{"id":1273,"date":"2014-10-27T12:22:23","date_gmt":"2014-10-27T11:22:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=1273"},"modified":"2024-09-03T15:13:07","modified_gmt":"2024-09-03T13:13:07","slug":"non-mangio-i-sintomi-digiuno-disturbi-dell-alimentazione-minnesota-study","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/non-mangio-i-sintomi-digiuno-disturbi-dell-alimentazione-minnesota-study\/","title":{"rendered":"Non mangio e\u2026 i sintomi da digiuno nei Disturbi dell\u2019Alimentazione | Il Minnesota Study"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La classificazione DSM dei disturbi dell\u2019alimentazione include tre categorie diagnostiche principali: <b>anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi dell\u2019alimentazione non altrimenti specificati<\/b> (NOS).<\/p>\n<p>Il sottopeso \u00e8 un criterio diagnostico chiave per l\u2019Anoressia Nervosa, ma la marcata perdita di peso e la restrizione dietetica <b>, possono essere presenti anche in persone con disturbi dell\u2019alimentazione non sottopeso ( bulimia nervosa o disturbo dell\u2019alimentazione NOS e una storia personale di obesit\u00e0) (Dalle Grave et al., 2011).<\/b><\/p>\n<p><b>Nel Minnesota Study<\/b>, Keys (Keys et al. 1950) ha fornito una descrizione dettagliata dei sintomi del sottopeso e della restrizione dietetica \u00a0riportati da giovani adulti maschi volontari.<\/p>\n<p><b>L\u2019osservazione di David Garner<\/b> (1997) <b>che molti sintomi, chiamati da Keys \u201csintomi da digiuno\u201d, sono simili a quelli osservati in persone affette da anoressia nervosa<\/b>, ha contribuito a migliorare la comprensione e il trattamento dei disturbi dell\u2019alimentazione. <b>Oggi \u00e8 ampiamente accettato che molti sintomi, in passato attribuiti alla psicopatologia dei Disturbi dell\u2019Alimentazione , in particolar modo l\u2019Anoressia Nervosa, sono la mera conseguenza del sottopeso e della restrizione dietetica calorica.<\/b><\/p>\n<h2><b><br \/>\n<\/b><br \/>\n<b>Il Minnesota Study<\/b><\/h2>\n<p>Il Minnesota Study \u00e8 lo studio pi\u00f9 importante pubblicato che abbia valutato gli effetti della restrizione dietetica \u00a0e della perdita di peso nelle persone di peso normale<b>. Lo studio, fu ideato per valutare gli effetti fisiologici e psicologici di una severa e prolungata restrizione dietetica calorica e l\u2019efficacia della riabilitazione nutrizione. <\/b><b><br \/>\n<\/b>IN BREVE LA DESCRIZIONE DELLO STUDIO : furono selezionati i 36 uomini che avevano un buon stato di salute fisico e psicologico, i partecipanti erano tutti bianchi di et\u00e0 compresa tra 22 e 33 anni<\/p>\n<p>Lo studio fu diviso in tre fasi.<\/p>\n<ol>\n<li>\u00a0Fase uno ( 12 settimane ), i volontari si <b>cibarono normalmente<\/b> mentre <b>furono studiati dettagliatamente il loro comportamento, la loro personalit\u00e0 e le loro modalit\u00e0 alimentari<\/b>.<\/li>\n<li>\u00a0Fase due ( 24 settimane di semidigiuno ) i partecipanti furono sottoposti a una <b>restrizione<\/b> che corrispondeva <b>a circa la met\u00e0 del loro introito calorico iniziale<\/b>, Questo regime determin\u00f2 nei partecipanti una perdita approssimativa del 25% del peso iniziale.<\/li>\n<li>\u00a0Nella fase tre ( 12 settimane), i partecipanti furono gradualmente <b>nutriti in maniera normale<\/b>.<\/li>\n<\/ol>\n<p>RISULTATI: Nonostante le risposte individuali, rispetto alla perdita di peso, variassero notevolmente <b>tutti gli uomini sperimentarono drammatici cambiamenti fisici, psicologici e sociali.( tabella 1 )<\/b>.In generale la normalizzazione delle abitudini alimentari avvenne nella maggior parte dei casi solo dopo circa 5 mesi.<\/p>\n<h4><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Tabella 1<\/span><\/b><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b><i>Effetti comportamentali<\/i><\/b><\/h4>\n<p>\u2022 Rituali alimentari (mangiare molto lentamente, tagliare il cibo in piccoli pezzi, mescolare il cibo in modo bizzarro, ingerire cibo bollente)<br \/>\n\u2022 Lettura di libri di cucina e collezione di ricette<br \/>\n\u2022 Incremento del consumo di caffe\u0300, te\u0300, spezie, gomme da masticare e acqua<br \/>\n\u2022 Onicofagia<br \/>\n\u2022 Incremento del fumo di sigarette<br \/>\n\u2022 Episodi bulimici<br \/>\n\u2022 Incremento dell\u2019esercizio fisico per evitare la riduzione del contenuto calorico della dieta<br \/>\n\u2022 Autolesionismo<\/p>\n<h4><b><i>Effetti psicologici<\/i><\/b><\/h4>\n<p>\u2022 Danneggiamento della capacit\u00e0 di concentrazione<br \/>\n\u2022 Scarso capacit\u00e0 d\u2019insight e di giudizio critico<br \/>\n\u2022 Preoccupazione per il cibo e l\u2019alimentazione<br \/>\n\u2022 Depressione<br \/>\n\u2022 Sbalzi del tono dell\u2019umore<br \/>\n\u2022 Irritabilit\u00e0<br \/>\n\u2022 Rabbia<br \/>\n\u2022 Ansia<br \/>\n\u2022 Apatia<br \/>\n\u2022 Episodi psicotici<br \/>\n\u2022 Cambiamenti di personalit\u00e0 confermati dai test psicologici<\/p>\n<h4><b><i>Effetti sociali<\/i><\/b><\/h4>\n<p>\u2022 Isolamento sociale<br \/>\n\u2022 Riduzione dell\u2019interesse sessuale<\/p>\n<h4><b><i>Modificazioni fisiche<\/i><\/b><\/h4>\n<p>\u2022 Disturbi del sonno<br \/>\n\u2022 Vertigini<br \/>\n\u2022 Debolezza<br \/>\n\u2022 Dolori addominale<br \/>\n\u2022 Disturbi gastrointestinali<br \/>\n\u2022 Cefalea<br \/>\n\u2022 Ipersensibilit\u00e0 al rumore e alla luce<br \/>\n\u2022 Edema<br \/>\n\u2022 Ipotermia<br \/>\n\u2022 Riduzione della frequenza cardiaca e respiratoria<br \/>\n\u2022 Parestesie<br \/>\n\u2022 Diminuzione del metabolismo basale<br \/>\n\u2022 Aumento della fame<br \/>\n\u2022 Precoce senso di pienezza<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><b>In conclusione:<\/b><\/h3>\n<p><b>Il Minnesota study ha avuto un ruolo fondamentale nel migliorare la nostra comprensione dei disturbi dell\u2019alimentazione perch\u00e9 molti sintomi osservati nei volontari sono simili a quelli riferiti dai pazienti sottopeso con disturbi dell\u2019alimentazione. <\/b><\/p>\n<p>E\u2019 importante rilevare, per\u00f2, che <b>mentre i sintomi da digiuno negli individui senza disturbi<\/b> <b>dell\u2019alimentazione<\/b> hanno la <b>funzione positiva<\/b> di focalizzare l\u2019attenzione primariamente sulla ricerca del cibo e di prolungare l\u2019esistenza attraverso una riduzione del metabolismo basale, <b>nelle persone affette<\/b> <b>da disturbi dell\u2019alimentazione questo non succede<\/b>. Alcuni <b>studi recenti<\/b> (Shafran et al., 2003; Dalle Grave et al., 2007<b>) hanno evidenziato che gli effetti del sottopeso e della restrizione calorica non si limitano solo a mantenere dei sintomi fisici e psicosociali che ostacolano il raggiungimento di un normale funzionamento psicologico, ma svolgono anche un ruolo importante nel mantenere l\u2019individuo bloccato<\/b> <b>nello stato mentale del disturbo dell\u2019alimentazione attraverso un<i> incremento della necessit\u00e0 di controllare l\u2019alimentazione<\/i> (Figura 1)<\/b> Da questi studi si \u00e8 potuto osservare che alcuni sintomi da digiuno, come la fame o il precoce senso di pienezza, interagendo con la psicopatologia del disturbo dell\u2019alimentazione (ECCESSIVA VALUTAZIONE DEL PESO E DELLA FORMA DEL CORPO E DEL CONTROLLO DELL\u2019ALIMENTAZIONE), vengono interpretati come minaccia al controllo alimentare (es. la fame) o come fallimento del controllo alimentare (es. il precoce senso di pienezza).Questo collegamento determina, nei Disturbi dell\u2019Alimentazione, un incremento del controllo dell\u2019alimentazione e della restrizione dietetica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_1274\" style=\"width: 160px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1274\" class=\"size-thumbnail wp-image-1274 \" alt=\"sottopeso\" src=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-150x150.jpg\" width=\"150\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-238x238.jpg 238w, https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-104x104.jpg 104w, https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-59x59.jpg 59w, https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/sottopeso-184x184.jpg 184w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1274\" class=\"wp-caption-text\">Figura 1. L\u2019interpretazione dei sintomi della sindrome da denutrizione aumenta la necessit\u00e0 di controllare l\u2019alimentazione nelle persone con eccessiva valutazione del peso e della forma del corpo<\/p><\/div>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><b>Implicazioni cliniche e trattamento dei disturbi dell&#8217;alimentazione<\/b><\/h2>\n<p><b>La conoscenza dei sintomi da digiuno e di come interagiscono con la psicopatologia dei disturbi dell\u2019alimentazione ha importanti implicazioni sia per la comprensione sia per il trattamento dei disturbi dell\u2019alimentazione<\/b><br \/>\nDurante il trattamento dei Disturbi Dell\u2019 Alimentazione (soprattutto nell\u2019Anoressia Nervosa), \u00e8 importante tenere sempre presente che<b> molti sintomi riportati dai pazienti sono secondari alla restrizione<\/b> <b>calorica e al sottopeso e non sono l\u2019espressione della psicopatologia del disturbo dell\u2019alimentazione (che \u00e8 l\u2019eccessiva valutazione del peso e della forma corporea<\/b>). Questi sintomi non si limitano al cibo e al peso, ma si estendono potenzialmente a tutte le aree di funzionamento sociale e psicologico. (<b>Tabella<\/b> 2)<\/p>\n<h4><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Tabella 2.<\/span><\/b><span style=\"text-decoration: underline;\"> <b>Meccanismi potenziali attraverso cui alcuni sintomi da digiuno sembrano mantenere il disturbo dell\u2019alimentazione aumentando la necessit\u00e0 di controllare l\u2019alimentazione<\/b><\/span><\/h4>\n<ul>\n<li><i>Ansia<\/i>: da una parte pu\u00f2 portare a utilizzare il controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma del corpo per ridurre i sintomi d\u2019ansia, dall\u2019altra pu\u00f2 favorire le abbuffate.<\/li>\n<li><i>Deficit di concentrazione<\/i>: pu\u00f2 minacciare il senso di autocontrollo dell\u2019individuo.<\/li>\n<li><i>Depressione<\/i>: peggiorando l\u2019autostima, favorisce l\u2019uso del controllo dell\u2019alimentazione, del peso e della forma del corpo come mezzi di autovalutazione.<\/li>\n<li><i>Fame<\/i>: e\u0300 interpretata come minaccia al controllo alimentare.<\/li>\n<li><i>Isolamento sociale<\/i>: da una parte impedisce lo sviluppo di relazioni positive che possono migliorare l\u2019autostima, dall\u2019altra favorisce l\u2019uso dell\u2019alimentazione, del peso e della forma del corpo come mezzi principali per valutare se stessi.<\/li>\n<li><i>Precoce senso di pienezza<\/i>: \u00e8 interpretato come un fallimento dell\u2019autocontrollo.<\/li>\n<li><i>Rallentamento perdita di peso<\/i>: pu\u00f2 essere vissuto come un segno di perdita di controllo e pu\u00f2 essere affrontato restringendo ulteriormente la dieta e utilizzando altri comportamenti non salutari di controllo del peso.<\/li>\n<li><i>Tendenza ad abbuffarsi<\/i>: aumenta l\u2019intensit\u00e0 del controllo alimentare.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4><b>Conclusioni<\/b><\/h4>\n<ul>\n<li>I pazienti dovrebbero essere educati sui sintomi da digiuno e sul Minnesota study (Garner 1997; Garner et al. 1997). Questa raccomandazione si basa sulle assunzioni che i pazienti con disturbi dell\u2019alimentazione hanno spesso informazioni scorrette sulle cause dei loro sintomi e tendono a ridurre gli sforzi di mantenere un sottopeso se sono informati sui meccanismi che mantengono il loro disturbo (Garner 1998).<\/li>\n<li>\u00a0I pazienti dovrebbero essere anche aiutati a modificare la loro interpretazione disfunzionale dei sintomi da digiuno, poich\u00e9 tendono a interpretarli in modo positivo e come segno di essere in controllo (Shafran et al. 2003; Fairburn et al. 1999).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Infine, i pazienti dovrebbero essere aiutati a raggiungere un peso corporeo salutare, poich\u00e9 il mantenimento della restrizione calorica e del sottopeso sono potenti meccanismi di mantenimento della psicopatologia del loro disturbo dell\u2019alimentazione (Fairbury 2008).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se desideri avere il parere di uno specialista, contatta il Centro Clinico di Psicologia chiamando il numero 039.9416276 o scrivendo una e-mail a info@centropsicologiamonza.it.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/maria-grazia-galimberti\/\">Dott.ssa M. G. Galimberti<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/category\/disturbi-alimentari\/\">Referente area Disturbi del Comportamento Alimentare<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><b>Referimenti bibliografici<\/b><\/h5>\n<p>EMOZIONE E CIBO ( N 32 ANNO 2011) NEWSLETTER DELL&#8217;ASSOCIAZIONE ITALIANA DISTURBI DELL&#8217; ALIMENTAZIONE E DEL PESO (<a href=\"http:\/\/www.positivepress.net\/aidap\">AIDAP<\/a>)&#8230;<br \/>\nAmerican Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders 4th ed. Washington, D.C: American Psychiatric Association; 1994.<br \/>\nDalle Grave R. Come vincere i disturbi dell\u2019alimentazione. Verona: Poistive Press; 2012.<\/p>\n<p>Dalle Grave R, Pasqualoni E, Marchesini G. In Preedy VR et al., editors. Handbook of Behavior, Food and Nutrition. Springer Science+Business Media 2011: p. 2259-2269<br \/>\nDalle Grave R, Bohn K, Hawker D, Fairburn CG. In Fairburn CG, editors. Cognitive behavior therapy and eating disorders. New York: Guilford Press 2008a: p. 231\u201344.<br \/>\nDalle Grave R, Calugi S, Marchesini G. Behav Res Ther. 2008b;46:1290\u201394.<br \/>\nDalle Grave R, Calugi S, Marchesini G. Int J Eat Disord. 2008c; 41:705\u201312.<br \/>\nDalle Grave R, Di Pauli D, Sartirana M, Calugi S, Shafran R. Eat Weight Disord. 2007;12:108\u201313.<br \/>\nFairburn CG. Cognitive Behavior Therapy and Eating Disorders. New York: Guilford Press; 2008.<br \/>\nFairburn CG, Cooper Z, Shafran R. Behav Res Ther. 2003;41:509\u201328.<br \/>\nFairburn CG, Shafran R, Cooper Z. Behav Res Ther. 1999;37:1\u201313.<br \/>\nGarner DM. In: Garner DM, Garfinkel PE, editors. Handbook of treatment for eating disorders. New York: Guilford Press; 1997. p. 145\u2013177.<br \/>\nGarner DM, Vitousek K, Pike K. In: Garner DM, Garfinkel PE, editors. Handbook of treatment for eating disorders. New York: Guilford Press; 1997. p. 94\u2013144.<br \/>\nGarner DM. Health Weight J. 1998;12:68\u201372.\u2028Kalm LM, Semba RD. J Nutr. 2005;135:1347\u201352.<br \/>\nKeys A, Brozek J, Henschel A, Mickelsen O, Taylor HL. The biology of human starvation. Minneapolis: University of Minnesota Press; 1950.\u2028Shafran R, Fairburn CG, Nelson L, Robinson PH. Behav Res Ther. 2003;41:887\u201394.<br \/>\nShafran R, Fairburn CG, Nelson L &amp; Robinson PH. Behav Res Ther. 2003 41:887-94.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; La classificazione DSM dei disturbi dell\u2019alimentazione include tre categorie diagnostiche principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi dell\u2019alimentazione non altrimenti specificati (NOS). 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