{"id":1680,"date":"2018-04-10T18:43:43","date_gmt":"2018-04-10T16:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=1680"},"modified":"2024-09-03T15:12:02","modified_gmt":"2024-09-03T13:12:02","slug":"convivere-con-il-diabete-il-ruolo-dello-psicologo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/convivere-con-il-diabete-il-ruolo-dello-psicologo\/","title":{"rendered":"Convivere con il diabete: il ruolo dello psicologo"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">di<a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/collaboratori\/\"> Claudia Bonfanti<\/a>*<\/p>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\">Cosa comporta convivere con il diabete?<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La <strong>diagnosi di diabete<\/strong> non solo pone\u00a0la persona di fronte ai timori relativi alla propria salute nel breve e nel lungo termine, ma le impone di <strong>cambiare lo stile di vita<\/strong> mantenuto fino a quel momento. L&#8217;alimentazione e l&#8217;attivit\u00e0 fisica non sono pi\u00f9 qualcosa che l&#8217;individuo sceglie a seconda dei propri gusti e delle proprie inclinazioni bens\u00ec qualcosa che deve essere controllato e monitorato costantemente. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">A ci\u00f2 si aggiunge il <strong>controllo quotidiano e frequente dei livelli di glicemia e la somministrazione di una terapia<\/strong> che fanno sentire il paziente costretto a una pressante vigilanza del suo stato di salute. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Tutto questo pu\u00f2 interferire con la vita sociale della persona che non si sente pi\u00f9 spontanea n\u00e9 a proprio agio nelle situazioni conviviali e che si sente comunque costretta a continue rinunce o a seguire condotte comportamentali imposte.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">All&#8217;improvviso la vita della persona inizia a girare intorno al fatto di essere diabetico: la giornata \u00e8 scandita dai controlli glicemici, dal fare o non fare alcune cose piuttosto che altre non perch\u00e8 \u201csi vuole\u201d ma perch\u00e8 \u201csi deve\u201d.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Le reazioni di <strong>rabbia<\/strong>, di <strong>non accettazione<\/strong>, di <strong>impotenza<\/strong> sono comuni e naturali. Il rischio \u00e8 per\u00f2 che la persona abbia invece degli stati d&#8217;animo pi\u00f9 intensi che la possono portare a delle reazioni di <strong>ansia<\/strong> e\/o di <strong>depressione<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La depressione secondo i criteri del DSM V \u00e8 caratterizzata da alcuni sintomi, tra i principali possiamo trovare:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">umore depresso per la maggior parte del giorno<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">diminuzione o perdita di interesse in quasi tutte le attivit\u00e0<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">agitazione o rallentamento psicomotorio<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">affaticabilit\u00e0<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">insonnia o ipersonnia<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">perdita o aumento di peso<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">tendenza all&#8217;isolamento<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">difficolt\u00e0 nel concentrarsi o nel prendere decisioni<\/span><\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">pensieri di morte<\/span><\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\">Come lo psicologo pu\u00f2 essere di aiuto a pazienti con diabete<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Nei casi di diagnosi di diabete si \u00e8 riscontrato come lo psicologo possa avere un ruolo utile e necessario sia per attivare dei comportamenti di adattamento -nel linguaggio tecnico definiti coping- sia per aiutare il paziente a contenere e a gestire reazioni di ansia, di depressione e di rabbia.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Uno degli scopi principali dell&#8217;<strong>intervento dello psicologo<\/strong> \u00e8 permettere al paziente e ai familiari di poter esprimere liberamente le emozioni sottostanti e di sentirsi liberi di manifestare le paure e le incertezze riguardanti il futuro. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In aggiunta a ci\u00f2 \u00e8 necessario che lo psicologo aiut<\/span>i<span style=\"font-size: medium;\"> il paziente nella messa in atto di atteggiamenti attraverso i quali egli possa affrontare in modo partecipe e propositivo il cambiamento dello stile di vita che la diagnosi di diabete impone. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">In questo modo il paziente riesce ad attenersi alla indicazioni mediche relative sia allo stile di vita da tenere sia rispetto alle terapie farmacologiche prescritte e collabora in modo attivo -manifesta <\/span><span style=\"font-size: medium;\"><i>compliance <\/i><\/span><span style=\"font-size: medium;\">al trattamento. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il rischio \u00e8 infatti che come reazione immediata di rifiuto e di non accettazione della patologia diagnosticata il paziente tenda a comportarsi come se non avesse il diabete mettendo cos\u00ec in serio pericolo il suo stato di salute, ci\u00f2 ad esempio avviene quando la persona sminuisce quanto le \u00e8 stato diagnosticato, finge o \u00e8 convinta che a lei non potr\u00e0 accadere nulla di grave, non si sottopone ai controlli e diventa insofferente nei confronti dei medici o dei familiari che si preoccupano per lui.<\/span><\/p>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\"><\/h3>\n<h3 align=\"JUSTIFY\">Il diabete in infanzia e in adolescenza<\/h3>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Questo atteggiamento di sfida, di mancanza di comprensione della patologia, di senso di onnipotenza (\u201ctanto non mi succeder\u00e0 niente anche se non mi attengo alle indicazioni\u201d) \u00e8 tipico dei <strong>ragazzi adolescenti<\/strong> che si trovano d&#8217;improvviso in un momento di crescita e di cambiamento gi\u00e0 di per s\u00e9 impegnativo<\/span> e devono anche<span style=\"font-size: medium;\"> fare i conti con la realt\u00e0 della malattia. <\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Il diabete mellito di tipo 1 colpisce ogni anno in Italia 20.000 tra bambini ed adolescenti per cui sono sempre pi\u00f9 frequenti le diagnosi nei confronti di chi, anche solo per l&#8217;et\u00e0, \u00e8 in una condizione di maggiore fragilit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">La reazione di maggior fatica e di shock inizialmente \u00e8 da parte dei genitori che manifestano una preoccupazione e un&#8217;angoscia nei confronti di quanto diagnosticato al proprio figlio. A ci\u00f2 si somma il dover spiegare al bambino\/al ragazzo non solo che cosa ha ma anche come dovr\u00e0 modificare la sua vita di tutti i giorni.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">I genitori dei figli con diabet<\/span>e <span style=\"font-size: medium;\">si sentono impotenti di fronte a un figlio che si ribella alle limitazioni ed estremamente preoccupati per le conseguenze che potrebbero avvenire. Tendono a irrigidirsi sulle prescrizioni e sulle regole da tenere ottenendo che il figlio non solo non accetta di seguire le indicazioni mediche ma si allontana anche dai propri genitori.\u00a0<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo <strong>psicologo<\/strong> in queste situazioni valuta se \u00e8 pi\u00f9 opportuno proporre degli incontri con il paziente stesso o se \u00e8 pi\u00f9 utile (o semplicemente pi\u00f9 fattibile se ad esempio l&#8217;adolescente si rifiuta di avere degli incontri) intraprendere un percorso clinico indiretto seguendo i genitori e quindi in modo mediato agire sul ragazzo.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L\u2019accompagnamento emotivo da parte dello psicologo segue di pari passo i cambiamenti concreti di stile di vita oltre che gli andamenti emotivi relativi all&#8217;accettazione della patologia; l&#8217;accettazione non si raggiunge infatti una volta per tutte ma necessita di un tempo caratterizzato da momenti di stallo, da momenti di avanzamento e da momenti di regressione.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;obiettivo \u00e8 che si arrivi ad un buon equilibrio e che la persona -paziente o familiare- abbia introiettato grazie al percorso con lo psicologo degli strumenti cognitivi ed emotivi per gestirsi.<\/span><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-size: medium;\">Per ricevere informazioni su un primo colloquio presso il Centro Clinico di Psicologia, telefona al 039.9416276 o scrivi una mail a info@centropsicologiamonza.it<\/span><\/p>\n<p>*Psicologa, Psicoterapeuta<\/p>\n<p>Photo by <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/photos\/-ayOfwsd9mY?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Joanna Kosinska<\/a> on <a href=\"https:\/\/unsplash.com\/?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText\">Unsplash<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Claudia Bonfanti* Cosa comporta convivere con il diabete? &nbsp; La diagnosi di diabete non solo pone\u00a0la persona di fronte ai timori relativi alla propria salute nel breve e nel lungo termine, ma le impone di cambiare lo stile di vita mantenuto fino a quel momento. 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