di Stefania Vaccaro*

Mamma ho paura del buio, stai qui vicino a me?

Mamma e papà posso dormire nel vostro letto questa notte?

Questi sono solo alcuni esempi delle richieste che un bambino, spaventato all’idea di dormire, da solo, quando è ormai buio, può rivolgere ai propri genitori.

Pare importante sottolineare che emozioni di paura ed ansia sono situazioni emotive piuttosto frequenti tra bambini ed adolescenti, appartengono, in genere, ad un periodo di passaggio, solo talvolta possono diventare particolarmente intense e frequenti da sfociare in un disturbo psicologico.

Alla base di manifestazioni emotive esagerate è utile avere in mente che, tra i fattori che alimentano un’eccessiva paura, si ritrovano particolari convinzioni, inferenze e valutazioni da parte del bambino rispetto ad eventi esterni ed alla propria capacità di fronteggiarli.

L’approccio della REBT (terapia razionale comportamentale emotiva) mira ad individuare quali sono questi pensieri e comportamenti disfunzionali, presenti nei bambini che presentano un certo disagio emotivo.


Quando la paura dei bambini diventa ansia

Sottostante alla paura dei bambini, che, in alcuni casi, diviene così intensa da parlare di un vero e proprio disturbo emotivo, ci sarebbero degli “schemi concettuali” o fasi cognitive; in particolare:

  • L’anticipazione di eventi negativi per cui al bambino è stata passata la credenza che qualcosa di brutto potrebbe accadere;
  • La doverizzazione che porta la persona a pensare che non deve succedere qualcosa di brutto;
  • La catastrofizzazione per cui si pensa che, se qualcosa di brutto succedesse, sarebbe terribile.

Cosa possono fare i genitori per aiutare un bambino che ha paura?

E’ importante rendere i genitori consapevoli rispetto a ciò che essi pensano e come si comportano con il proprio figlio.

Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che genitori troppo critici verso i figli, non aiutano il bambino a costruire la fiducia in se stesso poiché viene data troppa enfasi agli errori.

Anche i genitori che richiedono, spesso, prestazioni elevate ai bambini non li supportano nella gestione delle paure perché danno un eccessivo valore ai risultati conseguiti.

Infine i genitori iper-protettivi tendono a trasmettere ai figli un’idea del mondo come luogo pieno di pericoli e, in alcune situazioni, ad evitare loro le emozioni sgradevoli, come la frustrazione; sottostimando la capacità del bambino di fronteggiare le emozioni spiacevoli.

Essere consapevoli di queste modalità educative può essere decisivo per un genitore, può permettergli di capire “emotivamente” il proprio figlio, di guardare alla situazione problematica con i suoi occhi.

Incoraggiare il bambino ad esprimere le emozioni, gli consente di sentire il genitore emotivamente vicino e quindi di nutrire fiducia nella possibilità di essere ascoltato e supportato.

Per un bambino sapere che, anche il suo papà o la sua mamma hanno avuto paura di qualcosa da piccoli e che da adulti hanno comunque delle paure, ha un effetto “normalizzante”, che aiuta affrontare in modo adattivo la paura, senza evitarla.

Prendersi cura della paura dei bambini durante la fase dell’addormentamento

Addormentarsi per un bambino ha molteplici significati, può portare con sé la paura di separarsi dai genitori, il timore di rimanere da soli, il distaccarsi dalle sicurezze della realtà esterna (come la routine delle attività scolastiche, degli hobby, delle passioni sportive…), la sensazione di sentirsi un po’disorientati, di perdere un po’ il controllo.

In questo momento conclusivo della giornata, la presenza e la vicinanza emotiva del genitore possono fare la differenza. La presenza consente al genitore di essere in contatto con il figlio, in modo aperto, curioso, generoso e non giudicante.

La vicinanza emotiva permette al genitore di provare un sincero interesse verso il mondo interiore del figlio, arrivando a comprendere meglio i suoi pensieri, i suoi bisogni.

Da parte del bambino sentire questa capacità empatica del genitore diviene una preziosa occasione per mettere in parole le proprie paure, per rappresentarle, elaborarle; aumentando la fiducia in se stessi.

Sulla base della sensibilità del bambino e della sua creatività anche i disegni, le filastrocche e le canzoni possono divenire delle strategie utili per affrontare le paure.

Ad esempio, la lettura di favole, in cui i protagonisti si ritrovano a fronteggiare delle paure  può essere utile al bambino, per osservare nuovi pensieri e nuovi comportamenti, utili a superare i pericoli e le difficoltà.

Qualora la paura del bambino, col tempo, divenisse, invece, più pervasiva e invalidante nella sua vita, è bene chiedere il parere di un terapeuta dell’età evolutiva.

Insegnare ad un bambino a liberarsi di alcune paure sarà per lui un’importante possibilità per divenire più consapevole di sé, del mondo e più fiducioso. 

Per ulteriori informazioni e approfondimenti

Bibliografia: 
Di Pietro, M., “L’ABC delle mie emozioni”. Erickson (2008)
Di Pietro, M., “L’educazione razionale-emotiva”. Erickson (2008)
Sassaroli, S., and G.M. Ruggiero. “Il colloquio in psicoterapia cognitiva”. Tecnica e pratica clinica. Milano, Raffaello Cortina (2013).
Verardo, A.R. “Attaccamento traumatico: il ritorno alla sicurezza”. Giovanni Fioriti Editore (2016).

*Psicologa, Psicoterapeuta

Foto di Daniela Dimitrova da Pixabay