Le interviste del Centro Clinico di Psicologia #2 | I disturbi dell’apprendimento

Mar 16, 15 Le interviste del Centro Clinico di Psicologia #2 | I disturbi dell’apprendimento

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La misura dell’intelligenza è data dalla capacità di cambiare quando è necessario a cura di Vanessa Collerone e Eleonora Pizzocri, studentesse del Liceo Carlo Porta, Monza. Intervista alla dottoressa Edy Salvan referente dell’area dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento   Buongiorno dottoressa, ci racconti, ci sono dei fattori che portano l’individuo ad avere un determinato disturbo dell’apprendimento? Inizio subito col dirvi che il disturbo dell’apprendimento è una neurodiversità, quindi un problema neuro-biologico che riguarda il funzionamento dei processi cognitivi. I fattori che possono portare un individuo ad avere un DSA non sono ancora certi al 100%. Possiamo comunque ipotizzare l’insorgenza di un successivo disturbo dell’apprendimento, quando è presente un disturbo del linguaggio o anche familiari che hanno questo tipo di problematiche; infatti si è riscontrata l’incidenza della familiarità. Alcuni sostengono invece che un fattore di rischio possa essere un intervento in anestesia totale nei primi 3 anni di vita. Comunque tutto questo non è ancora stato accertato definitivamente. Grazie per la risposta, adesso tutto è più chiaro. Ma, anche se ce ne ha già un po’ parlato, ci può chiarire se l’ambiente familiare influisce su questi disturbi? Se sì, quanto? La famiglia influisce sicuramente sulla progressione del disturbo, nel caso in cui esso non sia diagnosticato e non si sappia che le problematiche scolastiche dell’ individuo sono dovute a una neurodiversità e non a cattiva volontà da parte del bambino. Questo può comportare che il problema sfoci anche in disturbi del comportamento, d’ansia, inibizioni…. Tenendo conto anche di ciò che lei ha scritto sul sito, come ci si accorge che l’individuo ha un disturbo dell’apprendimento senza confonderlo con una normale pigrizia? A prescindere dal fatto che la certezza della presenza di un disturbo possiamo averla solo mediante test particolari, ci sono però dei campanelli di allarme, come un’eccessiva lentezza e un mancato miglioramento, anche in seguito ad interventi massicci di recupero. Nel caso in cui ci si accorga in un’età avanzata, secondo lei, come e quanto è possibile rimediare? Se si cerca di intervenire sul problema...

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Di cosa si occupa la psicologia scolastica

Mag 23, 13 Di cosa si occupa la psicologia scolastica

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La Psicologia Scolastica è la disciplina che studia i problemi di apprendimento, di comportamento, psicologici e relazionali nella scuola, supportando inoltre i genitori, perché le famiglie non possono essere escluse dal percorso scolastico dei loro figli. Si occupa in particolare dell’area dello svantaggio scolastico che comprende problematiche diverse e che viene indicata come Area dei Bisogni Educativi Speciali (Special Educational Needs), includendo sia le difficoltà certificabili, sia quelle non certificabili. La psicologia scolastica si focalizza principalmente su due aspetti: ricerca le motivazioni che rendono uno scolaro meno efficiente di un altro rileva la presenza di gravi o lievi anomalie, per le quali propone un’assistenza sistematica per l’intero ciclo degli studi o per il periodo di tempo necessario alla soluzione del problema   Sono usati pertanto strumenti e tecniche per la valutazione dei livelli di apprendimento (stili di apprendimento; stili cognitivi, ecc…), per la valutazione dei disturbi dell’apprendimento, di problematiche comportamentali, nonché per la valutazione di variabili socio-relazionali, motivazionali, emotivo-affettive. Le aree di intervento, inoltre, sono l’orientamento scolastico, la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, del disagio psicosociale, della dispersione scolastica. Questa disciplina si occupa, infine, della  progettazione e dell’intervento rivolto agli alunni nei casi di difficoltà o disturbi dell’apprendimento, di difficoltà socio-relazionali, di disturbi del comportamento (iperattività; bullismo; ecc.), di gravi disturbi cognitivi, nonché di interventi di supporto rivolti a genitori e...

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La diagnosi di DSA e la normativa attuale in materia

Mag 23, 13 La diagnosi di DSA e la normativa attuale in materia

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    Perchè è importante la diagnosi?   Perché un bambino con Disturbo Specifico dell’Apprendimento non riconosciuto, può ridurre il livello di autostima e sperimentare disturbi emotivi e psicologici: ansia, disturbi del comportamento, depressione,… ma questi problemi, che derivano da un profondo senso di inadeguatezza, SONO LA CONSEGUENZA E NON LA CAUSA DEI DSA; Perchè un DSA può provocare nel bambino demotivazione e disinvestimento di energie in ambito scolastico; perchè con la diagnosi il bambino può essere supportato nel suo percorso scolastico dalle misure compensative e dispensative previste dalla normativa. Perchè la diagnosi non certifica una disabilità, con conseguente affiancamento da parte di un insegnante di sostegno, ma fornisce indicazioni alla scuola per mettere in atto le misure compensative e dispensative per vostro figlio. Perché aiuta a conoscere le caratteristiche del disturbo e a convincersi che c’è sempre un modo per superarlo. Perché aiuta il bambino/ragazzo a raggiungere la consapevolezza delle proprie difficoltà, ma soprattutto della propria intelligenza e delle proprie abilità (memoria visiva, creatività, ecc.); lo aiuta a capire che, grazie a queste e attraverso l’uso di semplici strategie, può riuscire a superare ogni ostacolo; lo aiuta a scegliere il percorso scolastico che desidera senza rinunciare a priori scegliendo scuole che richiedono prestazioni inferiori alle sue possibilità. Perché aiuta i genitori e gli insegnanti a riconoscere e valorizzare i punti di forza del bambino; a individuare la modalità di apprendimento propria del bambino. Come si effettua la diagnosi?   La diagnosi è effettuata attraverso la somministrazione di – test di valutazione delle abilità scolastiche, congrui per età e classe frequentata dal bambino/a – test multidimensionale per la valutazione del livello intellettivo (WISC IV – WISC III) La comunità scientifica internazionale ha stabilito un criterio fondamentale per la definizione e la diagnosi dei DSA: il criterio della discrepanza. Come suggerisce la stessa parola, i DSA sono caratterizzati e si identificano da una inattesa “scollatura”, “divario” tra livello intellettivo generale (comunemente detto “intelligenza”) e riuscita negli apprendimenti di base. Un bambino con un’intelligenza nella media...

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