RIABILITAZIONE
Dopo una diagnosi di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento) o una diagnosi B.E.S. con fragilità che non raggiungano il criterio per diagnosi DSA, è opportuno attivare interventi di tipo clinico, che possono andare a colmare le fragilità emerse. Tali interventi devono essere definiti in modo individualizzato, sulla base delle caratteristiche specifiche dell’alunno.
Esiste una sostanziale differenza tra trattamento e potenziamento:
- “potenziamento” fa riferimento ad attività mirate a favorire lo sviluppo normale di una competenza cognitiva, la quale può essere in ritardo per diversi motivi, non legati a patologia.
- “trattamento” invece si riferisce “all’insieme di azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato; è gestito da un professionista sanitario, ha caratteristiche di specificità sia per gli obiettivi a cui si indirizza, sia per le caratteristiche metodologiche e le modalità di erogazione (PARCC, 2011).
Si è individuata una “finestra evolutiva” durante la quale è più facile intervenire, indicativamente nei primi anni della scuola Primaria. Nel caso in cui si superi questa finestra, è comunque possibile intervenire con altre modalità riabilitative, ad esempio percorsi sul metodo di studio.
Infatti, la sola applicazione di misure compensative e dispensative a scuola, può certamente aiutare lo studente a raggiungere in modo adeguato gli obiettivi didattici, ma non è sempre sufficiente per consentire al ragazzo/bambino di migliorare le proprie abilità di base ed acquisire un personale e funzionale metodo di studio, determinando scarsa autonomia scolastica.
Secondo le Raccomandazioni Cliniche sui DSA (PARCC, 2011), un trattamento va attivato alla presenza di una condizione clinica che limita in modo severo l’autonomia nell’uso dell’abilità alterata.
Nei casi di bambini piccoli che, pur non avendo una diagnosi di DSA, manifestano precocemente carenze a livello scolastico, è opportuno considerare tempestivamente tali difficoltà per arrivare alla scuola Primaria preparati, risultando di primaria importanza un intervento precoce.
In genere, adeguati trattamenti abilitativi portano ad un miglioramento del disturbo, che, nel caso dei DSA effettivi, difficilmente viene completamente superato, in quanto determinato da fattori congeniti non modificabili. Si può ottenere però una migliore evoluzione delle competenze alterate, evitando che si instaurino disagi emotivi.
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