{"id":1284,"date":"2014-11-05T14:34:12","date_gmt":"2014-11-05T13:34:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=1284"},"modified":"2024-09-03T15:13:05","modified_gmt":"2024-09-03T13:13:05","slug":"i-gruppi-psicoeducativi-per-i-familiari-risorsa-per-disagio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/i-gruppi-psicoeducativi-per-i-familiari-risorsa-per-disagio\/","title":{"rendered":"I Gruppi psicoeducativi per i familiari: una risorsa per il disagio"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il disturbo mentale grave di un proprio caro \u00e8 un problema che perturba profondamente chi lo vive, ma \u00a0si riflette anche sull\u2019intera famiglia, sollecitandone gli equilibri interni e le emotivit\u00e0 dei singoli: questa problematica risuona e si amplifica nella loro vita affettiva, di relazione e di comunicazione.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Da un punto di vista affettivo<\/span> vengono elicitati nei singoli membri dei sentimenti di preoccupazione e paura, senso di colpa ed inadeguatezza nel dover affrontare le crisi del proprio congiunto, a volte anche possibili sintomi ansiosi, \u00a0depressivi e\/o psicosomatici: \u00a0i genitori di questi pazienti infatti sono costretti ad elaborare un dolore profondo collegato alla rielaborazione dell\u2019immagine ideale del proprio figlio, tanto desiderato ed investito di aspettative, ma cos\u00ec diverso nella realt\u00e0 quotidiana attuale.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">A livello relazionale<\/span> invece il nucleo familiare tende a isolarsi socialmente, per vergogna e per paura di lasciare sola la persona affetta da grave patologia: si evitano o riducono notevolmente le attivit\u00e0 del proprio tempo libero, ci si stringe a fianco a chi soffre con il rischio di esacerbare, in quanto non si vive pi\u00f9 le proprie libert\u00e0 e i propri interessi, degli atteggiamenti disfunzionali che non aiutano il paziente.<\/p>\n<p>Spesso purtroppo gli effetti sociali sono ancora pi\u00f9 gravi perch\u00e9 la famiglia vive lo<b> <\/b>stigma della malattia psichiatrica, ossia la discriminazione fondata sul pregiudizio alla cui base c\u2019\u00e8 il misconoscimento del dolore del malato e delle famiglie coinvolte e l\u2019idea, erronea ma molto diffusa, che non esistano cure efficaci.<\/p>\n<p>Proprio la mancanza di informazioni adeguate sulla patologia, sulle modalit\u00e0 pi\u00f9 efficaci di aiuto e sui servizi preposti alla cura di tali disturbi mentali rende le persone vicine a chi soffre non solo isolate, ma anche disorientate ed incapaci di attivare nuove risorse per far fronte alla problematica attuale.<\/p>\n<p>In questa grande confusione purtroppo si amplificano spesso i conflitti familiari, si perde la capacit\u00e0 di comunicare efficacemente e mantenere un proprio ruolo, fondendosi l\u2019uno con l\u2019altro in un clima di fredda ma intensa dipendenza\u00a0 (\u201c<i>famiglia invischiate\u201d per Minuchin; \u201cIo-massa indifferenziato\u201d di Bowen<\/i>).<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Da un punto di vista comunicativo<\/span> i disturbi della comunicazione, verbale e non, tra i membri di questo tipo di famiglie sono spesso caratteristici: la mancanza di chiarezza, le continue contraddizioni, le distorsioni di messaggi, la ridondanza, le difese strenue o fughe attraverso risposte incoerenti alimentano continuamente le tensioni e quindi la confusione. Non di rado \u00e8 diffusa la sensazione che il malato abbia perso la capacit\u00e0 di comprendere e di esprimersi, ma senza rimandarglielo, per evitare agiti e altra sofferenza, si strutturano conversazioni mistificate e confusive.<\/p>\n<p>In questa situazione, in cui saltano i nessi comunicativi e si \u00e8 in balia del non senso, si rischia di alimentare il malessere del singolo che si riverbera su tutto il nucleo familiare.<\/p>\n<p>Se quindi il grave malessere psichico del singolo sollecita enormemente la famiglia, vi sono numerose ricerche che dimostrano come <b>l\u2019ambiente familiare<\/b> <b>\u00a0in cui il paziente vive influenzi <\/b><b>fortemente il percorso di guarigione<\/b>: all\u2019inizio degli anni \u201960 in particolare si studi\u00f2 un nuovo concetto, noto come l\u2019<b>Emotivit\u00e0 Espressa<\/b>, ossia quella serie di atteggiamenti (<i>ipercoinvolgimento emotivo<\/i> &#8211; eccessivo coinvolgimento dei familiari verso la malattia del congiunto -, \u00a0<i>critica<\/i> &#8211; commenti sfavorevoli verso il soggetto &#8211; e <i>ostilit\u00e0<\/i> &#8211; rifiuto o sentimento negativo rivolto contro la persona)<b> <\/b>che i familiari manifestano verso il malato.<\/p>\n<p>I pazienti che vivono in famiglie con un\u2019<span style=\"text-decoration: underline;\">alta emotivit\u00e0 espressa<\/span> , ossia in un ambiente continuamente giudicante, critico, ma anche enormemente coinvolto da un punto di vista emotivo, vanno incontro a maggior possibilit\u00e0 di recidive e di ricoveri\u00a0 rispetto a chi vive in ambienti pi\u00f9 accoglienti e rinforzanti (<i>Leff e Vaughn, 1985<\/i>).<\/p>\n<p>\u00c8 importante pertanto aiutare la famiglia a modificare l\u2019omeostasi interna, modulando e contenendo l\u2019alta emotivit\u00e0 espressa, per attivare nuove potenzialit\u00e0 individuali che consentano di uscire dall\u2019angoscia confusiva che la psicopatologia grave ha favorito, ma anche della quale ne \u00e8 l\u2019agente originario.<\/p>\n<p>Uno degli interventi psicoterapeutici pi\u00f9 interessanti, utili e proficui per il supporto ai familiari \u00e8 il <b>lavoro in gruppo <\/b>attraverso il modello<b> psicoeducativo<\/b>.<\/p>\n<p><strong>Esso si propone di:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li>aumentare la stabilit\u00e0 dell\u2019ambiente familiare, riducendo l\u2019ansia e potenziando la fiducia in se stessi, attraverso un rispecchiamento delle esperienze ed emotivit\u00e0 individuali,<\/li>\n<li>accrescere le conoscenze in merito alla malattia e la capacit\u00e0 di reagire in maniera costruttiva a situazioni difficili,<\/li>\n<li>contenere i livelli di emotivit\u00e0 espressa, riducendo l\u2019intensit\u00e0 della interazione fra il paz e la famiglia,<\/li>\n<li>ridurre la percentuale di recidive e di crisi acute,<\/li>\n<li>dare informazioni sul disturbo, sulle leggi e gli interventi attivabili,<\/li>\n<li>chiarire il rapporto tra famiglie e Servizi, migliorandone la collaborazione.<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per chiarimenti, informazioni e supporto ai familiari di pazienti con psicosi, rivolgersi al <a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/contattaci\/\">Centro Clinico di Psicologia di Monza<\/a>\u00a0chiamando il numero\u00a0039.9416276 o mandando una mail a info@centropsicologiamonza.it.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/cecilia-ricci-mingan\/\">Dott.ssa C. Ricci Mingani<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/category\/dpp\/\">Referente Gruppo DP&amp;P<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Riferimenti bibliografici<\/p>\n<p>\u201cIntervento psicoeducativo integrato in psichiatria\u201d di Falloon et al. \u2013 Ed. Erickson<br \/>\n\u201cTerapie familiari e psicoeducazione\u201d di Bertrando, Cazzullo e Clerici \u2013 Franco Angeli Ed.<\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p><i>\u00a0<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Il disturbo mentale grave di un proprio caro \u00e8 un problema che perturba profondamente chi lo vive, ma \u00a0si riflette anche sull\u2019intera famiglia, sollecitandone gli equilibri interni e le emotivit\u00e0 dei singoli: questa problematica risuona e si amplifica nella loro vita affettiva, di relazione e di comunicazione. 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