Cosa sono i disturbi d’ansia e dell’umore

I Disturbi d’Ansia e dell’Umore sono certamente i disturbi psichici più comuni. Essi provocano gravi sofferenze che rischiano di compromettere il funzionamento familiare, sociale e lavorativo della persona colpita. Sono disturbi che possono insorgere a qualsiasi età ed indipendentemente dal sesso o dallo status socio-economico di appartenenza. Prendendo in considerazione i dati dei principali studi epidemiologici pubblicati sulla rivista Psychological Medicine nel 2012, i ricercatori hanno calcolato che, globalmente, la depressione nella sue varie forme interessa il 4,7% della popolazione, mentre l’ansia addirittura il 7,3%. Disturbi d’ansia L’ansia è un’esperienza emotiva universale che, di per sé, non è inadeguata poiché rappresenta una risposta a stimoli esterni più o meno intensi (una situazione nuova o inaspettata, esame, un colloquio di lavoro, una gara, un evento di vita significativo come ad esempio il matrimonio, ecc.). Nella giusta misura, l’ansia fornisce la spinta per essere più pronti ed efficienti ad affrontare la situazione. Essa rappresenta, infatti, un meccanismo protettivo per il soggetto, in quanto è finalizzata ad anticipare la percezione del pericolo prima ancora che si manifesti e a mettere in moto i meccanismi fisiologici che spingono all’esplorazione, per individuare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata, oppure (quando necessario) all’evitamento e alla fuga. Può succedere che allo stato d’allarme non corrisponde un pericolo reale da affrontare e risolvere. In questi casi l’ansia diviene una risposta sproporzionata o irrealistica che disturba la persone, invece di essere elemento di spinta all’adattamento ambientale. Se gli episodi ansiosi sono fastidiosi, ma gestibili, occasionali e di durata limitata nel tempo non ci si deve preoccupare. Al contrario, è importante consultare uno specialista e intraprendere un trattamento specifico quando nervosismo, agitazione, paure immotivate o sintomi quali fisici tachicardia e vertigini  diventano molto intensi e persistenti al punto da impedire di svolgere le proprie attività quotidiane o interferire con le relazioni familiari, sociali o lavorative. Si possono individuare diverse tipologie di disturbo d’ansia. Quelle di più frequente riscontro nella popolazione sono: Disturbo d’Ansia Generalizzata Disturbo da Attacchi di Panico Fobie Disturbo Ossessivo-Compulsivo...

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Come trattiamo i disturbi d’ansia e depressivi

Giu 06, 13 Come trattiamo i disturbi d’ansia e depressivi

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Consulenza psicologica Da 1 a 4 colloqui, effettuati da uno psicologo, volti alla valutazione delle condizioni cliniche e della domanda di cura per determinare il tipo d’intervento necessario: psicologico, farmacologico o riabilitativo.   Valutazione psicodiagnostica Somministrazione, da parte dello psicologo, di test e scale cliniche per approfondire i sintomi presenti, le problematiche esperite, il funzionamento socio-lavorativo, gli aspetti relazionali e di personalità.   Valutazione psichiatrica e terapia psicofarmacologica La valutazione psichiatrica, effettuata da un medico specialista in psichiatria, ed un eventuale trattamento farmacologico sono necessari nei casi in cui i livelli di ansia e/o depressione sono molto disturbanti per la persona e/o inficiano il suo funzionamento relazionale, sociale e lavorativo.   Psicoterapia individuale Il trattamento psicoterapeutico procede alla cura dei disturbi d’ansia e dell’umore attraverso l’analisi dei fattori predisponenti, scatenanti e di mantenimento dei sintomi disturbanti. Il trattamento aiuta la persona a prendere consapevolezza di quel che gli accade, del perché accade e di come fare per attenuarne l’impatto sulla propria vita. La durata della presa in carico psicoterapeutica, così come la frequenza delle sedute, varia in base ai casi: può essere di breve durata e a bassa intensità (6/8 mesi, con sedute quindicinali) o medio-lunga e ad alta intensità (oltre 1 anno, con una o più sedute settimanali) La psicoterapia viene erogata da psicologo con specialità in psicoterapia riconosciuta dal MIUR.   Consulenza e sostegno psicologico ai familiari Il Servizio può fornire, attraverso uno psicologo eventualmente diverso dal curante di riferimento del paziente, consulenza e, se necessario, supporto psicologico ai familiari del paziente per la gestione dei sintomi e delle terapie in corso. Questi interventi possono aiutare a diminuire significativamente i livelli di emotività familiare (conflitti, incomprensioni, tensioni, ecc.) e a trasformare alcune modalità d’interazione che possono avere un ruolo importante nel favorire il percorso di guarigione in atto.   Riabilitazione La riabilitazione in psichiatria si occupa di aiutare la persona a recuperare e sviluppare le proprie risorse e capacità in modo da acquisire più fiducia in se stessa, aumentando il livello di autostima e facendo...

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Disturbo d’Ansia Generalizzato

Giu 06, 13 Disturbo d’Ansia Generalizzato

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  Sintesi dei criteri diagnostici per il Disturbo d’Ansia Generalizzato (GAD) secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Ansia e preoccupazione eccessive (attesa apprensiva), che si manifestano per la maggior parte dei giorni per almeno 6 mesi, a riguardo di una quantità di eventi o di attività (come prestazioni lavorative o scolastiche). La persona ha difficoltà nel controllare la preoccupazione. L’ansia e la preoccupazione sono associate con tre (o più) dei sei sintomi seguenti (con almeno alcuni sintomi presenti per la maggior parte dei giorni negli ultimi 6 mesi). irrequietezza, o sentirsi tesi o con i nervi a fior di pelle facile affaticabilità difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria irritabilità tensione muscolare alterazioni del sonno (difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno o sonno inquieto e insoddisfacente). L’ansia, la preoccupazione, o i sintomi fisici causano disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. L’alterazione non è dovuta agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale   Come trattiamo il Disturbo d’Ansia Generalizzato    Se pensi di avere un Disturbo D’Ansia Generalizzato e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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Disturbo da Attacchi di Panico

Giu 06, 13 Disturbo da Attacchi di Panico

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  Sintesi dei criteri diagnostici per l’Attacco di Panico secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti: Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia Sudorazione Tremori fini o a grandi scosse Dispnea o sensazione di soffocamento Sensazione di asfissia Dolore o fastidio al petto Nausea o disturbi addominali Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi) Paura di perdere il controllo o di impazzire Paura di morire Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio) Brividi o vampate di calore   Come trattiamo il Disturbo da Attacchi di Panico    Se pensi di avere un Disturbo da Attacchi di Panico e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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Fobie

Giu 06, 13 Fobie

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  Sintesi dei criteri diagnostici per la Fobia Specifica secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (per es., volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue). L’esposizione allo stimolo fobico quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole. Le situazioni fobiche sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio. L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella/e situazione/i temuta/e interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia. Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.   Sintesi dei criteri diagnostici per la Fobia Sociale secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o prestazionali nelle quali la persona è esposta a persone non familiari o al possibile giudizio degli altri. L’individuo teme di agire (o di mostrare sintomi di ansia) in modo umiliante o imbarazzante. L’esposizione alla situazione temuta quasi invariabilmente provoca l’ansia, che può assumere le caratteristiche di un Attacco di Panico causato dalla situazione o sensibile alla situazione. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole. Le situazioni sociali o prestazionali temute sono evitate o sopportate con intensa ansia o disagio. L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella/e situazione/i sociale/i o prestazionale/i interferiscono significativamente con le abitudini normali della persona, con il funzionamento lavorativo (scolastico) o con le attività o relazioni sociali, oppure è presente marcato disagio per il fatto...

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Disturbo Ossessivo Compulsivo

Giu 06, 13 Disturbo Ossessivo Compulsivo

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  Cos’è il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) E’ un disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni, compulsioni o entrambi, che occupano uno spazio significativo nella vita della persona che ne soffre (per più di 1 ora al giorno), creano intenso disagio e condizionano il funzionamento sociale e lavorativo. Cosa sono le ossessioni Le ossessioni sono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti nella maggior parte dei casi come fastidiosi ed intrusivi. Molte persone con un DOC hanno convizioni disfunzionali. Queste possono includere: eccessivo senso di responsabilità tendenza a sovrastimare la minaccia perfezionismo e intolleranza all’incertezza attribuzione di una eccessiva importanza ai propri pensieri ed al bisogno di controllarli. Riguardo a questo ultimo punto, una persona può spaventarsi all’idea di aver avuto un determinato pensiero perchè considera questa situazione altrettanto grave dell’agire il contenuto di quel pensiero stesso (es. avere un pensiero violento equivale ad agire in modo violento), non cogliendo (e quindi non potendo rassicurarsi) il limite fra interno (ciò che sta nei miei pensieri) e conseguenze esterne (quelle prodotte da una azione). Rispetto alle proprie convinzioni disfunzionali, una persona affetta da DOC può avere un insight (cioè una consapevolezza su questi pensieri) che varia in continuum da buono o sufficiente, a scarso, ad assente. Una persona con un buon insight sulle proprie convinzioni tiene aperta la possibilità che i pensieri intrusivi non siano fondati, ne riconosce la bizzarria e li vive manifestazione del disagio che vive; al polo opposto, una persona con scarso o assente insight è convinto strenuamente della veridicità delle proprie convinzioni, non ammettendo la possibilità di una visione alternativa alle proprie credenze. Cosa sono le compulsioni Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi o azioni mentali che una persona si sente obbligata a compiere per “compensare” i pensieri ossessivi o per rispondere a regole interne particolarmente rigide. Degli esempi di compulsioni possono essere il lavarsi ripetutamente le mani, controllare l’allineamento degli interruttori elettrici di una stanza o dell’intera casa, riordinare oggetti secondo regole prestabilite. Esempi di azioni mentali possono essere ripetere mentalmente...

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Disturbo Acuto da Stress

Giu 06, 13 Disturbo Acuto da Stress

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  Sintesi dei criteri diagnostici per il Disturbo Acuto da Stress secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) La persona è stata esposta ad un evento traumatico in cui erano presenti entrambi i seguenti elementi: la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno comportato la morte, o una minaccia per la vita, o una grave lesione, o una minaccia all’integrità fisica, propria o di altri la risposta della persona comprende paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. Durante o dopo l’esperienza dell’evento stressante, l’individuo presenta tre (o più) dei seguenti sintomi dissociativi: sensazione soggettiva di insensibilità, distacco o assenza di reattività emozionale riduzione della consapevolezza dell’ambiente circostante (per es. rimanere storditi) derealizzazione depersonalizzazione amnesia dissociativa (cioè incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma). Marcato evitamento degli stimoli che evocano ricordi del trauma (per es. pensieri, sensazioni, conversazioni, attività, luoghi, persone). Sintomi marcati di ansia o di aumentato arousal (per es. difficoltà a dormire, irritabilità, scarsa capacità di concentrazione, ipervigilanza, risposte di allarme esagerate, irrequietezza motoria). Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti, oppure compromette la capacità dell’individuo di eseguire compiti fondamentali, come ottenere l’assistenza necessaria o mobilitare le risorse personali riferendo ai familiari l’esperienza traumatica. Il disturbo dura al minimo 2 giorni e al massimo 4 settimane e si manifesta entro 4 settimane dall’evento traumatico.   Come trattiamo il Disturbo Acuto da Stress    Se pensi di avere un Disturbo Acuto da Stress e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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Disturbo Post-Traumatico da Stress

Giu 06, 13 Disturbo Post-Traumatico da Stress

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  Sintesi dei criteri diagnostici per il Disturbo Post Traumatico da Stress (DPTS) secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) La persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale erano presenti entrambe le caratteristiche seguenti: la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno (o più) dei seguenti modi: ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento. agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio o in stato di intossicazione). disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi: sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore) sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita). Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:...

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Episodio Depressivo Maggiore

Giu 06, 13 Episodio Depressivo Maggiore

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  Sintesi dei criteri diagnostici per l’Episodio Depressivo Maggiore secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Cinque (o più) dei seguenti sintomi sono stati contemporaneamente presenti durante un periodo di 2 settimane e rappresentano un cambiamento rispetto al precedente livello di funzionamento; almeno uno dei sintomi è costituito da 1) umore depresso o 2) perdita di interesse o piacere. umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto (per es. si sente triste o vuoto) o come osservato dagli altri (per es. appare lamentoso). marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (come riportato dal soggetto o come osservato dagli altri) significativa perdita di peso, senza essere a dieta, o aumento di peso (per es., un cambiamento superiore al 5% del peso corporeo in un mese) oppure diminuzione o aumento dell’appetito quasi ogni giorno. insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno (osservabile dagli altri, non semplicemente sentimenti soggettivi di essere irrequieto o rallentato) faticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessivi o inappropriati (che possono essere deliranti), quasi ogni giorno (non semplicemente autoaccusa o sentimenti di colpa per essere ammalato) ridotta capacità di pensare o di concentrarsi, o indecisione, quasi ogni giorno (come impressione soggettiva o osservata dagli altri) pensieri ricorrenti di morte (non solo paura di morire), ricorrente ideazione suicidaria senza un piano specifico, o un tentativo di suicidio, o l’ideazione di un piano specifico per commettere suicidio. I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un medicamento) o di una condizione medica generale (per es., ipotiroidismo). I sintomi non sono meglio giustificati da Lutto, cioè,...

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Disturbo Distimico

Giu 06, 13 Disturbo Distimico

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Sintesi dei criteri diagnostici per il Disturbo Distimico secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi tutti i giorni, come riferito dal soggetto ed osservato dagli altri, per almeno 2 anni. Presenza, quando depresso, di due (o più) dei seguenti sintomi: scarso appetito o iperfagia insonnia o ipersonnia scarsa energia o astenia bassa autostima difficoltà di concentrazione o nel prendere decisioni sentimenti di disperazione Durante i 2 anni di malattia (1 anno nei bambini e negli adolescenti) la persona non è mai stata priva dei sintomi di cui ai Criteri A e B per più di 2 mesi alla volta. Durante i primi 2 anni di malattia (1 anno nei bambini e negli adolescenti) non è stato presente un Episodio Depressivo Maggiore ; cioè il disturbo non è meglio inquadrabile come Disturbo Depressivo Maggiore Cronico, o Disturbo Depressivo Maggiore, In Remissione Parziale. I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (ad es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale (per es., ipotiroidismo). I sintomi causano disagio clinicamente significativo o compromissione del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.. Come trattiamo il Disturbo Distimico    Se pensi di avere un Disturbo Distimico e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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Episodio Maniacale

Giu 06, 13 Episodio Maniacale

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Sintesi dei criteri diagnostici per l’Episodio Maniacale secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione).Durante il periodo di alterazione dell’umore, tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti a un livello significativo (quattro se l’umore è solo irritabile): autostima ipertrofica o grandiosità diminuito bisogno di sonno (per es., si sente riposato dopo solo 3 ore di sonno) maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente distraibilità (cioè, l’attenzione è troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti) aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es. eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati). L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso, un farmaco o altro trattamento) o di una condizione medica generale (per es. ipertiroidismo).   Come trattiamo l’Episodio Maniacale    Se pensi di avere un Disturbo legato a Episodi Maniacali e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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L’esperienza dell’ansia

Mag 07, 13 L’esperienza dell’ansia

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Ludovica, 28 anni, architetto. “Ho la mente invasa da immagini e pensieri spaventosi che si presentano a flash senza che riesco a fermarli. (…) Non ce la faccio a stare seduta tranquilla o a stare ferma, o bisogno di muovermi freneticamente, ma poi mi gira la testa e ho paura di collassare. (…) Mi fa paura uscire, andare a fare la spesa dove sono sempre andata, conoscere gente nuova. (…) Dopo le crisi più forti mi sento a pezzi, come se mi fosse passato un camion addosso”   L’ansia è un’esperienza fisiologica e funzionale per l’essere umano, poiché segnala una situazione di pericolo e permette l’attivazione di tutte le funzioni psicologiche e fisiche per far fronte a tale pericolo. Questa esperienza, tuttavia, può presentarsi in assenza di uno stimolo esterno che giustifichi la reazione emotiva e configurarsi, quindi, come stato clinico disturbante per la persona. Cosa succede in questi casi? Confusione, difficoltà di pensiero e paure specifiche di vario tipo, quali ad esempio di perdere il controllo, di svenire, impazzire o di morire; sensazioni fisiche disturbanti, come batticuore, vertigini, mani sudate, respiro corto, urgenza di mingere o defecare, sensazione di soffocamento e oppressione. Sono queste le sensazioni principali che ci segnalano la presenza di uno stato d’ansia.   Se pensi di soffrire d’ansia e vuoi chiedere una consulenza con uno specialista, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza al numero 039 9416276 o scrivere una mail a info@centropsicologiamonza.it. Puoi trovare ulteriori informazioni nella pagina contatti del nostro...

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