombardo hanno concordato di assumere la denominazione di Esperto in Supporto tra Pari (ESP). Attualmente, circa 90/100 ESP svolgono il proprio servizio in una decina di DSM lombardi, retribuiti con fondi dei Programmi Innovativi della Regione o con accordi con Cooperative che gestiscono Servizi privati accreditati o da convenzioni con altri Enti o privati.

 

QUALI SONO LE ATTIVITA’ PROMOSSE DAGLI ESPERTI SUPPORTO TRA PARI?

Interventi individuali di risocializzazione, abilità di base, supporto alle attività quotidiane.

Accompagnamento pazienti.

Affiancamento degli operatori in attività riabilitative di gruppo, laboratori creativi ed espressivi, ludici e del tempo libero, culturali e sportivi.

Front-Office presso Servizi di salute mentale: prima accoglienza al paziente e/o al familiare.

Assistenza domiciliare

Facilitazione di gruppi auto mutuo aiuto

Promozione di attività sportive e di rilassamento.

 

ESPERTI SUPPORTO TRA PARI E RICERCA

Il progetto degli ESP è ora oggetto di studio dell’Università Bicocca di Milano, in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera S. Anna di Como. Dalla collaborazione fra operatori della psichiatria, utenti, familiari e ricercatori universitari è nata una ricerca, ancora in atto, sul tema della recovery e del supporto tra pari in psichiatria. Il concetto di Recovery fa riferimento non tanto alla guarigione in senso clinico quanto a un percorso personale che consenta al paziente di condurre una vita soddisfacente sia sotto l’aspetto dell’autorealizzazione sia nella possibilità di acquisire un ruolo sociale nel proprio contesto relazionale e comunitario. Patricia Deegan (1988) ne dà la seguente definizione:

“Il recovery è un modo di vedere, un atteggiamento, un modo di far fronte alle sfide quotidiane. Non è un processo perfettamente lineare: origina dalla necessità di affrontare le sfide della disabilità e di ritrovare un nuovo senso di integrità e valore, un nuovo scopo all’interno dei limiti della disabilità; l’aspirazione è di vivere, lavorare e amare all’interno di un contesto sociale a cui dare un contributo significativo”.

Il 6 novembre, presso l’Auditorium Testori a Milano, si terrà un convegno dal titolo “Supporto tra pari e salute mentale: il ruolo attivo degli utenti”, occasione per condividere i risultati di 10 anni di esperienza di partecipazione ed organizzazione degli ESP e di ricerca sul tema della recovery.

Scarica la Brouchure

 

La nostra èquipe, realtà privata che si rivolge a persone con profondo disagio psichico, sostiene l’importanza della collaborazione con le istituzioni sul territorio, con i servizi di salute mentale, le associazioni di familiari ed utenti, nell’ottica della creazione di una rete che possa supportare in modo integrato la persona in difficoltà.

 

Dott.ssa Chiara M. Carugati
Psicologa Psicoterapeuta
Referente Gruppo DP&P Saronno