{"id":2961,"date":"2021-01-30T15:08:33","date_gmt":"2021-01-30T14:08:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=2961"},"modified":"2026-05-04T15:30:16","modified_gmt":"2026-05-04T13:30:16","slug":"lautostima-dei-nostri-bambini-una-costruzione-quotidiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/lautostima-dei-nostri-bambini-una-costruzione-quotidiana\/","title":{"rendered":"L\u2019autostima dei nostri bambini: una costruzione quotidiana"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>di Stefania Vaccaro* e Andrea Bonfiglio**<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-large is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>\u201c<em>Sono sempre un disastro<\/em>\u201d, \u201c<em>non riesco mai a concentrarmi<\/em>\u201d, \u201c<em>non valgo\u2026<\/em>\u201d<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Quante volte ci \u00e8 capitato, in un momento di difficolt\u00e0, di pensare queste cose di noi stessi o abbiamo usato queste parole rivolgendoci ai nostri figli, magari per rimproverarli di non aver portato a termine una richiesta o di non aver raggiunto un determinato obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole sono uno degli ingredienti importanti con cui possiamo nutrire la nostra autostima e sono utili anche per farci un\u2019idea del valore che ci attribuiamo; di fatti, il professor <a href=\"http:\/\/www.educazione-emotiva.it\/mario%20di%20pietro.htm\">Mario Di Pietro<\/a> definisce l\u2019autostima come: \u201c<em>l\u2019insieme delle convinzioni e dei sentimenti che abbiamo riguardo a noi stessi\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019autostima \u00e8 quindi un aspetto di noi, che costruiamo quotidianamente, giorno dopo giorno e da cui dipende, anche il modo in cui affrontiamo le sfide e le difficolt\u00e0 che la vita ci presenta.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Autostima: un modo di pensare<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>A questo punto \u00e8 utile chiederci: \u201ccome si crea l\u2019autostima?\u201d, a questa domanda iniziamo col rispondere che, una parte di essa, dipende dalle convinzioni (idee, credenze, atteggiamenti\u2026) che circolano all\u2019interno delle relazioni tra figli e i genitori e tra bambini\/ragazzi e altri adulti di riferimento.<\/p>\n\n\n\n<p>I rimandi delle persone significative (cio\u00e8 le loro parole, i loro gesti, le loro espressioni) e le esperienze che il bambino vive nelle relazioni interpersonali, in particolare in quelle familiari, sono gli strumenti attraverso cui egli impara a pensare in un certo modo riguardo a se stesso, ad attribuirsi pi\u00f9 o meno un dato valore personale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando un bambino di fronte ai cambiamenti, a persone appena conosciute o a nuove sfide, mostra atteggiamenti di chiusura, un tono di voce basso, poco desiderio di mettersi in gioco e molta paura di sbagliare, \u00e8 molto probabile che avr\u00e0 poca stima di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di fatti, in certi casi, la valutazione che il bambino compie su se stesso e sulle sue capacit\u00e0 pu\u00f2 essere disturbata da alcune idee rigide: <strong>le<\/strong> <strong>distorsioni cognitive<\/strong>, che sono modalit\u00e0 disfunzionali (dannose, disadattive) di interpretare le esperienze.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Vediamo insieme alcuni esempi, di queste distorsioni: la <strong>minimizzazione<\/strong>, cio\u00e8 il meccanismo per cui un\u2019esperienza positiva perde il suo effetto poich\u00e9 viene svalutata (ad esempio il bambino riferisce che: \u201c<em>il compito in classe, questa volta, \u00e8 andato bene perch\u00e9 era facile<\/em>\u201d); oppure la <strong>sovrageneralizzazione<\/strong>, per la quale un piccolo aspetto negativo di se stessi (magari una dimenticanza) diventa prova di una personalit\u00e0 totalmente inadeguata (penso che: \u201c<em>mi dimentico sempre tutto<\/em>!\u201d) , oppure il <strong>pensiero dicotomico<\/strong>, che non ammette sfumature ed estremizza il vissuto in positivo o negativo (ci\u00f2 pu\u00f2 valere per una prestazione, la persona si dice: <em>\u201co sono capace di segnare un rigore oppure sono un pessimo giocatore\u201d<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Noi adulti possiamo intervenire<\/strong> quando ci accorgiamo che il bambino mette in atto questi pensieri disfunzionali, una possibilit\u00e0 \u00e8 quella di <strong>capire insieme<\/strong> a lui l\u2019<strong>origine <\/strong>&nbsp;di questo <strong>pensiero<\/strong> (possiamo chiedere al bambino qual \u00e8 stata la prima volta che ha pensato cos\u00ec) e i <strong>contesti <\/strong>in cui questo pensiero si \u00e8 manifestato (possiamo domandargli ad esempio: \u201c<em>quale situazione stavi vivendo?<\/em>\u201d, <em>cosa ti \u00e8 venuto in mente in quel momento?\u201d, <\/em>\u201c<em>che comportamento hai messo in atto?\u201d, <\/em>\u201c<em>perch\u00e9 hai reagito o ti sei comportato cos\u00ec?<\/em>\u201d\u2026); questi interrogativi serviranno al bambino per ricostruire i vari passaggi che lo hanno portato a rispondere in modo disadattivo ad una determinata situazione e ad <strong>interrompere il circolo vizioso.<\/strong><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lh5.googleusercontent.com\/YK-j6mqbl0wPUhmjig2v77he15a70628Ey8qcfKFfcNgEfN1MIKdjcjsz2ovRcSmq7CKkT2qMleejQH5Sbs-XfAZBFlaWT2CAWDv4c0LnLoSKqE0qc9QJ23igUGP_lpES-sKXrU\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Foto di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/@august-de-richelieu?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels\">August de Richelieu<\/a>\u00a0da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.pexels.com\/it-it\/foto\/madre-e-figlia-che-preparano-pane-tostato-di-avocado-4259707\/?utm_content=attributionCopyText&amp;utm_medium=referral&amp;utm_source=pexels\">Pexels<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Qualche suggerimento per l\u2019autostima dei nostri bambini<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Affrontare gli insuccessi insieme al bambino, condividere le emozioni legate a questi eventi sfavorevoli, osservare pi\u00f9 attentamente i vari aspetti della situazione che \u00e8 stata difficile da affrontare, capire le motivazioni che hanno spinto il bambino a rispondere in un modo piuttosto che in un altro\u2026sono tutti aspetti che permettono al bambino di sentirsi accolto e ascoltato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per aiutare i nostri bambini a costruire una buona autostima, \u00e8 anche importante riconoscere, rispecchiare mettere in parole il loro valore, il loro essere unici e proprio per questo amabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Espressioni quali: \u201cho apprezzato molto il modo in cui hai affrontato questa situazione\u2026\u201d, \u201cMi piace molto la sensibilit\u00e0 che esprimi\u2026\u201d hai fatto veramente un ottimo lavoro\u201d, \u201cquando ti impegni sei un campione\u201d\u2026 devono essere accompagnati da comportamenti non verbali da parte degli adulti significativi, in particolare dai genitori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per comportamenti non verbali intendiamo gli sguardi di approvazione, i gesti affettuosi, come gli abbracci, le carezze, i \u201cbatti cinque\u201d e le coccole; questi gesti comunicano molto al bambino, che da essi trarr\u00e0 nutrimento per sentirsi amato, valorizzato e vedr\u00e0 riconosciuto il suo impegno e il suo sforzo oltre che il risultato ottenuto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, anche le attivit\u00e0 condivise tra adulto e bambino, come il cucinare insieme una torta, fare le costruzioni insieme, andare in bicicletta o giocare al pallone, sono delle occasioni importanti per mostrare al bambino il suo valore, il significato che lui riveste per noi, il tempo che noi sapremo dedicargli sar\u00e0 un carburante prezioso per alimentare la sua autostima.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricordiamoci che una buona autostima permetter\u00e0 al bambino di avere fiducia nelle sue capacit\u00e0 di superare le difficolt\u00e0, nella possibilit\u00e0 di raggiungere obiettivi, grazie ai propri sforzi e nella possibilit\u00e0 di esprimere le proprie preferenze e i propri diritti.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se vuoi avere informazioni o rivolgerti ad un nostro specialista, contatta il Centro Clinico di Psicologia al numero 039.9416276 o scrivi a <a href=\"http:\/\/info@centropsicologiamonza.it\">info@centropsicologiamonza.it<\/a><br><\/p>\n\n\n\n<p>*Stefania Vaccaro \u00e8 Psicologa, specializzata in Psicoterapia Cognitivo e cognitivo- comportamentale\u00a0 presso Studi Cognitivi di Milano, svolge attivit\u00e0 come libero professionista a Monza presso il Centro Clinico di Psicologia nell\u2019<a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/category\/disturbi-specifici-dellapprendimento\/\">Psicologia dell\u2019et\u00e0 evolutiva<\/a><br>**Andrea Bonfiglio \u00e8 Tirocinante pre-lauream in Psicologia presso <a href=\"https:\/\/www.unimib.it\/\">l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano Bicocca.<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti bibliografici e sitografici:<\/h4>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Di Pietro, M (2013). <em>L&#8217;intervento cognitivo-comportamentale per l&#8217;et\u00e0 evolutiva. <\/em>Erikson<\/li><li><a href=\"https:\/\/www.stateofmind.it\/2015\/05\/costruzione-cognitiva-autostima\/\">https:\/\/www.stateofmind.it\/2015\/05\/costruzione-cognitiva-autostima\/<\/a><\/li><li><a href=\"https:\/\/www.odipa.it\/autostima-nei-bambini-come-rinforzarla\/\">https:\/\/www.odipa.it\/autostima-nei-bambini-come-rinforzarla\/<\/a><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Stefania Vaccaro* e Andrea Bonfiglio** \u201cSono sempre un disastro\u201d, \u201cnon riesco mai a concentrarmi\u201d, \u201cnon valgo\u2026\u201d Quante volte ci \u00e8 capitato, in un momento di difficolt\u00e0, di pensare queste cose di noi stessi o abbiamo usato queste parole rivolgendoci ai nostri figli, magari per rimproverarli di non aver portato a termine una richiesta o [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2962,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[102,181],"tags":[],"class_list":["post-2961","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-eta-evolutiva"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2961","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2961"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2961\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2965,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2961\/revisions\/2965"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2962"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2961"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2961"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2961"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}