Le interviste del Centro Clinico di Psicologia #1

Mar 04, 15 Le interviste del Centro Clinico di Psicologia #1

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“Che guaio ci ha portato qui?” a cura di Vanessa Collerone e Eleonora Pizzocri, studentesse del Liceo Carlo Porta, Monza. Intervista alla dottoressa Chiara Mariasole Carugati, Psicoterapeuta referente disturbi d’Ansia e dell’Umore. A parlarci dei disturbi d’ansia e dell’umore è Chiara Marasole Carugati, psicologa specializzata in Psicoterapia Psicoanalitico Fenomenologica presso Istituto Aretusa di Padova, svolge attivitá come libero professionista a Monza presso il Centro Clinico di Psicologia e a Saronno, come referente del Gruppo DP&P, presso il Polo Saronnese di Psicologia (VA), si occupa di consulenza psicologica e di psicoterapia per adulti ed adolescenti. Come si arriva a capire che un soggetto soffre di un disturbo invece che avere solo un comportamento considerato “normale”? Nel campo della psicopatologia uno degli strumenti maggiormente utilizzati per identificare la presenza di un disturbo è il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), attualmente alla sua V edizione. Questo manuale definisce I disturbi mentali in base a quadri sintomatologici, creati su basi statistiche. La diagnosi di un determinato disturbo viene fatta in base alla presenza continuativa di un numero minimo di sintomi (es. Almeno 3 su 5 elencati) per un periodo di tempo (es. Almeno 6 mesi). Facendo un esempio: la fobia sociale presenta tratti in comune con la timidezza, ma non è ad essa sovrapponibile. Rappresenta una sorta di “timidezza patologica”, portata a livelli estremi, che può condizionare il funzionamento sociale (le relazioni, le attività scolastiche o lavorative), portare all’evitamento delle situazioni considerate pericolose (conoscere persone nuove, uscire a pranzo in un luogo pubblico, sostenere un’interrogazione o un colloquio di lavoro), condizionare il pensiero ed il comportamento di chi ne soffre. Un approccio categoriale pone una linea di confine fra normalità e patologia, ma può essere riduttivo. Più utile risulta essere un approccio di tipo dimensionale, che pone normalità e patologia lungo un continuum di intensità. Secondo questa visione determinate caratteristiche personali o comportamenti possono diventare patologici laddove diventino pervasivi nella vita della persona, creando rigidità, ripetitività ed impossibilità al cambiamento, perpetuando il ciclo di sofferenza...

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Essere lasciati e ammalarsi. Quando la separazione diventa disturbo

Nov 28, 14 Essere lasciati e ammalarsi. Quando la separazione diventa disturbo

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La sofferenza emotiva dovuta all’interruzione di un rapporto di coppia, a seguito di separazione, abbandono o tradimento, costituisce uno dei fattori scatenanti più diffusi di disturbi psicologici che spesso viene trascurato o minimizzato dall’ambiente circostante di chi vive – o subisce – tali situazione. Sebbene il dolore psichico legato alla normale elaborazione del lutto sia presente in ogni vicenda di perdita relazionale, può succedere che questa sofferenza assuma le caratteristiche disturbanti e invalidanti tipiche di una vera e propria condizione psicopatologica. Vissuti di tristezza, senso di vuoto, perdita d’interesse o di piacere, sonno disturbato, inappetenza, stanchezza cronica, sentimenti di autosvalutazione o di colpa ricorrenti, difficoltà a lavorare, agitazione, irritabilità, tensioni muscolari, sensazioni di ottundimento, mal di testa ricorrenti, gastriti, coliti e quant’altro sono tutti sintomi che, se perdurano nel tempo, rischiano di condurre a veri e propri disturbi d’ansia o a quadri depressivi.   Da una lettera inviata a un quotidiano locale… Sono una romantica, una che si commuove guardando un film d’amore e che ha sempre creduto che esistesse per tutti l’altra metà della mela ossia la persona giusta venuta al mondo solo per te e che il destino ti farà comunque incontrare. Scrivo poesie, ho un carattere dolce, sono molto femminile e non sopporto il femminismo. Sono una romantica o forse lo ero perché a 42 anni ho avuto una di quelle delusioni che anche una donna ottimista e innamorata dell’amore come me fanno vacillare. Dopo dodici anni di convivenza e 15 di fidanzamento il mio uomo mi ha lasciata. Non ho parole per descrivere il dolore che mi sta torturando e all’inizio pensavo quasi d’impazzire. Ma come è possibile, mi sono chiesta, cosa ho sbagliato? Lui dice che in realtà non ho sbagliato niente ma che il nostro rapporto era stanco, che non se la sentiva di continuare perché a 40 anni non ci dobbiamo accontentare. Io però non mi accontentavo, anzi, ero al settimo cielo perché quest’uomo mi sembrava appunto la metà della mela, trovata dopo un’adolescenza difficile e malinconica...

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Non mangio e… i sintomi da digiuno nei Disturbi dell’Alimentazione | Il Minnesota Study

Ott 27, 14 Non mangio e… i sintomi da digiuno nei Disturbi dell’Alimentazione | Il Minnesota Study

Posted by in Blog, Disturbi Alimentari

    La classificazione DSM dei disturbi dell’alimentazione include tre categorie diagnostiche principali: anoressia nervosa, bulimia nervosa e disturbi dell’alimentazione non altrimenti specificati (NOS). Il sottopeso è un criterio diagnostico chiave per l’Anoressia Nervosa, ma la marcata perdita di peso e la restrizione dietetica , possono essere presenti anche in persone con disturbi dell’alimentazione non sottopeso ( bulimia nervosa o disturbo dell’alimentazione NOS e una storia personale di obesità) (Dalle Grave et al., 2011). Nel Minnesota Study, Keys (Keys et al. 1950) ha fornito una descrizione dettagliata dei sintomi del sottopeso e della restrizione dietetica  riportati da giovani adulti maschi volontari. L’osservazione di David Garner (1997) che molti sintomi, chiamati da Keys “sintomi da digiuno”, sono simili a quelli osservati in persone affette da anoressia nervosa, ha contribuito a migliorare la comprensione e il trattamento dei disturbi dell’alimentazione. Oggi è ampiamente accettato che molti sintomi, in passato attribuiti alla psicopatologia dei Disturbi dell’Alimentazione , in particolar modo l’Anoressia Nervosa, sono la mera conseguenza del sottopeso e della restrizione dietetica calorica. Il Minnesota Study Il Minnesota Study è lo studio più importante pubblicato che abbia valutato gli effetti della restrizione dietetica  e della perdita di peso nelle persone di peso normale. Lo studio, fu ideato per valutare gli effetti fisiologici e psicologici di una severa e prolungata restrizione dietetica calorica e l’efficacia della riabilitazione nutrizione. IN BREVE LA DESCRIZIONE DELLO STUDIO : furono selezionati i 36 uomini che avevano un buon stato di salute fisico e psicologico, i partecipanti erano tutti bianchi di età compresa tra 22 e 33 anni Lo studio fu diviso in tre fasi.  Fase uno ( 12 settimane ), i volontari si cibarono normalmente mentre furono studiati dettagliatamente il loro comportamento, la loro personalità e le loro modalità alimentari.  Fase due ( 24 settimane di semidigiuno ) i partecipanti furono sottoposti a una restrizione che corrispondeva a circa la metà del loro introito calorico iniziale, Questo regime determinò nei partecipanti una perdita approssimativa del 25% del peso iniziale.  Nella fase tre...

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Cosa sono i disturbi d’ansia e dell’umore

I Disturbi d’Ansia e dell’Umore sono certamente i disturbi psichici più comuni. Essi provocano gravi sofferenze che rischiano di compromettere il funzionamento familiare, sociale e lavorativo della persona colpita. Sono disturbi che possono insorgere a qualsiasi età ed indipendentemente dal sesso o dallo status socio-economico di appartenenza. Prendendo in considerazione i dati dei principali studi epidemiologici pubblicati sulla rivista Psychological Medicine nel 2012, i ricercatori hanno calcolato che, globalmente, la depressione nella sue varie forme interessa il 4,7% della popolazione, mentre l’ansia addirittura il 7,3%. Disturbi d’ansia L’ansia è un’esperienza emotiva universale che, di per sé, non è inadeguata poiché rappresenta una risposta a stimoli esterni più o meno intensi (una situazione nuova o inaspettata, esame, un colloquio di lavoro, una gara, un evento di vita significativo come ad esempio il matrimonio, ecc.). Nella giusta misura, l’ansia fornisce la spinta per essere più pronti ed efficienti ad affrontare la situazione. Essa rappresenta, infatti, un meccanismo protettivo per il soggetto, in quanto è finalizzata ad anticipare la percezione del pericolo prima ancora che si manifesti e a mettere in moto i meccanismi fisiologici che spingono all’esplorazione, per individuare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata, oppure (quando necessario) all’evitamento e alla fuga. Può succedere che allo stato d’allarme non corrisponde un pericolo reale da affrontare e risolvere. In questi casi l’ansia diviene una risposta sproporzionata o irrealistica che disturba la persone, invece di essere elemento di spinta all’adattamento ambientale. Se gli episodi ansiosi sono fastidiosi, ma gestibili, occasionali e di durata limitata nel tempo non ci si deve preoccupare. Al contrario, è importante consultare uno specialista e intraprendere un trattamento specifico quando nervosismo, agitazione, paure immotivate o sintomi quali fisici tachicardia e vertigini  diventano molto intensi e persistenti al punto da impedire di svolgere le proprie attività quotidiane o interferire con le relazioni familiari, sociali o lavorative. Si possono individuare diverse tipologie di disturbo d’ansia. Quelle di più frequente riscontro nella popolazione sono: Disturbo d’Ansia Generalizzata Disturbo da Attacchi di Panico Fobie Disturbo Ossessivo-Compulsivo...

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Episodio Maniacale

Giu 06, 13 Episodio Maniacale

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Sintesi dei criteri diagnostici per l’Episodio Maniacale secondo il DSM-IV-TR (American Psychiatric Association (2000). DSM-IV-TR Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders , Fourth Edition, Text Revision. Edizione Italiana: Masson, Milano) Un periodo definito di umore anormalmente e persistentemente elevato, espansivo o irritabile, della durata di almeno una settimana (o di qualsiasi durata se è necessaria l’ospedalizzazione).Durante il periodo di alterazione dell’umore, tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti a un livello significativo (quattro se l’umore è solo irritabile): autostima ipertrofica o grandiosità diminuito bisogno di sonno (per es., si sente riposato dopo solo 3 ore di sonno) maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente distraibilità (cioè, l’attenzione è troppo facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti) aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale) oppure agitazione psicomotoria eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es. eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati). L’alterazione dell’umore è sufficientemente grave da causare una marcata compromissione del funzionamento lavorativo o delle attività sociali abituali o delle relazioni interpersonali o da richiedere l’ospedalizzazione per prevenire danni a sé o agli altri, oppure sono presenti manifestazioni psicotiche I sintomi non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es. una droga di abuso, un farmaco o altro trattamento) o di una condizione medica generale (per es. ipertiroidismo).   Come trattiamo l’Episodio Maniacale    Se pensi di avere un Disturbo legato a Episodi Maniacali e desideri ricevere una consulenza da uno dei nostri specialisti, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza     039.9416276 (Segreteria)    339.5998870  (Dott.ssa Chiara M. Carugati, Referente Disturbi d’Ansia e dell’Umore)      info@centropsicologiamonza.it E’  inoltre possibile consultare la pagina...

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L’esperienza dell’ansia

Mag 07, 13 L’esperienza dell’ansia

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Ludovica, 28 anni, architetto. “Ho la mente invasa da immagini e pensieri spaventosi che si presentano a flash senza che riesco a fermarli. (…) Non ce la faccio a stare seduta tranquilla o a stare ferma, o bisogno di muovermi freneticamente, ma poi mi gira la testa e ho paura di collassare. (…) Mi fa paura uscire, andare a fare la spesa dove sono sempre andata, conoscere gente nuova. (…) Dopo le crisi più forti mi sento a pezzi, come se mi fosse passato un camion addosso”   L’ansia è un’esperienza fisiologica e funzionale per l’essere umano, poiché segnala una situazione di pericolo e permette l’attivazione di tutte le funzioni psicologiche e fisiche per far fronte a tale pericolo. Questa esperienza, tuttavia, può presentarsi in assenza di uno stimolo esterno che giustifichi la reazione emotiva e configurarsi, quindi, come stato clinico disturbante per la persona. Cosa succede in questi casi? Confusione, difficoltà di pensiero e paure specifiche di vario tipo, quali ad esempio di perdere il controllo, di svenire, impazzire o di morire; sensazioni fisiche disturbanti, come batticuore, vertigini, mani sudate, respiro corto, urgenza di mingere o defecare, sensazione di soffocamento e oppressione. Sono queste le sensazioni principali che ci segnalano la presenza di uno stato d’ansia.   Se pensi di soffrire d’ansia e vuoi chiedere una consulenza con uno specialista, puoi contattare il Centro Clinico di Psicologia di Monza al numero 039 9416276 o scrivere una mail a info@centropsicologiamonza.it. Puoi trovare ulteriori informazioni nella pagina contatti del nostro...

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