{"id":2940,"date":"2020-11-12T22:57:18","date_gmt":"2020-11-12T21:57:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=2940"},"modified":"2026-05-04T15:30:26","modified_gmt":"2026-05-04T13:30:26","slug":"il-peso-dei-disturbi-alimentari-lungo-il-ciclo-di-vita-femminile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/il-peso-dei-disturbi-alimentari-lungo-il-ciclo-di-vita-femminile\/","title":{"rendered":"Il PESO dei Disturbi alimentari lungo il ciclo di vita femminile"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Da una gravidanza difficile alla relazione madre-bambino.<\/strong><br><\/h3>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/maria-grazia-galimberti\/\">M. Galimberti<\/a>*,\u00a0 <a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/lisa-carrara\/\">L. Carrara<\/a>**<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Il tema dei <strong>Disturbi della Nutrizione e dell\u2019Alimentazione o Disturbi Alimentari<\/strong> <strong>(DA)<\/strong> \u00e8 sempre pi\u00f9 al centro dell\u2019attenzione clinica come problematica non solo diffusa ma anche in espansione; in Italia, si stima&nbsp; che le persone affette da DA siano pari a 2-3 milioni, con un picco in et\u00e0 adolescenziale come fascia evolutiva verso cui la ricerca e la clinica si sono infatti prevalentemente concentrate.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo decennio, tuttavia, \u00e8 emersa la necessit\u00e0 di occuparsi di tali disturbi anche in <strong>et\u00e0 fertile<\/strong>, dove colpiscono il <strong>5-7% delle donne giovani-adulte<\/strong>, con importanti <strong>ripercussioni<\/strong> <strong>su uno degli eventi del ciclo di vita pi\u00f9 intimi oltre che esclusivi del mondo femminile: la gravidanza e il divenire madre.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attenzione e gli sforzi empirici fino ad ora compiuti evidenziano la necessit\u00e0 di sviluppare <strong>strumenti <\/strong>(es. indagini incluse nel check-up ostetrico) <strong>efficaci nell\u2019individuare problematiche alimentari<\/strong> attuali, ma anche residue o passate, nelle donne che intraprendono una gravidanza al fine di poter intervenire con <strong>percorsi clinico-terapeutici di supporto e di prevenzione<\/strong> rispetto agli effetti dei DA sulla madre, sul bambino e sulla loro relazione.&nbsp;&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>La fertilit\u00e0 femminile<\/strong> \u00e8 una delle dimensioni personali a risentire maggiormente delle conseguenze fisiche dei disturbi alimentari. <em>Irregolarit\u00e0 e complicanze ormonali<\/em> (es. bassi livelli di estradiolo e progesterone, amenorrea\u2026), cos\u00ec come <em>disfunzioni della sfera sessuale <\/em>(quali dolore genito-pelvico e assenza del desiderio e dell\u2019eccitazione sessuale) colpiscono infatti gran parte delle giovani donne adulte che soffrono di DA, come conseguenze dirette di un corpo sottoposto a importanti carenze nutrizionali e\/o caratterizzato da un inadeguato indice di massa corporea.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019infertilit\u00e0<\/strong> rappresenta la complicazione riproduttiva pi\u00f9 grave dei Disturbi Alimentari: i tassi di gravidanza risultano infatti significativamente inferiori nelle donne che hanno sofferto o soffrono di tali disturbi rispetto al gruppo di donne di controllo (Linna, 2013).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte la ricerca attuale dimostra la presenza di <strong>un quadro pi\u00f9 complesso di complicazioni riproduttive<\/strong> causate dai DA, <strong>di diversa natura ed estendibili allo stato di gravidanza, alla salute fisica e psicologica della madre e del bambino fino alla loro relazione<\/strong> (reciprocit\u00e0 diadica).&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Effetti intra e post-partum sulla salute di madre e bambino.<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>L\u2019interazione fisiologica e psicologica tra Disturbi Alimentari e stato di gravidanza comporta significativi effetti a breve e a lungo termine sull\u2019evento nascita e sul divenire madre, predisponendo la donna a <strong>complicazioni ostetriche e ad effetti fisici e psicologici<\/strong> che si estendono dalla gravidanza fino al periodo post-partum.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Come <strong>principali<\/strong> <strong>conseguenze inerenti il decorso della gravidanza e il parto<\/strong> associate alla presenza, passata o attuale, di un Disturbo Alimentare, i dati empirici finora raccolti evidenziano: <strong>iperemesi gravidica, condizione di preclampsia, aumento di peso insufficiente, tassi elevati di aborti<\/strong> <strong>(indotti e spontanei), parto pretermine e ricorso a parto cesareo con rischio maggiore di ulteriori complicazioni mediche (es., emorragie, formazione di trombi, infezioni\u2026).<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tali condizioni inevitabilmente interessano tanto la <strong>salute <\/strong>della donna quanto quella <strong>del bambino<\/strong>, esposto ad un <strong>rischio maggiore di complicazioni intra e post-partum con effetti diretti sul suo stato di salute<\/strong>. Nello specifico, gli effetti associati alla presenza un Disturbo Alimentare materno sono: <strong>ridotta crescita fetale<\/strong>, <strong>SGA <\/strong>(Small for Gestational Age, piccoli per et\u00e0 gestazionale in peso e altezza), <strong>incremento del rischio di microencefalia, morte perinatale, nascita prematura, basso peso alla nascita, anemia e basso indice di Apgar<\/strong>. Non solo, tali condizioni rappresentano fattori di rischio per lo sviluppo di successive complicazioni inerenti la salute del bambino, ad esempio il basso peso alla nascita incrementa il rischio nel corso dell\u2019esistenza di insulino-resistenza, diabete mellito di tipo 2 e ipertensione (Triunfo, 2015).&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<p>Sono due i presupposti di base che hanno motivato clinici e ricercatori a rivolgere l\u2019attenzione all\u2019interazione tra DA e gravidanza, con la convinzione che l\u2019effetto di tali disturbi non si limiti a complicazioni ostetriche e inerenti la salute fisiche di madre e bambino.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La gravidanza coinvolge innanzitutto la donna in ogni sua dimensione, compresa quella corporea<\/strong>, che occupa un posto centrale nei Disturbi Alimentari. Inoltre, <strong>le irregolarit\u00e0 ormonali<\/strong> che accompagnano tali disturbi <strong>fanno s\u00ec che<\/strong> <strong>spesso le gravidanze non siano programmate<\/strong>, predisponendo dunque queste donne ad un maggior rischio di incorrere in difficolt\u00e0 psicologiche ed emotive gi\u00e0 potenzialmente conseguenti all\u2019evento nascita e ai profondi cambiamenti di vita ad esso correlati (es. depressione post-partum).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le ricerche attuali dimostrano che la presenza di un DA durante la gravidanza \u00e8 associata ad <strong>un peggioramento della sintomatologia tipica di tali disturbi, in tutti i suoi aspetti cognitivi, comportamentali e psicologico-emotivi<\/strong>. In particolare, le donne che iniziano una gravidanza mentre soffrono di un disturbo alimentare (di severit\u00e0 diversa, comunque non risolto con la piena guarigione) presentano un <strong>aumento delle<\/strong><strong><em> preoccupazioni inerenti il peso e la forma del corpo, <\/em><\/strong><strong>della<\/strong><strong><em> dispercezione e <\/em><\/strong><strong>dei<\/strong><strong><em> vissuti di insoddisfazione corporea, <\/em><\/strong><strong>adottano<\/strong><strong><em> regole e restrizioni alimentari ancora pi\u00f9 rigide associate a condotte compensatorie <\/em><\/strong><strong>(vomito autoindotto, uso di lassativi, esercizio fisico eccessivo\u2026) ed esperiscono con maggiore frequenza <\/strong><strong><em>vissuti d\u2019ansia e depressivi<\/em><\/strong><em>.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In alcuni casi, per\u00f2, la gravidanza sembra possa avere un impatto positivo sul decorso dei DA, con un iniziale miglioramento della sintomatologia: alcune donne acconsentono infatti ad avere un\u2019alimentazione regolare e nutrizionalmente adeguata per la salute del figlio e ripongono nella gravidanza stessa la speranza di una guarigione completa dal disturbo. In questi casi, tuttavia, si assiste tendenzialmente ad una riattivazione post-partum della sintomatologia, specialmente delle preoccupazioni inerenti l\u2019immagine corporea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura scientifica sui DA include infine un filone di ricerche in cui l\u2019attenzione si rivolge <strong>a donne in stato di gravidanza con un passato di Disturbo Alimentare<\/strong>, all\u2019epoca risoltosi con una guarigione completa. Alcune di queste donne <strong>mostrano manifestazioni sintomatologiche tipiche dei DA<\/strong>, quali <em>restrizioni dietetiche e preoccupazioni inerenti l\u2019aumento di peso e la forma del corpo<\/em>, come se la gravidanza stessa rappresenti un fattore di rischio per ricadute a distanza di molti anni. Si tratta di dati ancora in fase di approfondimento, ma attualmente la letteratura \u00e8 propensa a leggere tali aspetti sintomatologici come <strong>manifestazioni di fragilit\u00e0 e fatiche psicoemotive a volte conseguenti al diventare madre, che trovano cos\u00ec una via preferenziale di espressione in modalit\u00e0 e comportamenti gi\u00e0 conosciuti, cio\u00e8 legati al disturbo esperito in precedenza<\/strong>.&nbsp;<br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Effetto relazionale precoce dei DA: la reciprocit\u00e0 diadica.&nbsp;<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impatto dei Disturbi Alimentari si estende<\/strong> non solo alla salute di madre e bambino, con complicanze pre\/intra e post-partum di diversa entit\u00e0, ma <strong>anche alla loro relazione<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel periodo neonatale l\u2019alimentazione, al pari del gioco, rappresenta il contesto interattivo privilegiato per lo sviluppo della reciprocit\u00e0 relazionale tra madre e bambino e delle sue abilit\u00e0 socio-comunicative.&nbsp; <strong>La nutrizione neonatale<\/strong> <strong>richiede una regolazione reciproca<\/strong> <strong>che presuppone innanzitutto una serie di competenze materne <\/strong>quali il riconoscimento degli stati mentali e intenzionali del neonato, la sensibilit\u00e0 (sensitivity) nel cogliere e rispondere in modo contingente ai segnali di fame\/saziet\u00e0 e ai ritmi di suzione conseguenti, la partecipazione empatica all\u2019esperienza vissuta dal bambino\u2026&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La presenza di profonde problematiche materne legate all\u2019alimentazione influenza inevitabilmente l\u2019atto nutritivo neonatale<\/strong>, impedendo la sincronia necessaria tra madre e bambino, tra azioni di riflesso di quest\u2019ultimo e modalit\u00e0 interattive di risposta materne.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I dati empirici evidenziano infatti che <strong>le madri con un Disturbo Alimentare presentano pattern interattivi disfunzionali e minore sensibilit\u00e0 e adeguatezza durante l\u2019atto nutritivo<\/strong>; in particolare, queste madri <em>posizionano i loro figli in modo meno confortevole e meno facilitante la reciprocit\u00e0 visiva e corporea, fanno meno commenti positivi sul bambino e sulla sua capacit\u00e0 di nutrirsi, manifestano minore capacit\u00e0 di riconoscimento dei segnali di fame\/saziet\u00e0 e di adattamento ai ritmi del bambino (pause-riprese) e si mostrano pi\u00f9 tristi e distaccate<\/em>. A loro volta i bambini appaiono pi\u00f9 stressati e meno sereni e si registra un maggior numero di episodi di pianto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019impatto dei DA si protrae con l\u2019avvio della prima infanzia<\/strong>: le madri infatti tendono ad estendere le proprie modalit\u00e0 e convinzioni alimentari ai figli, sottoponendoli a <strong>schemi e regole alimentari rigide<\/strong> quali un <em>preciso timing dei pasti<\/em> (es. esclusione di snack tra un pasto e l\u2019altro), <em>un\u2019eccessiva selettivit\u00e0 alimentare <\/em>(es. esclusione dei dolci) e manifestano <strong>ricorrenti preoccupazioni circa il loro peso e forme corporee<\/strong>, specialmente se femmine. La crescita ponderale dei bambini rischia cos\u00ec di essere influenzata da conflitti di natura relazionale durante i pasti, come risultato di tentativi da parte dei bambini di opporsi a imposizioni alimentari materne rigide attraverso la messa in atto di irregolarit\u00e0 nei ritmi alimentari fino al rifiuto completo dei pasti.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>*M. Galimberti, Psicologa, Psicoterapeuta referente Area Disturbi del Comportamento Alimentare<br>**L. Carrara, Psicologa<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Se vuoi avere informazioni o rivolgerti ad un nostro specialista, contatta il Centro Clinico di Psicologia al numero 039.9416276 o scrivi a info@centropsicologiamonza.it<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Arnold C., Johnson H., Mahon C. e Agius A. (2019), <em>\u201cThe effects of eating disorders in pregnancy on mother and baby: a review.\u201d<\/em> Psychiatria Danubina, 3, 615-618.<br>Linna M.S., Raevouri A., Haukka J., Suvisaari J.M., Soukas J.T. e Gissler M. (2013), <em>\u201cReproductive healt outcomes in eating disorders.\u201d<\/em> Int. J. Eat. Disord. 46, 826-33.<br>Squires C., Lalanne C., Murday N., Simoglou V. e Vaivre-Douret L. (2014), <em>\u201cThe influence of eating disorders on mothers\u2019 sensitivity and adaptation during feeding: a longitudinal observational study.\u201d<\/em> BMC Pregnancy and Childbirth, 14:274.&nbsp;<br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da una gravidanza difficile alla relazione madre-bambino. M. Galimberti*,\u00a0 L. 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