{"id":1350,"date":"2015-03-16T15:13:55","date_gmt":"2015-03-16T14:13:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=1350"},"modified":"2024-09-03T15:12:49","modified_gmt":"2024-09-03T13:12:49","slug":"le-interviste-del-centro-clinico-di-psicologia-2-i-disturbi-dellapprendimento","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/le-interviste-del-centro-clinico-di-psicologia-2-i-disturbi-dellapprendimento\/","title":{"rendered":"Le interviste del Centro Clinico di Psicologia #2 | I disturbi dell&#8217;apprendimento"},"content":{"rendered":"<h3>La misura dell&#8217;intelligenza \u00e8 data dalla capacit\u00e0 di cambiare quando \u00e8 necessario<\/h3>\n<p>a cura di Vanessa Collerone e Eleonora Pizzocri, studentesse del Liceo Carlo Porta, Monza.<\/p>\n<p>Intervista alla dottoressa Edy Salvan referente dell&#8217;area dei Disturbi Specifici dell&#8217;Apprendimento<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><strong>Buongiorno dottoressa, ci racconti, ci sono dei fattori che portano l&#8217;individuo ad avere un determinato disturbo dell&#8217;apprendimento?<\/strong><\/h4>\n<p>Inizio subito col dirvi che il disturbo dell&#8217;apprendimento \u00e8 una neurodiversit\u00e0, quindi un problema neuro-biologico che riguarda il funzionamento dei processi cognitivi.<br \/>\nI fattori che possono portare un individuo ad avere un DSA non sono ancora certi al 100%. Possiamo comunque ipotizzare l&#8217;insorgenza di un successivo disturbo dell&#8217;apprendimento, quando \u00e8 presente un disturbo del linguaggio o anche familiari che hanno questo tipo di problematiche; infatti si \u00e8 riscontrata l&#8217;incidenza della familiarit\u00e0. Alcuni sostengono invece che un fattore di rischio possa essere un intervento in anestesia totale nei primi 3 anni di vita. Comunque tutto questo non \u00e8 ancora stato accertato definitivamente.<\/p>\n<h4><strong>Grazie per la risposta, adesso tutto \u00e8 pi\u00f9 chiaro. Ma, anche se ce ne ha gi\u00e0 un po&#8217; parlato, ci pu\u00f2 chiarire se l&#8217;ambiente familiare influisce su questi disturbi? Se s\u00ec, quanto?<\/strong><\/h4>\n<p>La famiglia influisce sicuramente sulla progressione del disturbo, nel caso in cui esso non sia diagnosticato e non si sappia che le problematiche scolastiche dell&#8217; individuo sono dovute a una neurodiversit\u00e0 e non a cattiva volont\u00e0 da parte del bambino. Questo pu\u00f2 comportare che il problema sfoci anche in disturbi del comportamento, d&#8217;ansia, inibizioni&#8230;.<\/p>\n<h4><strong>Tenendo conto anche di ci\u00f2 che lei ha scritto sul sito, come ci si accorge che l&#8217;individuo ha un disturbo dell&#8217;apprendimento senza confonderlo con una normale pigrizia?<\/strong><\/h4>\n<p>A prescindere dal fatto che la certezza della presenza di un disturbo possiamo averla solo mediante test particolari, ci sono per\u00f2 dei campanelli di allarme, come un&#8217;eccessiva lentezza e un mancato miglioramento, anche in seguito ad interventi massicci di recupero.<\/p>\n<h4><strong>Nel caso in cui ci si accorga in un&#8217;et\u00e0 avanzata, secondo lei, come e quanto \u00e8 possibile rimediare?<\/strong><\/h4>\n<p>Se si cerca di intervenire sul problema in et\u00e0 avanzata, si deve tenere presente che esistono dei meccanismi di compensazione.<br \/>\nPortando l&#8217;esempio della dislessia, in generale, un adulto riuscir\u00e0 a migliorare la correttezza della lettura rispetto a quando frequentava la scuola primaria, ma rimarr\u00e0 comunque la lentezza.<br \/>\nSe appunto il disturbo viene diagnosticato in et\u00e0 avanzata, si cercher\u00e0 di lavorare in modo tale da non farlo incidere pesantemente sulla vita della persona.<\/p>\n<h4><strong>Fin qui tutto molto chiaro, grazie. Ci pu\u00f2 approfondire il modo con cui l&#8217;individuo manifesta il disagio dovuto al disturbo?<\/strong><\/h4>\n<p>Questo dipende ovviamente dall&#8217;et\u00e0: i bambini nella scuola primaria possono sviluppare dei disturbi di comportamento perch\u00e9 \u00e8 la prima volta che si confrontano con la richiesta di prestazione. Quando si rendono conto di non riuscire a reggere il confronto, manifestano questi comportamenti. In seguito, se il disturbo di base non viene riconosciuto, c&#8217;\u00e8 il rischio che il loro stato possa anche peggiorare sviluppando anche disturbi d&#8217;ansia e depressione.<br \/>\nQuindi generalmente le reazioni sono due: o si destabilizzano nel comportamento oppure hanno una reazione pi\u00f9 interna e si chiudono.<br \/>\nNella scuola secondaria invece i ragazzi con DSA si sentono doppiamente penalizzati perch\u00e9 sembra loro di non essere capiti e spesso vengono colpevolizzati, con il conseguente rischio di abbandono scolastico.<\/p>\n<h4><strong>E quali sono le reazioni degli altri quando il disturbo \u00e8 diagnosticato?<\/strong><\/h4>\n<p>Anche in questo caso la reazione \u00e8 soggettiva.<br \/>\nAlcuni rischiano di essere discriminati perch\u00e9 i compagni di classe possono non accettare che essi facciano le verifiche adottando misure dispensative e strumenti compensativi.<br \/>\nAltri invece sono pi\u00f9 fortunati perch\u00e9 vengono accolti dall&#8217;adulto di riferimento e dai compagni in modo giusto; infatti consiglio sempre alle insegnanti di parlare apertamente della problematica alla classe.<\/p>\n<h4><strong>Invece, spostandoci sulla tecnica terapeutica, com&#8217;\u00e8 strutturato generalmente un colloquio?<\/strong><\/h4>\n<p>Nel mio campo bisogna innanzitutto vedere qual \u00e8 il tipo di richiesta.<br \/>\nSe \u00e8 di valutazione, mi servono 6\/7 colloqui circa per conoscere, capire l&#8217;individuo e fare una diagnosi attraverso la somministrazione di test dell&#8217;apprendimento o cognitivi e grazie anche alla visita con la neuropsichiatra dell&#8217;equipe.<br \/>\nSe la richiesta \u00e8 di tipo riabilitativo, si procede diversamente. Si parte subito strutturando un progetto riabilitativo tenendo conto del tipo di problematica. Se riguarda anche un fragilit\u00e0 cognitiva l&#8217;intervento sar\u00e0 appunto di potenziamento cognitivo; se invece si tratta di un problema solo relativo alla lettura, scrittura, ecc, si useranno dei metodi per rafforzare le aree. Tutto ci\u00f2 in sinergia con la scuola e la famiglia.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di sedute dipende dal bambino e dalla situazione di partenza.<br \/>\nInfine se la richiesta \u00e8 di sostegno per l&#8217;impatto emotivo di questa situazione, sar\u00e0 necessario un supporto psicologico.<\/p>\n<h4><strong>Essendo i pazienti generalmente molto giovani, lei utilizza un approccio particolare?<\/strong><\/h4>\n<p>L&#8217;approccio dipende sicuramente dall&#8217;et\u00e0. Con i bambini piccoli \u00e8 importante valutare l&#8217;aspetto emotivo, ma il lavoro \u00e8 sicuramente pi\u00f9 facile perch\u00e9 hanno davanti a loro una finestra evolutiva su cui poter intervenire.<br \/>\nCon gli adolescenti la valutazione diagnostica \u00e8 differente: si cerca di lavorare sul piano della consapevolezza e di trovare delle strategie con cui poter aggirare il problema.<br \/>\nPer quanto riguarda gli adulti invece si lavora pi\u00f9 sull&#8217;aspetto emotivo per accettare appunto il disturbo.<\/p>\n<h4><strong>Ci dica invece, quanto dura mediamente una valutazione diagnostica tenendo conto dell&#8217;et\u00e0 del paziente?<\/strong><\/h4>\n<p>Premetto che questa \u00e8 una cosa molto soggettiva; come ho detto prima, dipende dalla persona, ma generalmente per una velocit\u00e0 standard si fanno 6\/7 sedute nel giro di 2 mesi.<\/p>\n<h4><strong>Ci pu\u00f2 chiarire il significato del termine guarigione in questi tipi di disturbi?<\/strong><\/h4>\n<p>Nei DSA la parola guarigione viene intesa come l&#8217;accettazione e l&#8217;integrazione della problematica e si ritiene raggiunta quando un individuo riesce a lavorare autonomamente in ambito scolastico mediante strumenti di compensazione.<\/p>\n<h4><strong>Sa dirci se un paziente riesce sempre a superare le sue problematiche? In caso contrario, cosa succede?<\/strong><\/h4>\n<p>Vi posso dire che i casi sono vari e non sempre tutti riescono. Quando ci\u00f2 succede vi \u00e8 un alto rischio che abbandonino la scuola con risvolti emotivi e psicologici preoccupanti, rischiando anche un abbassamento dell&#8217;autostima.<\/p>\n<h4><strong>Che ruolo ricopre la famiglia all&#8217;interno della valutazione diagnostica?<\/strong><\/h4>\n<p>Come ho detto precedentemente il ruolo della famiglia \u00e8 fondamentale sotto certi punti di vista. \u00c8 importante che essa parli del problema senza timore, non colpevolizzi il bambino con il disturbo e stia attenta a rilevare segnali che possano rivelarsi sintomi di un DSA. Inoltre la famiglia deve attivarsi in prima persona anche grazie all&#8217;aiuto degli insegnanti.<\/p>\n<h4><strong>Essendo lei a contatto anche con le famiglie, nota che esse accettano sempre il parente che presenta il disturbo?<\/strong><\/h4>\n<p>Certamente ci sono molte famiglie che fanno fatica ad accettare il problema, anche se posso assicurarvi che, essendo oggi i DSA conosciuti, nessuno li vede pi\u00f9 come li si vedeva alcuni anni fa; quindi, nel caso fosse presente un rifiuto iniziale, \u00e8 solamente necessario fare un buon lavoro di supporto familiare.<\/p>\n<h4><strong>Passando a questioni un po&#8217; pi\u00f9 personali, come una sua esperienza passata legata all&#8217;area di cui si occupa pu\u00f2 giovare o ostacolare la terapia con un paziente?<\/strong><\/h4>\n<p>Avendo lavorato come educatrice in alcune scuole primarie, riesco ad entrare molto in empatia con i bambini che presentano questo tipo di problematica e il loro conseguente disagio.<br \/>\nRitengo importante per\u00f2 non confondere il piano personale con quello del paziente perch\u00e9 si rischia di contaminare il lavoro.<\/p>\n<h4><strong>Da professionista quale lei \u00e8, risulta possibile conciliare il lavoro con un&#8217;eventuale famiglia?<\/strong><\/h4>\n<p>Personalmente non nego sia molto difficile perch\u00e9 lavorando da pi\u00f9 parti si \u00e8 sempre in movimento, ma \u00e8 sicuramente possibile perch\u00e9 io in primis ho una famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sei interessato a ricevere aggiornamenti dal nostro sito? 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