Cosa sono i DSA: Disturbi dell’apprendimento

La scuola, per i bambini e i ragazzi,  non è solo un luogo dove imparano nozioni, ma anche un luogo dove crescono, si misurano con il mondo circostante, costruiscono la propria identità ed autostima. Il basso rendimento, la svogliatezza,  la distrazione,  fino a qualche anno fa, venivano considerati come pigrizia, scarso impegno e l’alunno era costantemente sgridato e punito. Le ultime acquisizione scientifiche, invece, hanno dimostrato come molte volte si tratti di veri e propri  Disturbi di Apprendimento. In questo caso, la diagnosi assume un ruolo decisivo per sbloccare le potenzialità e le capacità di questi bambini, per intervenire in modo efficace, rafforzare l’autostima ed ostacolare le problematiche emotive connesse a queste situazioni. Con il termine disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) ci si riferisce ad un gruppo di disturbi consistenti in significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità di lettura, scrittura e matematica.  Ogni disturbo specifico può presentarsi in isolamento (raramente) o in associazione (più tipicamente) ad altri disturbi specifici ed è un problema di natura neurobiologica.  Il bambino con DSA nella scuola primaria si trova precocemente ad affrontare una situazione di forte disagio: mentre i compagni di classe imparano rapidamente e con facilità a leggere e a scrivere, continua ad avere difficoltà insormontabili, continua a rifare gli stessi errori banali, è lento.  Se il problema non viene riconosciuto, il disagio si trascinerà fino alla Scuola Secondaria e per tutto il percorso scolastico.  Queste difficoltà per lui stesso e per gli adulti non trovano ragione, dato che di solito appare come un bambino normale che nel gioco e in altre attività mostra intelligenza e partecipazione. Quasi inevitabilmente l’insuccesso nell’apprendimento di alcune attività elementari porta a vissuti di sfiducia, al calo dell’autostima, alla convinzione di essere poco intelligenti oppure di essere incapaci, o pigri e svogliati.  Da un lato il bambino può presentare un comportamento chiuso in sé stesso, evita il confronto, cerca di nascondersi (per es. vuole stare nell’ultimo banco), parla poco; dall’altro lato può presentare sentimenti di rabbia che portano a comportamenti disturbanti, talora opposizione e...

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Come trattiamo i DSA: interventi specialistici

Giu 05, 13 Come trattiamo i DSA: interventi specialistici

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Diagnosi dei DSA La diagnosi è effettuata attraverso la somministrazione dei test di valutazione delle abilità scolastiche, congrui per età e classe frequentata dal bambino/a e test multidimensionali per la valutazione del livello intellettivo (WISC IV – WISC III). Lo strumento attualmente più utilizzato per la valutazione di livello della lettura in età evolutiva sono le Prove di lettura MT (Cornoldi, Colpo & Gruppo MT, 1981); un’altro strumento di grande utilità è la Batteria per la valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva (Sartori, Job, Tressoldi, 1995), un test che mira a fornire una diagnosi differenziale dei disturbi di lettura e scrittura.  Inoltre, molto utile per una valutazione di livello delle abilità di scrittura è la Batteria per la valutazione della scrittura e della competenza ortografica (Tressoldi, Cornoldi, 1991). La comunità scientifica internazionale ha stabilito un criterio fondamentale per la definizione e la diagnosi dei  DSA: il criterio della discrepanza. Come suggerisce la stessa parola, i DSA sono caratterizzati e si identificano da una inattesa “scollatura”,  “divario”, tra livello intellettivo generale (comunemente detto “intelligenza”) e riuscita negli apprendimenti di base. Un bambino con un’intelligenza nella media e un’abilità di lettura significativamente inferiore rispetto a quella dei coetanei, mostra appunto una discrepanza inattesa, che potrebbe indicare la presenza di un disturbo specifico dell’apprendimento. D’altra parte, non può essere diagnosticato chi ha un’abilità di lettura, scrittura o calcolo inferiore a quella dei coetanei, ma anche un livello intellettivo sotto la media: non c’è alcuna discrepanza se i risultati negli apprendimenti sono in linea con le potenzialità intellettive generali. La valutazione del livello intellettivo costituisce quindi un punto fisso nella diagnosi dei DSA e si svolge attraverso la somministrazione dei cosiddetti “test di intelligenza”. Tra questi i più noti e utilizzati test d’intelligenza globale sono le scale Wechsler. La scala WISC sta per Wechsler Intelligence Scale  for  Children,  ossia scala d’intelligenza Wechsler per bambini. E’ il più classico  test d’intelligenza per bambini dai 6 ai 16 anni ed è costituito da  una serie di prove di varia natura chiamate subtest. Trattamento disturbi specifici dell’apprendimento Il...

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Disortografia

Giu 05, 13 Disortografia

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Mi chiamo Ettore, ho dieci anni e frequento la 5a B in una scuola di Milano.  Da tanto tempo mi domandavo perché le mie maestre mi davano sempre sufficiente quando scrivevo, mentre davano nove e dieci ai miei compagni.  Io ce la mettevo tutta quando dovevo fare le verifiche dei dettati  e dei testi in classe, rileggevo sempre bene tutto e, quando consegnavo, ero convinto di aver fatto  tutto esatto.  Tutte le volte, invece, la maestra mi riconsegnava le verifiche con dei brutti segnacci rossi.  A volte capitava che si arrabbiava, mi urlava davanti a tutti i compagni e mi strappava la pagina…Volevo sprofondare per la vergogna! Per fortuna, in quarta, è arrivata una maestra che ha parlato con la mia mamma perché aveva capito che non lo facevo apposta.  La mamma mi ha portato da una dottoressa gentile che mi ha fatto fare dei compiti.  Dopo, la dottoressa  mi ha spiegato cosa mi succedeva veramente e che non era colpa mia.  Mi ha anche detto che io sono “in gamba”… Ora sono tanto felice perché a scuola la maestra  non mi mette più i segnacci rossi, non mi sgrida e, pensate!, posso usare il computer quando scrivo i testi!!!!     E’ un disturbo che si manifesta con una significativa difficoltà nel rispettare le regole di trasformazione del linguaggio parlato in linguaggio scritto. Sconosciuta fino a qualche tempo fa, la “disortografia”, si starebbe diffondendo in maniera assai rapida e preoccupante fra i bambini in età scolare. Attualmente alcuni dichiarano un’incidenza del 2-8%, e una frequente associazione con la “dislessia”. Vengono cioè  commessi molti errori e di varia tipologia, ad esempio: –Confusione tra fonemi simili Il soggetto confonde cioè i suoni alfabetici che si assomigliano, ad esempio F e V; T e D; B e P; L e R, ecc. – Confusione tra grafemi simili In questo caso il soggetto ha difficoltà a riconoscere i segni alfabetici che presentano somiglianza nella forma, ad esempio: b e p; – Omissioni E’ frequente che il soggetto tralasci...

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Disgrafia

Giu 05, 13 Disgrafia

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Da quando aveva cominciato la scuola elementare, mia figlia Giulia, mi preoccupava tanto!  In prima, piangeva ogni giorno prima di entrare in classe, non voleva alzarsi la mattina per uscire e andare a scuola, spesso mi dovevo precipitare per andare a prenderla, perché le insegnanti mi dicevano che aveva mal di pancia e le veniva da vomitare.  Non vi dico poi quando ha cominciato a dover velocizzare la scrittura!!!  Le maestre continuavano a mandarmi a casa una montagna di pagine da “ricopiare in bella calligrafia“.  Era impossibile leggere quello che scriveva e a scuola era difficile valutare le sue verifiche scritte, i suoi dettati, i suoi testi.  Senza parlare poi di come si stancava!  In terza, mi rivolsi ad uno specialista che rilevò una grave disgrafia con disortografia.  Fu sottoposta ad un trattamento riabilitativo che tutt’ora sta continuando.  A scuola è stata molto capita ed aiutata.  Ora è in prima media, ha capito quello che deve fare, è contenta di andare a scuola e vuole diventare…una scrittrice.  “Tanto, mamma,” mi dice quando parla del suo sogno “gli scrittori non devono usare la “bella calligrafia”, ma il computer… La disgrafia è una difficoltà nella grafia. La scrittura è irregolare per dimensione e/o pressione, vi è scarsa capacità ad utilizzare lo spazio sul foglio e a mantenere la direzione orizzontale dello scritto, i margini non vengono rispettati, gli spazi tra i grafemi e tra le parole sono irregolari. È difficilmente decifrabile.  La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento, in assenza di deficit intellettivi e neurologici, che incide sulle funzioni fondamentali della scrittura. Si manifesta come difficoltà a riprodurre sia i segni alfabetici che quelli numerici; essa riguarda esclusivamente il grafismo e non le regole ortografiche e sintattiche, sebbene influisca negativamente anche su tali acquisizioni a causa della impossibilità di rilettura e di autocorrezione.  Generalmente quando si parla di disgrafia ci si riferisce ai bambini, ma quest’attribuzione non è del tutto giusta, in quanto è nell’esperienza comune incontrare adulti disgrafici. Si parla di disgrafia quando c’è: •...

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Discalculia

Giu 05, 13 Discalculia

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“Mi chiamo Laura, ho 20 anni  e vivo felice e serena, finalmente! Odiavo la scuola, preferivo starmene a casa con le mie bambole e tutto il mio mondo immaginario. Nel mio mondo ero felice!!!A scuola, invece… Non riuscivo a scrivere bene i numeri, non ricordavo le tabelline, per non parlare delle operazioni, che dimenticavo sempre come farle.  La maestra mi continuava a sgridare, continuava a dirmi che avevo la testa altrove, che ero distratta, che non studiavo… Quando c’erano i colloqui con i genitori, la mamma si sentiva quasi male e non dormiva la notte prima, per la preoccupazione di quello che potevano riferirle di me! Io non sapevo cosa dire per giustificarmi e nemmeno mia madre, visto che mi vedeva tutti pomeriggi fare compiti, esercizi di matematica e a studiare per ore.  Mi sentivo veramente un fallimento! Alle superiori sono arrivata al punto che non ce la facevo più a passare i pomeriggi interi sul libro di matematica!!  Per fortuna, incontrai un’insegnante che mi spiegò cosa fosse la Discalculia e, dopo gli approfondimenti, riuscii a dare un nome a quello che mi stava accadendo: non era colpa mia, era un “Disturbo”. Ora, dopo aver terminato anche le superiori grazie alle misure compensative, dispensative e al trattamento a cui sono stata sottoposta,  frequento con profitto l’università, mi è stata tolta l’etichetta di “sfaticata” e sono veramente soddisfatta…anche se, devo confessare, nulla è riuscito a farmi “amare” la matematica…” Con il termine discalculia non si intende fare riferimento alle difficoltà che, in modo più o meno frequente, vengono osservate nella comprensione di quella materia a volte complessa, che è la matematica. Con tale termine si fa invece riferimento a un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo in assenza di lesioni neurologiche e di problemi cognitivi più generali. Per questo motivo, è importante sottolineare che la discalculia si manifesta nonostante un’istruzione normale, un’intelligenza adeguata, un ambiente culturale e familiare favorevole. E’ un deficit del sistema di elaborazione dei numeri e/o del calcolo. Vi può essere difficoltà nell’associare...

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Dislessia

Giu 05, 13 Dislessia

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Mia figlia Lucia aveva 11 anni e  frequentava la Prima Media. Da sempre, era descritta dalle insegnanti come intelligente, ma pigra. Ci riferivano ai colloqui che era troppo lenta, distratta e svogliata, che non si impegnava abbastanza e che “avrebbe potuto dare di più, vista l’intelligenza”. A casa, incontravamo molta difficoltà nel farle eseguire i compiti, nel farla studiare, al punto che i bisticci con lei erano diventati insostenibili e frequenti. Era altalenante nei risultati scolastici e aveva bisogno di continue sollecitazioni. Alle elementari, a volte si  rifiutava di leggere e scrivere; inoltre, si agitava continuamente sulla sedia quando era impegnata in compiti scolastici. Inizialmente, avevamo attribuito le sue difficoltà a problemi emotivi. Esasperati, decidemmo di sottoporla ad alcuni test, dai quali risultò che Lucia non sapeva leggere, né riusciva a scrivere come una ragazza della sua età e scolarizzazione.. Fu diagnosticato un  Disturbo Specifico dell’Apprendimento di tipo misto, sia a carico della lettura, sia della scrittura, con l’aggravio di problemi emotivi collegati. Con il tempo, però, Lucia fu contenta di capire il suo problema. Grazie alla diagnosi ebbe accesso a tutti gli strumenti compensativi e dispensativi.  Oggi Lucia ha 16 anni e sta continuando con successo a studiare presso un Istituto Professionale Alberghiero.  Non è più una ragazza “intelligente, ma pigra”… è una ragazza con un Disturbo dell’Apprendimento…che si sta conquistando l’autonomia ed un diploma.   La dislessia é un disturbo della lettura caratterizzato dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente. È il prototipo dei DSA, infatti i primi studi risalgono alla fine del 1800. Il bambino dislessico non automatizza il processo di lettura, è meno veloce e accurato nella lettura rispetto ai coetanei. Il disturbo è solo strumentale, dal momento che i bambini dislessici sono intelligenti e possiedono buone abilità metacognitive, riescono cioè a fare un’autovalutazione sul funzionamento della propria mente e quindi a individuare e analizzare i problemi nella comprensione durante l’ascolto o la lettura. Spesso la dislessia si accompagna alla disortografia (disturbo dell’automatizzazione delle regole ortografiche) e alla discalculia (disturbo...

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Di cosa si occupa la psicologia scolastica

Mag 23, 13 Di cosa si occupa la psicologia scolastica

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La Psicologia Scolastica è la disciplina che studia i problemi di apprendimento, di comportamento, psicologici e relazionali nella scuola, supportando inoltre i genitori, perché le famiglie non possono essere escluse dal percorso scolastico dei loro figli. Si occupa in particolare dell’area dello svantaggio scolastico che comprende problematiche diverse e che viene indicata come Area dei Bisogni Educativi Speciali (Special Educational Needs), includendo sia le difficoltà certificabili, sia quelle non certificabili. La psicologia scolastica si focalizza principalmente su due aspetti: ricerca le motivazioni che rendono uno scolaro meno efficiente di un altro rileva la presenza di gravi o lievi anomalie, per le quali propone un’assistenza sistematica per l’intero ciclo degli studi o per il periodo di tempo necessario alla soluzione del problema   Sono usati pertanto strumenti e tecniche per la valutazione dei livelli di apprendimento (stili di apprendimento; stili cognitivi, ecc…), per la valutazione dei disturbi dell’apprendimento, di problematiche comportamentali, nonché per la valutazione di variabili socio-relazionali, motivazionali, emotivo-affettive. Le aree di intervento, inoltre, sono l’orientamento scolastico, la prevenzione delle difficoltà di apprendimento, del disagio psicosociale, della dispersione scolastica. Questa disciplina si occupa, infine, della  progettazione e dell’intervento rivolto agli alunni nei casi di difficoltà o disturbi dell’apprendimento, di difficoltà socio-relazionali, di disturbi del comportamento (iperattività; bullismo; ecc.), di gravi disturbi cognitivi, nonché di interventi di supporto rivolti a genitori e...

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La diagnosi di DSA e la normativa attuale in materia

Mag 23, 13 La diagnosi di DSA e la normativa attuale in materia

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    Perchè è importante la diagnosi?   Perché un bambino con Disturbo Specifico dell’Apprendimento non riconosciuto, può ridurre il livello di autostima e sperimentare disturbi emotivi e psicologici: ansia, disturbi del comportamento, depressione,… ma questi problemi, che derivano da un profondo senso di inadeguatezza, SONO LA CONSEGUENZA E NON LA CAUSA DEI DSA; Perchè un DSA può provocare nel bambino demotivazione e disinvestimento di energie in ambito scolastico; perchè con la diagnosi il bambino può essere supportato nel suo percorso scolastico dalle misure compensative e dispensative previste dalla normativa. Perchè la diagnosi non certifica una disabilità, con conseguente affiancamento da parte di un insegnante di sostegno, ma fornisce indicazioni alla scuola per mettere in atto le misure compensative e dispensative per vostro figlio. Perché aiuta a conoscere le caratteristiche del disturbo e a convincersi che c’è sempre un modo per superarlo. Perché aiuta il bambino/ragazzo a raggiungere la consapevolezza delle proprie difficoltà, ma soprattutto della propria intelligenza e delle proprie abilità (memoria visiva, creatività, ecc.); lo aiuta a capire che, grazie a queste e attraverso l’uso di semplici strategie, può riuscire a superare ogni ostacolo; lo aiuta a scegliere il percorso scolastico che desidera senza rinunciare a priori scegliendo scuole che richiedono prestazioni inferiori alle sue possibilità. Perché aiuta i genitori e gli insegnanti a riconoscere e valorizzare i punti di forza del bambino; a individuare la modalità di apprendimento propria del bambino. Come si effettua la diagnosi?   La diagnosi è effettuata attraverso la somministrazione di – test di valutazione delle abilità scolastiche, congrui per età e classe frequentata dal bambino/a – test multidimensionale per la valutazione del livello intellettivo (WISC IV – WISC III) La comunità scientifica internazionale ha stabilito un criterio fondamentale per la definizione e la diagnosi dei DSA: il criterio della discrepanza. Come suggerisce la stessa parola, i DSA sono caratterizzati e si identificano da una inattesa “scollatura”, “divario” tra livello intellettivo generale (comunemente detto “intelligenza”) e riuscita negli apprendimenti di base. Un bambino con un’intelligenza nella media...

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