La coppia dallo psicologo

Apr 22, 16 La coppia dallo psicologo

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  Ne parliamo con il dottor Marco De Coppi, referente del servizio di consulenza psicologica per la coppia. Da un’intervista effettuata dalle studentesse del Liceo Carlo Porta di Monza (Fabiola, Martina, Laura e Camilla) Quali sono le possibili origini di una crisi o di un conflitto per cui una coppia si rivolge a uno psicologo? Le origini sono molteplici e fondamentalmente legate alla storia specifica di ciascuna coppia e, al tempo stesso, personale di ognuno dei partner. Si possono, per esempio, ritrovare all’inizio del rapporto quando le aspettative rispetto al legame di coppia o ai progetti di vita non vengono sufficientemente condivise e i partner scoprono solo più tardi che queste sono profondamente diverse; oppure può anche accadere che si resti intrappolati nei modelli relazionali della propria famiglia d’origine senza riuscire a dar vita con il partner a qualcosa di nuovo che derivi dal loro specifico incontro. Altre volte, poi, le criticità e i conflitti insorgono nell’evoluzione del rapporto quando, cioè, per diverse vicissitudini i partner non hanno curato gli aspetti emotivi e comunicativi del loro stare insieme. La vita di coppia, infatti, attraversa diverse fasi evolutive – dall’innamoramento alla stabilizzazione – che non possono essere date per scontate, altrimenti il rischio è di assistere a una progressiva desertificazione emotiva del legame affettivo oppure all’emergere di angosce claustrofobiche che conducono i partner verso stati di insoddisfazione e di rigetto reciproco o unilaterale. Dalla sua esperienza, c’è un’età prevalente o un momento specifico della vita di coppia in cui si chiede un aiuto specialistico? La richiesta di terapia psicologica, sia come coppia sia individualmente, rispetto a problematiche affettivo-relazionali coinvolge fasce di popolazione di ogni età: dalla giovane età adulta, quando i legami di coppia iniziano a consolidarsi e a evolvere in una progettualità, all’età matura quando la maggiore autonomia dei figli e i passaggi del ciclo di vita portano i partner ad una riorganizzazione degli investimenti emotivi personali e di coppia. A chiedere assistenza psicologica sono, inoltre, le coppie in fase di separazione che necessitano...

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Essere lasciati e ammalarsi. Quando la separazione diventa disturbo

Nov 28, 14 Essere lasciati e ammalarsi. Quando la separazione diventa disturbo

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La sofferenza emotiva dovuta all’interruzione di un rapporto di coppia, a seguito di separazione, abbandono o tradimento, costituisce uno dei fattori scatenanti più diffusi di disturbi psicologici che spesso viene trascurato o minimizzato dall’ambiente circostante di chi vive – o subisce – tali situazione. Sebbene il dolore psichico legato alla normale elaborazione del lutto sia presente in ogni vicenda di perdita relazionale, può succedere che questa sofferenza assuma le caratteristiche disturbanti e invalidanti tipiche di una vera e propria condizione psicopatologica. Vissuti di tristezza, senso di vuoto, perdita d’interesse o di piacere, sonno disturbato, inappetenza, stanchezza cronica, sentimenti di autosvalutazione o di colpa ricorrenti, difficoltà a lavorare, agitazione, irritabilità, tensioni muscolari, sensazioni di ottundimento, mal di testa ricorrenti, gastriti, coliti e quant’altro sono tutti sintomi che, se perdurano nel tempo, rischiano di condurre a veri e propri disturbi d’ansia o a quadri depressivi.   Da una lettera inviata a un quotidiano locale… Sono una romantica, una che si commuove guardando un film d’amore e che ha sempre creduto che esistesse per tutti l’altra metà della mela ossia la persona giusta venuta al mondo solo per te e che il destino ti farà comunque incontrare. Scrivo poesie, ho un carattere dolce, sono molto femminile e non sopporto il femminismo. Sono una romantica o forse lo ero perché a 42 anni ho avuto una di quelle delusioni che anche una donna ottimista e innamorata dell’amore come me fanno vacillare. Dopo dodici anni di convivenza e 15 di fidanzamento il mio uomo mi ha lasciata. Non ho parole per descrivere il dolore che mi sta torturando e all’inizio pensavo quasi d’impazzire. Ma come è possibile, mi sono chiesta, cosa ho sbagliato? Lui dice che in realtà non ho sbagliato niente ma che il nostro rapporto era stanco, che non se la sentiva di continuare perché a 40 anni non ci dobbiamo accontentare. Io però non mi accontentavo, anzi, ero al settimo cielo perché quest’uomo mi sembrava appunto la metà della mela, trovata dopo un’adolescenza difficile e malinconica...

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