Attacchi di panico: un’angoscia senza confini

Set 29, 14 Attacchi di panico: un’angoscia senza confini

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La paura è un’emozione primaria dominata dall’istinto che consente ad ogni essere vivente di sopravvivere ad un pericolo percepito, quindi non è di per sé una malattia; è un allarme naturale, che avverte l’individuo e lo attiva in modo che eviti la minaccia. Se i nostri progenitori del Neolitico non avessero avuto paura delle inondazioni e delle bestie feroci, non avrebbero costruito delle palafitte che hanno consentito la sopravvivenza loro e della specie. Ed anche oggi se non percepissimo paura, non ci metteremmo in salvo dal sopraggiungere di una macchina mentre attraversiamo le strisce pedonali. Nella nostra mente quindi si attiva una paura che permette all’individuo di mettere in atto strategie difensive efficaci di uscita dalla minaccia. Essa fu definita da Freud come angoscia segnale, distinta da quella automatica. Quest’ultima non funziona più come segnale, ma invade la mente paralizzando chi la esperisce. Quando quindi la paura perde la sua funzione primaria di autoprotezione, e diventa troppo intensa, sproporzionata e non correlabile ad una causa, blocca e crea seri problemi alla persona durante la sua quotidianità. Questo è il caso degli attacchi di panico. In essi il paziente è angosciato quando non dovrebbe esserlo. Questo perché? Quali sono le cause degli attacchi di panico?   Nell’attacco di panico i contenuti della paura non sono collegati ad eventi reali percepiti, ma sono immaginati, fantasticati e di natura catastrofica: il paziente dapprima sente che qualcosa non va, l’ansia cresce, aumentano i sintomi fisici (palpitazioni, senso di vertigine, tremori corporei, sudorazione profusa, sensazione di soffocamento, diarrea e vomito) ed inizia a credere di essere sul punto di morire, di avere un attacco cardiaco, di svenire, di impazzire e di perdere il controllo. La persona è così convinta dell’imminenza della propria morte da non riuscire a rassicurarsi ( per esempio “sono in ansia per l’esame”, “ho mal di pancia per il colloquio”), ma esperisce una sensazione tragica senza possibilità di confinamento e contenimento (il pensiero è “non sono in ansia, sto morendo!”). La mente, non riuscendo più ad arginare tale...

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Disturbo da Attacchi di Panico

Giu 06, 13 Disturbo da Attacchi di Panico

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  Sintesi dei criteri diagnostici per l’Attacco di Panico secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Un periodo preciso di paura o disagio intensi, durante il quale quattro (o più) dei seguenti sintomi si sono sviluppati improvvisamente ed hanno raggiunto il picco nel giro di 10 minuti: Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia Sudorazione Tremori fini o a grandi scosse Dispnea o sensazione di soffocamento Sensazione di asfissia Dolore o fastidio al petto Nausea o disturbi addominali Sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento Derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi) Paura di perdere il controllo o di impazzire Paura di morire Parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio) Brividi o vampate di calore   Come trattiamo il Disturbo da Attacchi di Panico    Se pensi di avere un Disturbo da Attacchi di Panico e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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