Lo screening scolastico: riconoscere precocemente i disturbi dell’apprendimento

Set 23, 14 Lo screening scolastico: riconoscere precocemente i disturbi dell’apprendimento

“…ognuno è un genio, ma, se si giudica un pesce dalla sua abilità nell’arrampicarsi sugli alberi, lui passerà l’intera vita a credersi stupido”

(A.Einstein)

 

L’individuazione precoce , attraverso lo screening scolastico, di un alunno con Disturbo Specifico di Apprendimento è un obiettivo importantissimo perché accelera eventuali interventi riabilitativi, che hanno una “finestra evolutiva”, cioè un periodo in cui sono efficaci al massimo; tale finestra poi tende a ridursi rapidamente col tempo, fino a scomparire. Non solo:  riconoscerlo vuol dire evitare di sottoporre il bambino al rischio di complicazioni di carattere emotivo e psicologico.

Il Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca ha approvato, di concerto con il Ministero della Salute, le Linee Guida relative alla predisposizione dei protocolli regionali per le attività di individuazione precoce dei casi sospetti di DSA.  Esse stabiliscono che il DSA può essere riconosciuto tale solo all’ingresso nella scuola primaria, e precisamente al termine della classe seconda per la letto-scrittura, e della terza per la discalculia, laddove il bambino viene esposto all’insegnamento di lettura, calcolo e scrittura sistematico.  Ciononostante, i segnali premonitori possono essere individuati anche durante l’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia.

Attraverso uno screening nelle prime classi della Scuola Primaria, con l’uso di strumenti standardizzati, si possono individuare i bambini che presentano unacompromissione dell’apprendimento della letto- scrittura e della matematica.

Con il termine screening si intende una metodologia di rilevazione che è in grado di predire il disturbo sulla base della presenza di un segno critico selezionato in precedenza (test predittivo). Il test predittivo misura un fattore di rischio per il disturbo ed è basato sull’assunzione che il risultato del test indica una condizione di rischio che causa una condizione di disturbo. Lo screening non ha le pretese di evidenziare in modo inequivocabile un disturbo, ma di individuare, con buon livello di attendibilità, i soggetti a rischio.” (A. Paoletti, G. Stella, Indici qualitativi di rischio negli screening sui disturbi specifici di apprendimento.” Dislessia, vol. I, gennaio 2008).

Lo screening può essere realizzato da professionisti appartenenti a profili professionali diversi, anche insegnanti, ma formati in questa pratica.

Esso si basa su alcune prove collettive da somministrare all’intera classe, ma non rappresenta una diagnosi.  Le  prove della Scuola Primaria, in genere, consistono in compiti scolastici (letture, dettati, comprensioni del testo,..).

Per quanto riguarda lo screening nella Scuola dell’Infanzia, i questionari osservativi compilati dagli insegnanti possono rappresentare strumenti altamente predittivi rispetto alla possibilità di un successivo sviluppo di  difficoltà  di apprendimento.

I bambini che evidenziano alle prove fragilità in alcune aree, devono avvalersi a scuola di specifici percorsi didattici.  Al termine degli stessi, ed in assenza di risultati significativi, è opportuno procedere alla consultazione diagnostica. Infatti, i Disturbi specifici di Apprendimento o DSA, sono neurobiologicamente basati. Per questo motivo, oltre a valutare le abilità scolastiche specifiche, è importante conoscere altre funzioni cognitive come attenzione, memoria, abilità visuospaziali e visuopercettive. Non basta quindi una valutazione basata  sulle abilità scolastiche, ma è necessario che venga approfondita.  Le figure più idonee per questi approfondimenti, che possono portare alla formulazione di una diagnosi, sono quindi lo psicologo o il neuropsichiatra infantile.

Se invece i percorsi didattici specifici portano ad un miglioramento significativo, il problema si situa nell’area della Difficoltà di Apprendimento, ovvero un rallentamento nel normale processo di apprendimento che non presenta quella distanza dalla norma tale da far ipotizzare un disturbo specifico. Di fronte ad un disturbo specifico non è possibile pertanto avere un recupero totale delle abilità. In presenza di una semplice difficoltà è invece possibile recuperare l’abilità sempre, se non occorrano problematiche di diverso tipo (non adeguato livello cognitivo,problematiche affettive).

 

dott.ssa Edy Salvan

Area Disturbi Specifici dell’apprendimento