Chi  soffre di disturbi psicotici tende a interpretare ciò che accade nel suo ambiente e nelle sue relazioni in un modo che agli altri appare distorto, bizzarro, estremamente personale e non condivisibile. Ossia ha un rapporto alterato con la realtà, che appare particolarmente rigido, non ammette critiche o punti di vista alternativi e condiziona pesantemente la vita quotidiana della persona e dei propri congiunti.

Ne deriva purtroppo spesso un comportamento rigido, insicuro o contraddittorio, tanto da essere comune la tendenza ad isolarsi, ad avere poche relazioni e spesso difficili, ad abbandonare le normali attività quotidiane come lo studio, il lavoro, gli interessi più comuni. Questa difficoltà di relazione interpersonale tende a svilupparsi in un notevole arco di tempo.

Questa  grave alterazione dell’equilibrio psichico dell’individuo non solo ha una compromissione dell’esame di realtà ma anche disturbi del pensiero di tre tipi, quali:

 

  • allucinazioni: sono esperienze percettive alterate, ossia percezioni (siano esse visive, uditive, tattili..) senza che ci sia l’oggetto percepito. Un soggetto può ad esempio sentire qualcuno parlare, vedere persone e oggetti, sentire odori o avere sensazioni tattili senza che corrispondono alle stimolazioni effettivamente presenti nell’ambiente. Questi fenomeni tendono a spaventare molto sia le persona che li sperimenta, sia le persone a lui più vicine, creando una distanza fra di loro ed una elevata sofferenza.
  • deliri: sono alterazioni del contenuto del pensiero, che assumono la forma di convinzioni stabili, strutturate e costanti a dispetto di qualunque evidenza. Esse si strutturano attorno ad un tema principale che può essere più o meno vicino alla comprensione comune (es. convinzione di essere seguiti, spiati e controllati; di avere caratteristiche sovraumane, onnipotenti, divine; di essere destinati al disastro ed alla rovina), ma comunque estremamente importante per la persona. Attraverso questo racconto, che spesso è fonte di angoscia, viene espresso però un significato fondamentale per la propria esistenza, ed ogni piccolo segno della realtà è una conferma della veridicità del racconto.
  • distorsioni del pensiero: sono alterazioni della forma del pensiero, come ad esempio una disorganizzazione e una mancanza di coerenza nel flusso del pensiero, una alterazione dei collegamenti e nelle associazioni tra le idee, etc.

 

L’impossibilità di condividere i propri pensieri perché considerati strani, assurdi, eccessivi, fa sentire la persona estremamente sola, incompresa, giudicata ed ogni tentativo di “ragionevolezza” da parte dei familiari è vissuto come un attacco dal quale proteggersi.

Possono spesso essere presenti disturbi del sonno, angoscia marcata, disturbi nell’alimentazione, comportamenti insoliti, disorganizzati e/o catatonici, appiattimento dell’affettività, anedonia, povertà di pensiero, abulia.

L’acriticità rispetto ai sintomi nei disturbi psicotici genera un grave disadattamento sociale.   

L’esordio dei disturbi psicotici si colloca principalmente in adolescenza o nella prima età adulta.

 

Come trattiamo i disturbi psicotici: gli interventi specialistici

 

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