{"id":2540,"date":"2020-01-29T13:31:45","date_gmt":"2020-01-29T12:31:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=2540"},"modified":"2026-05-04T15:31:17","modified_gmt":"2026-05-04T13:31:17","slug":"i-meccanismi-di-mantenimento-dei-disturbi-dellalimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/i-meccanismi-di-mantenimento-dei-disturbi-dellalimentazione\/","title":{"rendered":"I meccanismi di mantenimento dei Disturbi dell\u2019Alimentazione"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/maria-grazia-galimberti\/\">M. Galimberti<\/a>* e <a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/lisa-carrara\/\">L. Carrara<\/a>**<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/N1-Alimentazione.mp3\">ASCOLTA IL PODCAST DEL CENTRO CLINICO DI PSICOLOGIA DI MONZA<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Importanti progressi nella comprensione e nel trattamento dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione (DdA)<\/strong> sono derivati dallo studio dei <strong>MECCANISMI DI MANTENIMENTO<\/strong>, <strong>ossia di quei meccanismi che contribuiscono al perpetrarsi dei disturbi, ostacolando il processo di guarigione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura psicologica ha proposto numerose e specifiche teorie che hanno cercato di spiegare lo sviluppo e il mantenimento dei<strong> DdA<\/strong>; tra queste, <strong>LA TEORIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE<\/strong> \u00e8 quella che ne <strong>ha influenzato il trattamento in modo pi\u00f9 significativo<\/strong>. La teoria \u00e8 stata inizialmente sviluppata nei primi anni ottanta per la comprensione e il trattamento della bulimia nervosa (<em>Fairburn, 1981<\/em>); fin da allora il <strong>trattamento<\/strong> \u00e8 stato <strong>basato su prove scientifiche e focalizzato sui meccanismi che mantengono il disturbo<\/strong>, piuttosto che su quelli che contribuiscono al suo sviluppo. I costanti contributi che negli anni sono stati apportati alla teoria, hanno consentito un suo miglioramento e ampliamento: attualmente <strong>si estende a tutti i<\/strong> <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> di gravit\u00e0 clinica e viene definita <strong>\u201ctransdiagnostica\u201d in funzione degli assunti teorici e del tipo di trattamento applicato in ambito clinico.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA TEORIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE TRANSDIAGNOSTICA<\/strong>, sviluppata presso l\u2019Universit\u00e0 di Oxford da Christopher Fairburn e colleghi, considera i tre principali <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> (Anoressia e Bulimia Nervosa e Disturbo da Binge Eating) come <strong>un\u2019unica categoria diagnostica<\/strong> piuttosto che come disturbi separati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In ambito clinico <strong>i DdA<\/strong> si presentano con <strong>caratteristiche molto simili tra loro<\/strong> e numerosi studi longitudinali evidenziano <strong>una frequente migrazione di tali disturbi da una categoria diagnostica ad un\u2019altra<\/strong>, mentre raramente migrano verso altri disturbi mentali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il presupposto teorico di considerare <strong>i Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> come un\u2019unica categoria diagnostica si fonda principalmente sul riconoscere che tali disturbi <strong>condividono il medesimo nucleo psicopatologico ossia uno schema di autovalutazione disfunzionale con un\u2019eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo.<\/strong> Tale caratteristiche <strong>\u00e8 osservata solo nei Disturbi<\/strong> <strong>dell\u2019Alimentazione<\/strong> <strong>ed \u00e8 di<\/strong> <strong>centrale importanza nel MANTENIMENTO dei disturbi<\/strong> <strong>poich\u00e9 tutte le altre principali caratteristiche cliniche derivano, direttamente o indirettamente, da questa psicopatologia specifica e nucleare.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I meccanismi di mantenimento interni e specifici<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La teoria cognitivo-comportamentale transdiagnostica identifica lo schema di autovalutazione disfunzionale basato sul peso e forma del corpo, in primis, e le conseguenti espressioni cliniche tipiche dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> come <strong>meccanismi di mantenimento interni e specifici<\/strong>, <strong>cio\u00e8 presenti solo in questi disturbi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo<\/em><\/strong>: nucleo psicopatologico dei <strong>Dda<\/strong>, \u00e8 uno <strong>schema di autovalutazione basato sul valutare il proprio valore largamente, e in alcuni casi esclusivamente, in termini di peso e forma del corpo.<\/strong> Si distingue dall\u2019insoddisfazione corporea che, seppur molto diffusa, non rappresenta necessariamente un problema clinico.&nbsp;<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Valutare s\u00e9 stessi, completamente o quasi, sulla base del proprio peso e forma corporea <strong>\u00e8 altamente disfunzionale per 4 principali motivi:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Se si fallisce nel controllo del peso e\/forma corporea <em>crolla l\u2019intero sistema di autovalutazione <\/em>(assenza di parametri alternativi attraverso cui autovalutarsi);<\/li><li>Nell\u2019area del peso e della forma del corpo, cos\u00ec come in altre aree di vita, <em>non si raggiunge mai un completo successo<\/em> (\u201cnon sono abbastanza magra\u201d, \u201cnon ho un corpo perfetto\u201d);<\/li><li>Focalizzarsi solo sul peso\/forma corporea comporta una <em>marginalizzazione dell\u2019individuo e una riduzione estrema dei suoi interessi e attivit\u00e0<\/em>, <em>tanto che non sar\u00e0 motivato ad impegnarsi in altre importanti aree di vita <\/em>(scuola, lavoro, relazioni) che contribuirebbero per\u00f2 a sviluppare uno schema di autovalutazione funzionale perch\u00e9 articolato e stabile;<\/li><li>Al fine di controllare peso e forma corporea vengono attuati una serie di comportamenti <em>che hanno significative conseguenze negative a livello fisico, psicologico, sociale e lavorativo.<\/em><\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>L\u2019eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo <strong>rende ragione di molti aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali presenti tipicamente nei casi di Disturbi dell\u2019Alimentazione:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Pensieri e preoccupazioni ricorrenti<\/em><\/strong> per il peso, forma corporea e alimentazione;<\/li><li><strong><em>Emozioni negative<\/em><\/strong>, quali ansia e apprensione sulla capacit\u00e0 di controllare l\u2019alimentazione, paura di ingrassare, sensi di colpa e sbalzi d\u2019umore;<\/li><li><strong><em>Sensazione di essere grassi<\/em><\/strong>, legata spesso a stati fisici spiacevoli come sentirsi gonfi o pieni;<\/li><li><strong><em>Peculiari comportamenti non salutari di controllo del peso<\/em><\/strong>: dieta ferrea con regole rigide ed estreme (restrizione a cui spesso conseguono episodi di abbuffata), vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi e diuretici, esercizio fisico eccessivo e compulsivo. Frequenti sono anche i <strong><em>comportamenti di check del corpo<\/em><\/strong>, come esaminarsi allo specchio in modo ipercritico o misurare le proprie circonferenze (cosce, fianchi, polsi\u2026), al fine di capire com\u2019\u00e8 la forma del proprio corpo e verificarne eventuali cambiamenti (\u201cmi si sono ingrossate le cosce\u201d).<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Giudicare il proprio valore sulla base del proprio peso e forma corporea e le conseguenti caratteristiche cliniche tipiche dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> agiscono come <strong>meccanismi di mantenimento interni e transdiagnostici,<\/strong> cio\u00e8 propri e comuni a tutti i<strong> Dda<\/strong>; per tale ragione, <strong>il trattamento<\/strong> proposto all\u2019interno della prospettiva transdiagnostica <strong>mira a modificare fin dall\u2019inizio tali aspetti, come condizione prima necessaria per rendere possibile il processo di guarigione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>I meccanismi di mantenimento esterni<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La teoria transdiagnostica suggerisce inoltre che in un sottogruppo di pazienti siano presenti uno o pi\u00f9 fattori che, non solo precedono e aumentano il rischio di sviluppare un <strong>Disturbo dell\u2019Alimentazione,<\/strong> ma fungono anche da meccanismi di mantenimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di <strong>4 meccanismi esterni<\/strong>, cio\u00e8 non specifici dei <strong>DdA<\/strong>, ma che se presenti e marcati <strong>interagiscono con quelli interni nel perpetrare il disturbo ed ostacolare il trattamento<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><strong><em>Perfezionismo clinico: <\/em><\/strong><em>eccessiva valutazione del raggiungimento di standard personali esigenti, nonostante le conseguenze avverse<\/em>. Quando coesiste con il <strong>DdA<\/strong> il sistema di autovalutazione si focalizza sull\u2019impegno nel cercare di raggiungere un \u201cperfetto\u201d controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma del corpo, oltre che nel perseguire standard esigenti in altre aree (es. prestazioni lavorative, sport\u2026).<\/li><li><strong><em>Bassa autostima nucleare:<\/em><\/strong> <em>pervasiva valutazione negativa di s\u00e9.<\/em> Sono due i processi attraverso cui agisce nel mantenere il <strong>DdA<\/strong>: 1) crea un senso di impotenza\/sfiducia nelle possibilit\u00e0 di cambiamento e di riuscita, influenzando l\u2019adesione al trattamento; 2) spinge a perseguire in modo determinato il successo nei settori che ritiene importanti per migliorare la propria autostima, come il controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma, ostacolando il trattamento.<\/li><li><strong><em>Difficolt\u00e0 interpersonali marcate:<\/em><\/strong> processi di diversa natura possono contribuire al mantenimento del disturbo. Tra gli esempi \u00e8 possibile ricordare: <em>tensioni familiari che intensificano la restrizione dietetica, eventi ed ambienti interpersonali avversi <\/em>con importanti conseguenze a livello emotivo che intensificano le preoccupazioni del peso e della forma e il controllo dell\u2019alimentazione, <em>difficolt\u00e0 interpersonali persistenti<\/em> che minano l\u2019autostima\u2026<\/li><li><strong><em>Intolleranza alle emozioni: <\/em><\/strong><em>incapacit\u00e0 di tollerare stati d\u2019animo intensi o eccessiva sensibilit\u00e0 a tali stati con messa in atto di comportamenti disfunzionali di modulazione dell\u2019umore<\/em> (come assunzione di alcol e droghe, comportamenti autolesionistici\u2026); quando coesiste con un <strong>DdA<\/strong>, i cambiamenti emotivi non tollerati possono essere gestiti attraverso il ricorso a episodi di abbuffata, vomito autoindotto e\/o esercizio fisico eccessivo.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Dalle Grave R. (2018), <em>Come vincere i disturbi dell\u2019alimentazione. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale.<\/em> Terza Edizione. Positive Press.&nbsp;<br>Dalle Grave R., Calugi S. e Sartirana M. (2018), <em>Manuale di terapia cognitivo comportamentale dei Disturbi dell\u2019Alimentazione nell\u2019adolescenza (CBT-Ea). Dal trattamento ambulatoriale al ricovero riabilitativo.<\/em> Positive Press.<br>Fairburn C. G. (1981), <em>A cognitive behavioural approach to the treatment of bulimia.<\/em> Psychological Medicine, 11(4): 707-711.<br>Fairburn C.G., Cooper Z., Doll H.A., O\u2019Connor M.E., Palmer R.L. e Dalle Grave R. (2013), <em>Enhanced cognitive behaviour therapy for adults with anorexia nervosa: a UK-Italy study.<\/em> Behaviour Research and Therapy, 51(1), R2-8.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>*Psicologa, Psicoterapeuta, Responsabile dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/area-disturbi-del-comportamento-alimentare-dca\/\">Area Disturbi del Comportamento Alimentare<\/a>, Referente <a href=\"https:\/\/www.aidap.org\/\">AIDAP<\/a> Monza<br>**Psicologa<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se ritieni di avere un disturbo del comportamento alimentare e desideri parlarne con<strong>&nbsp;uno specialista<\/strong>, contatta il Centro Clinico di Psicologia al numero 039\/9416276 oppure manda una mail a info@centropsicologiamonza.it<\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di M. Galimberti* e L. Carrara** ASCOLTA IL PODCAST DEL CENTRO CLINICO DI PSICOLOGIA DI MONZA Importanti progressi nella comprensione e nel trattamento dei Disturbi dell\u2019Alimentazione (DdA) sono derivati dallo studio dei MECCANISMI DI MANTENIMENTO, ossia di quei meccanismi che contribuiscono al perpetrarsi dei disturbi, ostacolando il processo di guarigione. La letteratura psicologica ha proposto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2541,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"off","_et_pb_old_content":"<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>di <a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/maria-grazia-galimberti\/\">M. Galimberti<\/a>* e <a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/lisa-carrara\/\">L. Carrara<\/a>**<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>ASCOLTA IL PODCAST : <\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Importanti progressi nella comprensione e nel trattamento dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione (DdA)<\/strong> sono derivati dallo studio dei <strong>MECCANISMI DI MANTENIMENTO<\/strong>, <strong>ossia di quei meccanismi che contribuiscono al perpetrarsi dei disturbi, ostacolando il processo di guarigione.<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La letteratura psicologica ha proposto numerose e specifiche teorie che hanno cercato di spiegare lo sviluppo e il mantenimento dei<strong> DdA<\/strong>; tra queste, <strong>LA TEORIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE<\/strong> \u00e8 quella che ne <strong>ha influenzato il trattamento in modo pi\u00f9 significativo<\/strong>. La teoria \u00e8 stata inizialmente sviluppata nei primi anni ottanta per la comprensione e il trattamento della bulimia nervosa (<em>Fairburn, 1981<\/em>); fin da allora il <strong>trattamento<\/strong> \u00e8 stato <strong>basato su prove scientifiche e focalizzato sui meccanismi che mantengono il disturbo<\/strong>, piuttosto che su quelli che contribuiscono al suo sviluppo. I costanti contributi che negli anni sono stati apportati alla teoria, hanno consentito un suo miglioramento e ampliamento: attualmente <strong>si estende a tutti i<\/strong> <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> di gravit\u00e0 clinica e viene definita <strong>\u201ctransdiagnostica\u201d in funzione degli assunti teorici e del tipo di trattamento applicato in ambito clinico.<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><strong>LA TEORIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE TRANSDIAGNOSTICA<\/strong>, sviluppata presso l\u2019Universit\u00e0 di Oxford da Christopher Fairburn e colleghi, considera i tre principali <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> (Anoressia e Bulimia Nervosa e Disturbo da Binge Eating) come <strong>un\u2019unica categoria diagnostica<\/strong> piuttosto che come disturbi separati.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>In ambito clinico <strong>i DdA<\/strong> si presentano con <strong>caratteristiche molto simili tra loro<\/strong> e numerosi studi longitudinali evidenziano <strong>una frequente migrazione di tali disturbi da una categoria diagnostica ad un\u2019altra<\/strong>, mentre raramente migrano verso altri disturbi mentali.&nbsp;<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Il presupposto teorico di considerare <strong>i Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> come un\u2019unica categoria diagnostica si fonda principalmente sul riconoscere che tali disturbi <strong>condividono il medesimo nucleo psicopatologico ossia uno schema di autovalutazione disfunzionale con un\u2019eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo.<\/strong> Tale caratteristiche <strong>\u00e8 osservata solo nei Disturbi<\/strong> <strong>dell\u2019Alimentazione<\/strong> <strong>ed \u00e8 di<\/strong> <strong>centrale importanza nel MANTENIMENTO dei disturbi<\/strong> <strong>poich\u00e9 tutte le altre principali caratteristiche cliniche derivano, direttamente o indirettamente, da questa psicopatologia specifica e nucleare.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3><strong>I meccanismi di mantenimento interni e specifici<\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La teoria cognitivo-comportamentale transdiagnostica identifica lo schema di autovalutazione disfunzionale basato sul peso e forma del corpo, in primis, e le conseguenti espressioni cliniche tipiche dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> come <strong>meccanismi di mantenimento interni e specifici<\/strong>, <strong>cio\u00e8 presenti solo in questi disturbi.&nbsp;<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><li><strong><em>Eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo<\/em><\/strong>: nucleo psicopatologico dei <strong>Dda<\/strong>, \u00e8 uno <strong>schema di autovalutazione basato sul valutare il proprio valore largamente, e in alcuni casi esclusivamente, in termini di peso e forma del corpo.<\/strong> Si distingue dall\u2019insoddisfazione corporea che, seppur molto diffusa, non rappresenta necessariamente un problema clinico.&nbsp;<\/li><\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Valutare s\u00e9 stessi, completamente o quasi, sulla base del proprio peso e forma corporea <strong>\u00e8 altamente disfunzionale per 4 principali motivi:<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><li>Se si fallisce nel controllo del peso e\/forma corporea <em>crolla l\u2019intero sistema di autovalutazione <\/em>(assenza di parametri alternativi attraverso cui autovalutarsi);<\/li><li>Nell\u2019area del peso e della forma del corpo, cos\u00ec come in altre aree di vita, <em>non si raggiunge mai un completo successo<\/em> (\u201cnon sono abbastanza magra\u201d, \u201cnon ho un corpo perfetto\u201d);<\/li><li>Focalizzarsi solo sul peso\/forma corporea comporta una <em>marginalizzazione dell\u2019individuo e una riduzione estrema dei suoi interessi e attivit\u00e0<\/em>, <em>tanto che non sar\u00e0 motivato ad impegnarsi in altre importanti aree di vita <\/em>(scuola, lavoro, relazioni) che contribuirebbero per\u00f2 a sviluppare uno schema di autovalutazione funzionale perch\u00e9 articolato e stabile;<\/li><li>Al fine di controllare peso e forma corporea vengono attuati una serie di comportamenti <em>che hanno significative conseguenze negative a livello fisico, psicologico, sociale e lavorativo.<\/em><\/li><\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>L\u2019eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo <strong>rende ragione di molti aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali presenti tipicamente nei casi di Disturbi dell\u2019Alimentazione:<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><li><strong><em>Pensieri e preoccupazioni ricorrenti<\/em><\/strong> per il peso, forma corporea e alimentazione;<\/li><li><strong><em>Emozioni negative<\/em><\/strong>, quali ansia e apprensione sulla capacit\u00e0 di controllare l\u2019alimentazione, paura di ingrassare, sensi di colpa e sbalzi d\u2019umore;<\/li><li><strong><em>Sensazione di essere grassi<\/em><\/strong>, legata spesso a stati fisici spiacevoli come sentirsi gonfi o pieni;<\/li><li><strong><em>Peculiari comportamenti non salutari di controllo del peso<\/em><\/strong>: dieta ferrea con regole rigide ed estreme (restrizione a cui spesso conseguono episodi di abbuffata), vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi e diuretici, esercizio fisico eccessivo e compulsivo. Frequenti sono anche i <strong><em>comportamenti di check del corpo<\/em><\/strong>, come esaminarsi allo specchio in modo ipercritico o misurare le proprie circonferenze (cosce, fianchi, polsi\u2026), al fine di capire com\u2019\u00e8 la forma del proprio corpo e verificarne eventuali cambiamenti (\u201cmi si sono ingrossate le cosce\u201d).<\/li><\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Giudicare il proprio valore sulla base del proprio peso e forma corporea e le conseguenti caratteristiche cliniche tipiche dei <strong>Disturbi dell\u2019Alimentazione<\/strong> agiscono come <strong>meccanismi di mantenimento interni e transdiagnostici,<\/strong> cio\u00e8 propri e comuni a tutti i<strong> Dda<\/strong>; per tale ragione, <strong>il trattamento<\/strong> proposto all\u2019interno della prospettiva transdiagnostica <strong>mira a modificare fin dall\u2019inizio tali aspetti, come condizione prima necessaria per rendere possibile il processo di guarigione.<\/strong><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":3} -->\n<h3><strong>I meccanismi di mantenimento esterni<\/strong><\/h3>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>La teoria transdiagnostica suggerisce inoltre che in un sottogruppo di pazienti siano presenti uno o pi\u00f9 fattori che, non solo precedono e aumentano il rischio di sviluppare un <strong>Disturbo dell\u2019Alimentazione,<\/strong> ma fungono anche da meccanismi di mantenimento.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Si tratta di <strong>4 meccanismi esterni<\/strong>, cio\u00e8 non specifici dei <strong>DdA<\/strong>, ma che se presenti e marcati <strong>interagiscono con quelli interni nel perpetrare il disturbo ed ostacolare il trattamento<\/strong>.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:list -->\n<ul><li><strong><em>Perfezionismo clinico: <\/em><\/strong><em>eccessiva valutazione del raggiungimento di standard personali esigenti, nonostante le conseguenze avverse<\/em>. Quando coesiste con il <strong>DdA<\/strong> il sistema di autovalutazione si focalizza sull\u2019impegno nel cercare di raggiungere un \u201cperfetto\u201d controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma del corpo, oltre che nel perseguire standard esigenti in altre aree (es. prestazioni lavorative, sport\u2026).<\/li><li><strong><em>Bassa autostima nucleare:<\/em><\/strong> <em>pervasiva valutazione negativa di s\u00e9.<\/em> Sono due i processi attraverso cui agisce nel mantenere il <strong>DdA<\/strong>: 1) crea un senso di impotenza\/sfiducia nelle possibilit\u00e0 di cambiamento e di riuscita, influenzando l\u2019adesione al trattamento; 2) spinge a perseguire in modo determinato il successo nei settori che ritiene importanti per migliorare la propria autostima, come il controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma, ostacolando il trattamento.<\/li><li><strong><em>Difficolt\u00e0 interpersonali marcate:<\/em><\/strong> processi di diversa natura possono contribuire al mantenimento del disturbo. Tra gli esempi \u00e8 possibile ricordare: <em>tensioni familiari che intensificano la restrizione dietetica, eventi ed ambienti interpersonali avversi <\/em>con importanti conseguenze a livello emotivo che intensificano le preoccupazioni del peso e della forma e il controllo dell\u2019alimentazione, <em>difficolt\u00e0 interpersonali persistenti<\/em> che minano l\u2019autostima\u2026<\/li><li><strong><em>Intolleranza alle emozioni: <\/em><\/strong><em>incapacit\u00e0 di tollerare stati d\u2019animo intensi o eccessiva sensibilit\u00e0 a tali stati con messa in atto di comportamenti disfunzionali di modulazione dell\u2019umore<\/em> (come assunzione di alcol e droghe, comportamenti autolesionistici\u2026); quando coesiste con un <strong>DdA<\/strong>, i cambiamenti emotivi non tollerati possono essere gestiti attraverso il ricorso a episodi di abbuffata, vomito autoindotto e\/o esercizio fisico eccessivo.<\/li><\/ul>\n<!-- \/wp:list -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:heading {\"level\":4} -->\n<h4><strong>Bibliografia<\/strong><\/h4>\n<!-- \/wp:heading -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Dalle Grave R. (2018), <em>Come vincere i disturbi dell\u2019alimentazione. Un programma basato sulla terapia cognitivo comportamentale.<\/em> Terza Edizione. Positive Press.&nbsp;<br>Dalle Grave R., Calugi S. e Sartirana M. (2018), <em>Manuale di terapia cognitivo comportamentale dei Disturbi dell\u2019Alimentazione nell\u2019adolescenza (CBT-Ea). Dal trattamento ambulatoriale al ricovero riabilitativo.<\/em> Positive Press.<br>Fairburn C. G. (1981), <em>A cognitive behavioural approach to the treatment of bulimia.<\/em> Psychological Medicine, 11(4): 707-711.<br>Fairburn C.G., Cooper Z., Doll H.A., O\u2019Connor M.E., Palmer R.L. e Dalle Grave R. (2013), <em>Enhanced cognitive behaviour therapy for adults with anorexia nervosa: a UK-Italy study.<\/em> Behaviour Research and Therapy, 51(1), R2-8.<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>*Psicologa, Psicoterapeuta, Responsabile dell'<a href=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/area-disturbi-del-comportamento-alimentare-dca\/\">Area Disturbi del Comportamento Alimentare<\/a>, Referente <a href=\"https:\/\/www.aidap.org\/\">AIDAP<\/a> Monza<br>**Psicologa<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p>Se ritieni di avere un disturbo del comportamento alimentare e desideri parlarne con<strong>&nbsp;uno specialista<\/strong>, contatta il Centro Clinico di Psicologia al numero 039\/9416276 oppure manda una mail a info@centropsicologiamonza.it<\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->\n\n<!-- wp:paragraph -->\n<p><br><\/p>\n<!-- \/wp:paragraph -->","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[102,180],"tags":[],"class_list":["post-2540","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-disturbi-alimentari-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2540"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3262,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2540\/revisions\/3262"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2541"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2540"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2540"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2540"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}