Strumenti compensativi e misure dispensative per DSA

Gen 12, 15 Strumenti compensativi e misure dispensative per DSA

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  Nel dibattito sui disturbi di apprendimento si sente parlare spesso di azioni come compensare, dispensare, abilitare, riabilitare. Vediamo di fare un po’ di chiarezza su questi termini. Che differenza c’è tra abilitare, riabilitare, compensare e dispensare? ABILITARE e RIABILITARE Queste parole indicano l’azione d’intervento diretto sulla funzione deficitaria.  La riabilitazione è limitata nel tempo e  i benefici sono futuri. Si tratta d’interventi  personalizzati  che puntano a sviluppare competenze, in modo da favorire la completa autonomia dello studente.   L’abilitazione mira pertanto direttamente al potenziamento di un’abilità o di una funzione. COMPENSARE E’ l’opposto del riabilitare perché vuol dire sfruttare le funzioni integre ignorando quelle deficitarie. La compensazione è permanente e i benefici sono immediati. Essa offre un vantaggio funzionale indiretto:  l’abilità non è recuperata, ma si punta su strategie alternative per raggiungere analoghi risultati DISPENSARE appresenta il momento di una presa d’atto della situazione, pur  non modificando le competenze.  Dipende dagli altri e non dà autonomia.  Ha lo scopo di evitare che il disturbo possa comportare un generale insuccesso scolastico con ricadute personali, anche gravi. Prima di passare ad elencare alcuni strumenti compensativi, vorrei sottolineare che ognuno di essi deve essere sempre “personalizzato”.  Chi si occupa di bambini e ragazzi con DSA, sa benissimo quanto ognuno di loro sia un caso a parte.  Per questa ragione, gli strumenti non devono essere considerati come rigidi mezzi per aggirare le problematiche, ma vanno calibrati in base alle caratteristiche cognitive, emotive e psicologiche dell’alunno… Usiamo un’analogia:  quando è presente un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, vuol dire che è presente un’intelligenza in norma, ma vuol dire anche avere bisogno di compensare una mancanza di automatismo… Allora gli strumenti compensativi sono per i DSA, come gli occhiali per chi soffre di miopia:  gli occhiali devono essere calibrati sulla base delle diottrie, così come gli interventi per compensare devono essere adattati alle caratteristiche del bambino.  Questo vuol dire ad esempio che, se tra le indicazioni c’è di non far leggere ad alta voce, ma il bambino spontaneamente vuole leggere, non si...

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Lo screening scolastico: riconoscere precocemente i disturbi dell’apprendimento

Set 23, 14 Lo screening scolastico: riconoscere precocemente i disturbi dell’apprendimento

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“…ognuno è un genio, ma, se si giudica un pesce dalla sua abilità nell’arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido” (A.Einstein)   L’individuazione precoce , attraverso lo screening scolastico, di un alunno con Disturbo Specifico di Apprendimento è un obiettivo importantissimo perché accelera eventuali interventi riabilitativi, che hanno una “finestra evolutiva”, cioè un periodo in cui sono efficaci al massimo; tale finestra poi tende a ridursi rapidamente col tempo, fino a scomparire. Non solo:  riconoscerlo vuol dire evitare di sottoporre il bambino al rischio di complicazioni di carattere emotivo e psicologico. Il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha approvato, di concerto con il Ministero della Salute, le Linee Guida relative alla predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA.  Esse stabiliscono che il DSA può essere riconosciuto tale solo all’ingresso nella scuola primaria, e precisamente al termine della classe seconda per la letto-scrittura, e della terza per la discalculia, laddove il bambino viene esposto all’insegnamento di lettura, calcolo e scrittura sistematico.  Ciononostante, i segnali premonitori possono essere individuati anche durante l’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia. Attraverso uno screening nelle prime classi della Scuola Primaria, con l’uso di strumenti standardizzati, si possono individuare i bambini che presentano unacompromissione dell’apprendimento della letto- scrittura e della matematica. “Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire il disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull’assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che causa una condizione di disturbo. Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio.” (A. Paoletti, G. Stella, Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi specifici di apprendimento.” Dislessia, vol. I, gennaio 2008). Lo screening può essere realizzato da professionisti appartenenti a profili professionali diversi, anche insegnanti, ma formati in questa pratica. Esso si basa su alcune prove collettive da somministrare all’intera classe, ma non rappresenta una diagnosi.  Le  prove della Scuola Primaria, in genere, consistono in compiti scolastici (letture, dettati, comprensioni del testo,..). Per quanto riguarda lo screening nella Scuola dell’Infanzia, i questionari osservativi compilati dagli insegnanti possono...

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