{"id":1204,"date":"2014-09-06T10:38:09","date_gmt":"2014-09-06T08:38:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/?p=1204"},"modified":"2024-09-03T15:13:23","modified_gmt":"2024-09-03T13:13:23","slug":"famiglia-e-disturbi-dellalimentazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/famiglia-e-disturbi-dellalimentazione\/","title":{"rendered":"Famiglia e disturbi dell&#8217;alimentazione: quale relazione, quale comportamento?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8\u2019 noto che l\u2019eziologia dei Disturbi dell\u2019Alimentazione \u00e8 complessa, ed \u00e8 semplicistico poter definire un\u2019unica causa, purtroppo, l\u2019opinione che certe attitudini dei genitori siano la causa primaria persiste tuttora, (nonostante non ci siano studi scientifici evidenti.)<\/p>\n<p>Gli stereotipi sulle <b>cause familiari<\/b> dei Disturbi dell\u2019Alimentazione sono particolarmente frequenti nei media e queste forme di disinformazione possono portare sia le persone affette da DCA sia i loro familiari ad avere idee sbagliate sulle cause del problema e di conseguenza peggiorare la malattia e le relazioni familiari.<\/p>\n<p>Sembra \u2013 come evidenziano alcuni recenti studi &#8211; che l\u2019unico elemento che pu\u00f2 giocare un ruolo nel mantenere, o nell\u2019aggravare il disturbo dell\u2019alimentazione sia L\u2019 <b>EMOTIVITA\u2019 ESPRESSA FAMILIARE<\/b>, cio\u00e8 la misura delle attitudini e dei comportamenti verso un membro della famiglia ammalato. In generale si pu\u00f2 dire che le famiglie con un\u2019elevata emotivit\u00e0 espressa sono <b>pi\u00f9 critiche<\/b>, <b>pi\u00f9 ostili<\/b> ed <b>eccessivamente coinvolte emotivamente<\/b>. E\u2019 fondamentale, quindi, <b>aiutare i genitori a migliorare le loro attitudini e comportamenti nei confronti del membro della famiglia ammalato, affinch\u00e9 il trattamento psicoterapico sia pi\u00f9 efficace.<\/b><\/p>\n<p><strong>Come scrive Riccardo Dalle Grave:<\/strong><\/p>\n<blockquote><p><i>i genitori devono sapere che quello che \u00e8 accaduto alla propria figlia\/o non \u00e8 una conseguenza di una scelta personale o di una mancanza di volont\u00e0, ma \u00e8 il frutto di una malattia che ha un nome (disturbo dell\u2019alimentazione), delle cause e che risponde a specifiche cure.<\/i><\/p>\n<p><i>Ogni genitore dovrebbe riflettere se nei confronti della figlia affetta da disturbo dell\u2019 alimentazione adotta lo stesso atteggiamento che terrebbe se la figlia soffrisse di una grave malattia biologia. E\u2019 fondamentale comprendere che chi soffre di un disturbo dell\u2019alimentazione ha uno scarso controllo della sua malattia e che deve essere aiutato per riuscire a sconfiggerla. Aiutare a sconfiggere una malattia grave come il disturbo dell\u2019alimentazione non significa combattere contro la propria figlia ma contro una malattia che l\u2019ha sopraffatta. Per tale motivo \u00e8 importante evitare di etichettare la figlia come anoressica o bulimica, ma come una persona affetta da una malattia che si chiama anoressia nervosa o bulimia nervosa.<\/i><\/p>\n<p><i>Molti genitori sono critici nei confronti dei pensieri e del comportamento alimentari della propria figlia pensando che tali critiche possano aiutarla; in realt\u00e0 nella maggior parte dei casi un atteggiamento di critica porta a sviluppare un clima familiare disfunzionale, che favorisce la scarsa risposta al trattamento, il mantenimento e l\u2019aggravamento del disturbo dell\u2019alimentazione. La ricerca ha evidenziato che l\u2019atteggiamento pi\u00f9 utile \u00e8 quello di <b>adottare un\u2019attitudine di accettazione della propria figlia, non<\/b> <b>criticando il suo comportamento alimentare<\/b>. \u00c8 evidente che \u00a0<b>un atteggiamento di questo genere<\/b> non \u00e8 normale nella maggior parte delle famiglie, ma <b>\u00e8 terapeuticamente essenziale<\/b> (<span style=\"text-decoration: underline;\">a volte i genitori devono fare qualcosa d\u2019inusuale per salvare la vita dei propri figli, come ad esempio donare un rene o fornire a loro un\u2019assistenza continua se soffrono di una grave malattia organica) .<\/span><\/i><\/p><\/blockquote>\n<p><b>In generale, quindi, \u00e8 importante che i genitori:<\/b><\/p>\n<ul>\n<li>abbiano un <b>atteggiamento aperto<\/b>, non giudicante e colpevolizzante sia nei propri confronti sia in quelli dei figli e della patologia;<\/li>\n<li><b>non vivano il disturbo dell\u2019 alimentazione <\/b>come il perno della vita familiare e <b>unico argomento<\/b> di conversazione con i figli;<\/li>\n<li>riescano a <b>ridurre il livello di emotivit\u00e0 negativa<\/b> (vergogna, colpa, inadeguatezza, paura) e trovino modalit\u00e0 pi\u00f9 idonee per comunicare con i propri figli;<\/li>\n<li>mantengano un <b>rapporto adulto<\/b> e non regressivo con i figli, evitando comportamenti iperprotettivi, controllanti o invischianti<\/li>\n<li>riescano a <b>ridurre il livello di critica<\/b> nei confronti dei figli, in altre parole la frequenza con la quale manifestano osservazione negative sulla malattia.<\/li>\n<li><b>contengano il vissuto di ostilit\u00e0<\/b>, inteso come un sentimento di negativit\u00e0 verso i figli pi\u00f9 generalizzato rispetto alla singola critica;<\/li>\n<li>prediligano una <b>comunicazione basata su osservazioni positive e rinforzanti<\/b>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Spesso non \u00e8 semplice riuscire a distendere le tensioni emotive interne alla famiglia quando ci si confronta con un disturbo \u00a0dell\u2019alimentazione, <b><span style=\"text-decoration: underline;\">per questo accanto ad un percorso psicoterapeutico individuale per la persona affetta da anoressia nervosa o bulimia nervosa \u00e8 indicato anche un sostegno psicologico per gli altri componenti familiari.<\/span><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a title=\"Maria Grazia Galimberti\" href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/equipe\/maria-grazia-galimberti\/\">Dott.ssa Maria Grazia Galimberti<\/a><\/p>\n<p><a title=\"Come si trattano i DCA: interventi specialistici\" href=\"http:\/\/www.centropsicologiamonza.it\/psicoterapia\/come-si-trattano-i-dca\/\">Referente Area Disturbi Alimentari<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong><\/p>\n<p>Riccardo. Dalle Grave, \u201cTerapia della famiglia\u201d, ed. positive press, 2003<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8\u2019 noto che l\u2019eziologia dei Disturbi dell\u2019Alimentazione \u00e8 complessa, ed \u00e8 semplicistico poter definire un\u2019unica causa, purtroppo, l\u2019opinione che certe attitudini dei genitori siano la causa primaria persiste tuttora, (nonostante non ci siano studi scientifici evidenti.) 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