Siblings: fratelli di persone con disabilità fisica o mentale.

Dic 16, 17 Siblings: fratelli di persone con disabilità fisica o mentale.

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Analisi della letteratura e di progetti di supporto di Sofia Tagliabue* I siblings, intesi in psicologia come i fratelli sani di persone disabili o con malattie croniche o invalidanti, vengono spesso lasciati in secondo piano nell’analisi del vissuto emotivo e psicologico familiare generato dalla presenza di una persona malata in famiglia. Vissuto psicologico dei siblings Tuttavia, non deve essere approfondito solo l’impatto emotivo che i genitori subiscono nell’avere un figlio disabile, ma è importante sapere che anche la relazione fraterna risente profondamente della presenza della disabilità. Cosa significa per un fratello convivere con la malattia e rispecchiarsi in una persona così “diversa”? Quali conseguenze possono derivarne, sia a livello personale, sociale, psicologico, che a livello di relazione? Tipicamente la sensazione provata dal sibling è di “invisibilità”, come se i suoi problemi non fossero presi in considerazione, in quanto meno importanti delle problematiche legate alla malattia del fratello. Il sibling si sente dunque messo in secondo piano e non si sente libero di poter esprimere i propri sentimenti negativi (legittimi) a riguardo, come rabbia, vergogna, gelosia, invidia e imbarazzo. I siblings sperimentano inoltre ambivalenza rispetto al coinvolgimento nelle cure e confusione di ruolo all’interno della famiglia. Spesso il sibling si rende poco bisognoso di cure ed è anzi lui a doversi prendere cura non solo del fratello, ma anche dei genitori, esausti a causa delle molte energie, fisiche e mentali, che devono spendere per il figlio disabile. Il sibling può provare anche insicurezza e preoccupazione, sia per il proprio futuro che per quello del fratello, tristezza e sensazione di perdita; perdita di una relazione fraterna “normale”, perdita della propria routine ed esistenza ordinaria, sconvolta dai frequenti “imprevisti” causati dalla malattia e perdita delle proprie aspirazioni future. Che diritto ho io di progettarmi un futuro quando mio fratello non lo avrà? Cosa succederà quando non ci saranno più i nostri genitori a pensare a lui? È mio dovere prendermi cura di lui per tutta la vita? Una delle emozioni più frequenti è inoltre la paura, per...

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Come trattiamo i disturbi di personalità e psicotici

Mar 06, 14 Come trattiamo i disturbi di personalità e psicotici

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Orientamento ai servizi pubblici Chi si trova ad affrontare per la prima volta la sofferenza mentale spesso non ha punti di riferimento per orientarsi nella cura. Magari ha già raccolto nel tempo alcuni segnali del malessere proprio o del proprio congiunto ma non sa a chi rivolgere i propri dubbi e le domande. Il Gruppo DP&P si propone come luogo per accogliere la domanda ed orientare se necessario verso il servizio pubblico, informando ed indicando le strutture presenti sul territorio e le modalità di accesso, le associazioni del terzo settore che possono offrire supporto. Consultazione psicodiagnostica Si tratta di un percorso a termine (numero predefinito di incontri) con uno psichiatra o con uno psicoterapeuta durante il quale si approfondisce il malessere della persona e si definisce la natura della sua sofferenza. In termini clinici si fa “diagnosi”: questo non significa solo dare un nome al disturbo presentato (il metodo più ampiamente diffuso è il DSM, Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), ma anche delineare il “funzionamento psichico” della persona, ovvero come l’individuo affronta nel proprio personale modo le situazioni della vita, le relazioni e la sofferenza. Questo aiuta a comprendere che ruolo ha il disturbo psichico nella vita del paziente, a che cosa serve e orienta allo stesso tempo la cura verso soluzioni alternative al disagio. Il percorso di consultazione psicologica può comprendere una valutazione psicodiagnostica: si tratta della somministrazione di Test di personalità e sintomatologici che integrano le informazioni emerse dai colloqui di consultazione ed offrono così una visione più ampia ed approfondita del quadro clinico. I test sono somministrati da uno psicologo psicodiagnosta, specializzato nell’uso di questi strumenti. A completare il quadro può essere indicata una valutazione psichiatrica con un medico psichiatra, il quale darà ulteriori informazioni sulla diagnosi basandosi sui sintomi presenti al momento e sulla storia clinica – se presente – della persona e fornirà indicazioni sull’utilità di una cura farmacologia se necessario. La consultazione psicodiagnostica è di fondamentale importanza per fare una “fotografia” del problema riportato e per...

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Disturbi Psicotici

Mar 06, 14 Disturbi Psicotici

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Chi  soffre di disturbi psicotici tende a interpretare ciò che accade nel suo ambiente e nelle sue relazioni in un modo che agli altri appare distorto, bizzarro, estremamente personale e non condivisibile. Ossia ha un rapporto alterato con la realtà, che appare particolarmente rigido, non ammette critiche o punti di vista alternativi e condiziona pesantemente la vita quotidiana della persona e dei propri congiunti. Ne deriva purtroppo spesso un comportamento rigido, insicuro o contraddittorio, tanto da essere comune la tendenza ad isolarsi, ad avere poche relazioni e spesso difficili, ad abbandonare le normali attività quotidiane come lo studio, il lavoro, gli interessi più comuni. Questa difficoltà di relazione interpersonale tende a svilupparsi in un notevole arco di tempo. Questa  grave alterazione dell’equilibrio psichico dell’individuo non solo ha una compromissione dell’esame di realtà ma anche disturbi del pensiero di tre tipi, quali:   allucinazioni: sono esperienze percettive alterate, ossia percezioni (siano esse visive, uditive, tattili..) senza che ci sia l’oggetto percepito. Un soggetto può ad esempio sentire qualcuno parlare, vedere persone e oggetti, sentire odori o avere sensazioni tattili senza che corrispondono alle stimolazioni effettivamente presenti nell’ambiente. Questi fenomeni tendono a spaventare molto sia le persona che li sperimenta, sia le persone a lui più vicine, creando una distanza fra di loro ed una elevata sofferenza. deliri: sono alterazioni del contenuto del pensiero, che assumono la forma di convinzioni stabili, strutturate e costanti a dispetto di qualunque evidenza. Esse si strutturano attorno ad un tema principale che può essere più o meno vicino alla comprensione comune (es. convinzione di essere seguiti, spiati e controllati; di avere caratteristiche sovraumane, onnipotenti, divine; di essere destinati al disastro ed alla rovina), ma comunque estremamente importante per la persona. Attraverso questo racconto, che spesso è fonte di angoscia, viene espresso però un significato fondamentale per la propria esistenza, ed ogni piccolo segno della realtà è una conferma della veridicità del racconto. distorsioni del pensiero: sono alterazioni della forma del pensiero, come ad esempio una disorganizzazione e una mancanza di coerenza nel flusso del pensiero, una alterazione...

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