Disturbi alimentari, autolesionismo, abuso di alcol e sostanze: gli attacchi al corpo

Per poter comprendere il processo adolescenziale, e in particolare i comportamenti segnali di disagio, è necessario far riferimento a un modello esplicativo capace di prendere in considerazione più fattori e la loro interazione dinamica: la dotazione genetica, il proprio mondo intrapsichico fatto dalle storie di ciascuno, e la realtà esterna, come ambiente capace di sostenere lo sviluppo o intralciarlo. La società attuale è caratterizzata da ampie e rapide trasformazioni che comportano disorientamento, senso di impotenza, indefinitezza. L’adolescente si incontra/scontra con un adulto anch’esso coinvolto nella stessa incertezza identitaria. Gli agiti autolesivi sono comportamenti che spesso costituiscono l’unico modo che l’adolescente trova per esprimere il proprio disagio e malessere, caratterizzati dal prevalere dell’agito sul pensato, e, contemporaneamente per mobilitare l’ambiente nella speranza che qualcosa cambi. Nella pubertà l’adolescente si trova di fronte ad un corpo che cresce, si trasforma, diventa più alto, più robusto, più esile, più forte, un corpo erotico, tanto che si trova costretto a cambiare. Il corpo nella pubertà diventa quindi il protagonista centrale (e che non sempre corrisponde a ciò che si vorrebbe), in quanto trasformandosi impone all’adolescente un poderoso lavoro psichico connesso alla strutturazione della propria identità e alla rielaborazione del legame con gli altri, con i genitori e con i pari. Il cambiamento corporeo determina quindi una trasformazione intrapsichica globale, ossia un processo lungo e complesso durante il quale si modifica e si riorganizza l’intero funzionamento mentale. Individuarsi vuol dire diventare consapevoli di sé  stessi, delle proprie possibilità e dei propri limiti. E’ un processo lungo e complesso che porta con sé tanti interrogativi relativi al chi sono, dove andrò, cosa farò .. e una costante oscillazione tra momenti di euforia e entusiasmo e momenti di incertezza, insicurezza. Il corpo è anche ciò attraverso il quale comunichiamo con gli altri, ciò che gli altri vedono. La maggior parte dei ragazzi riesce ad attraversare il processo adolescenziale con sufficiente serenità e fiducia nonostante i fisiologici alti e bassi in modo costruttivo, trasformando le potenzialità in risorse personali. A volte invece...

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“Ci scusiamo per il disagio”: una giornata per confrontarsi sul disagio giovanile

Il 31 maggio si terrà in Piazza S. Paolo a Monza un evento dal titolo “Ci scusiamo per il disagio”, organizzato dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Monza e Brianza con il patrocinio del Comune di Monza. La giornata rappresenta la prosecuzione di un progetto legato ai giovani e al disagio psicologico giovanile sul quale gli studenti hanno lavorato durante quest’anno, constatando come sempre più adolescenti si trovino a dover richiedere il supporto di uno psicologo o di uno psicoterapeuta anche in età precoce. Il programma della giornata, oltre alla premiazione di un concorso fotografico legato alla tematica trattata e ad un concerto conclusivo, prevede un incontro-dibattito fra gli studenti e degli esperti per confrontarsi su alcune aspetti che sono emersi centrali nell’espressione del disagio giovanile. Si parlerà in particolare di disturbi alimentari, di autolesionismo e di abuso di droghe e alcol, manifestazioni attuali di un malessere che spesso non trova altra forma di espressione e di parola se non attraverso il corpo. Il Centro Clinico di Psicologia parteciperà all’evento con gli interventi della dott.ssa Valentina Miot (psicologa, psicoterapeuta, referente dell’area Adolescenti e Giovani Adulti) e della dott.ssa Cecilia Ricci Mingani (psicologa, psicoterapeuta).   L’appuntamento è per le 14.30, in piazza S. Paolo a Monza. Area Adolescenti e Giovani Adulti Referente: dott.ssa Valentina Miot Per info e contatti mail: info@centropsicologiamonza.it tel: 347.0045494            ...

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Adolescenti e giovani adulti

Giu 06, 13 Adolescenti e giovani adulti

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  L’adolescenza segna l’inizio di un intenso passaggio, sia fisico che psicologico, tra l’infanzia e l’età adulta. L’adolescente è allo stesso tempo un bambino e un adulto, ma in realtà  non è più un bambino e non è ancora un adulto. La domanda più importante che si pone è: “Chi sono io?”, nella continua ricerca di sè, e nelle trasformazioni delle relazioni con gli altri. Il cambiamento del corpo in primis impone una trasformazione globale e mette in moto un processo lento e complesso che coinvolge sia l’immagine e la rappresentazione di sé che le relazioni con le persone emotivamente significative. Cambia il pensiero, la percezione di se stessi, ci si confronta con ciò che si vorrebbe essere, cambia la visione del mondo, ci si interroga sul futuro. E’ un processo che continua anche negli anni successivi e che porta con sé tanti interrogativi relativi al chi sono, dove andrò, cosa farò, con chi sarò, e che comporta oscillazioni tra spinte progressive e regressive, tra movimenti in avanti e indietro, tra momenti di entusiasmo ed euforia e altri di insicurezza e incertezza. La maggior parte dei ragazzi riesce ad attraversare il processo adolescenziale e della giovane età adulta con sufficiente serenità e fiducia, pur con i fisiologici alti e bassi.   A volte invece questo passaggio può essere vissuto come fonte di ansia, di eccessive tensioni e insicurezze. Il disagio giovanile si può manifestare attraverso comportamenti quali ritiro sociale, fobie e abbandoni del percorso formativo (scolastico e universitario) o del lavoro, ansia e attacchi di panico,  dipendenze o abuso di alcol e droghe, depressione, autosabotaggio del proprio corpo e delle proprie potenzialità, disturbi o disordini del comportamento alimentare, difficoltà affettive e relazionali, espressioni di un’impasse o di un blocco evolutivo. Quando non è il ragazzo a chiedere aiuto direttamente, e’ comunque importante cogliere la valenza comunicativa dei comportamenti, unico modo forse in quel momento per esprimere una difficoltà o una sofferenza. Una valutazione-consultazione psicologica tiene in considerazione i diversi comportamenti e aspetti all’interno del funzionamento...

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Interventi specialistici: Adolescenti e Giovani Adulti

  Consultazione psicologica e psicodiagnostica Valutazione finalizzata all’analisi della domanda, all’approfondimento del problema e delle caratteristiche del funzionamento mentale, e alla definizione delle eventuali indicazioni al trattamento sulla base degli elementi emersi che vengono integrati. Lo strumento principale è il colloquio psicologico clinico, che può essere affiancato da test proiettivi di personalità e da test psicodiagnostici specifici in base alla situazione.  Una valutazione-consultazione psicologica tiene in considerazione i diversi comportamenti e aspetti all’interno del funzionamento globale della personalità, della propria storia, del contesto in cui vengono vissuti e della specificità del momento evolutivo. Per alcuni ragazzi trovare l’occasione di riflettere su se stessi, sull’immagine e la rappresentazione che hanno di sé e degli altri, di provare a rispondere alla domanda “Chi sono io?” , può essere sufficiente per rimettere in moto un temporaneo blocco evolutivo. Per altri la consultazione diventa il punto di partenza di un percorso psicoterapeutico.   Colloqui per i genitori I colloqui con i genitori, all’interno del percorso di consultazione psicologica, sono sempre previsti in caso di adolescenti minorenni e, quando ritenuto opportuno, anche in caso di ragazzi maggiorenni e giovani adulti. La valutazione complessiva, insieme alla raccolta di informazioni relative alla storia familiare,  tiene in considerazione il punto di vista del genitore rispetto al figlio e, nello specifico, rispetto alla problematica emersa.   Valutazione psichiatrica e psicofarmacologica Una valutazione psichiatrica può essere necessaria nei casi in cui i livelli di ansia e/o depressione dovessero essere troppo elevati. Il lavoro d’équipe tra i professionisti del Centro permette l’integrazione con il trattamento psicologico.   Psicoterapia individuale La psicoterapia individuale si pone in continuità con il percorso di consultazione psicologica, con lo scopo di rimettere in moto il percorso di crescita e di individuazione. L’obiettivo dei colloqui è di approfondire ed elaborare le dinamiche emerse, a livello intrapsichico e interpersonale, sulla base della problematica sintomatologica e della specificità della fase evolutiva, mettendo in connessione la realtà interna del soggetto con la realtà esterna delle relazioni e del contesto sociale. Psicoterapia di sostegno alla...

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Quando preoccuparsi?

Mag 27, 13 Quando preoccuparsi?

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Nonostante sia importante che i genitori sappiano tollerare le difficoltà transitorie legate ai momenti di crisi che il figlio adolescente attraversa e non siano eccessivamente ansiosi, è necessario comunque avere degli strumenti per capire quando è il caso di mobilitarsi per chiedere il parere dello specialista e riconoscere un’adolescenza problematica che rischia di portare alla formazione stabile di disturbi di natura psicologica. Il disagio può avere manifestazioni eclatanti oppure restare sommerso sotto un’eccessiva quiete che può nascondere però una sofferenza anche grave. Molti sono perplessi dalla possibilità di ricorrere ad un aiuto psicologico come se questo potesse rappresentare un’inutile amplificazione dei problemi oppure una minaccia ai propri equilibri familiari e quindi fosse preferibile aspettare o mettere tutto a tacere. Lasciare lievitare i problemi, però, non è la soluzione. Meglio affrontare la situazione cercando un aiuto esterno competente e ristabilire un clima di fiducia se non altro nella possibilità che le difficoltà vengano affrontate dall’adolescente così come dai suoi genitori. I genitori possono essere normalmente in ansia per il futuro dei propri figli, le difficoltà scolastiche, le persone nuove che frequenta, i comportamenti trasgressivi, l’instabilità emotiva e la fragilità di fronte alle frustrazioni. In certi casi si accorgono però che c’è qualcosa di più di un normale malessere. Oltre alla presenza di comportamenti di aggressività e trasgressione visibili e manifesti si può considerare un motivo di preoccupazione anche il fatto che il ragazzo perda le caratteristiche tipiche di mutevolezza mettendo in stallo il processo di cambiamento. Il ritiro, sentimenti profondi di noia e apatia generalizzati e costanti, presenza di rituali o un’eccessiva rigidità di certi comportamenti possono impedire di aprirsi alle nuove esperienze e mettere in scacco il processo di crescita. E’ fondamentale sottolineare la specificità di ogni singola situazione, ma è sempre importante in linea generale parlare con sincerità e partire da una comunicazione chiara al ragazzo delle proprie preoccupazioni e della proposta di chiedere un aiuto esterno.     Sei un genitore e vedi nei comportamenti di tuo figlio il segnale di un...

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Quando inizia e quando finisce l’adolescenza?

Mag 27, 13 Quando inizia e quando finisce l’adolescenza?

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A determinare l’inizio dell’adolescenza è il fenomeno fisiologico e universale della pubertà, che si manifesta attraverso le trasformazioni del corpo e la comparsa dei caratteri sessuali secondari, che accompagnano il raggiungimento della maturità delle ghiandole sessuali e la loro produzione di ormoni, diversi nel ragazzo e nella ragazza. Il corpo è il protagonista centrale di questo momento evolutivo e il cambiamento che si impone avvia un processo di trasformazione che coinvolge tutte le aree del funzionamento mentale. Esso introduce la discontinuità pur garantendo la continuità: è lo stesso corpo ma è un altro corpo, sconosciuto, di cui riappropriarsi (E.Pelanda). Il presentarsi di nuove possibilità, anche cognitive di astrazione e riflessione su di sè, pone l’adolescente di fronte all’individuazione, alla consapevolezza di sé, delle proprie possibilità e dei propri limiti. E’ un processo che mette in discussione le basi narcisistiche della personalità, cioè il senso di identità e di continuità con la propria storia, la fiducia e il senso di sicurezza e che ripone le basi per le scelte future. Se la pubertà sancisce il punto di partenza di un innegabile cambiamento, la fine dell’adolescenza al contrario è più difficile da determinare. Nel corso degli ultimi decenni l’adolescenza si è notevolmente allungata, prolungando la moratoria tra la dipendenza del bambino e le responsabilità dell’adulto (“la famiglia lunga del giovane adulto”). Il film “Tanguy” a questo proposito ne è un’ottima rappresentazione. Ovviamente molte sono le cause sociali ed economiche che concorrono a determinare questo fenomeno: la maggiore durata del corso di studi e della formazione al lavoro, le difficoltà economiche che ritardano l’inizio di un inserimento lavorativo stabile, la precarietà professionale, la crisi dell’istituzione matrimoniale, una sempre più grande libertà dai vincoli di tipo sociale. Mai come negli ultimi anni gli adolescenti hanno vissuto il paradosso di una precoce acquisizione di spazi di autonomia insieme ad un ritardo crescente dell’entrata nella vita adulta. Allo stesso tempo i rapporti tra genitori e figli sono cambiati profondamente rispetto al passato, all’interno di un contesto di famiglia “affettivizzata” in...

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L’adolescenza attraverso la filmografia

Mag 20, 13 L’adolescenza attraverso la filmografia

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“Da adolescenti, io e i miei amici andavamo al cinema il più spesso possibile e più o meno per le stesse ragioni degli adolescenti di oggi: avevamo un gran bisogno di immagini, a cui ispirarci nel costruire la nostra personalità, e una gran curiosità di conoscere quegli aspetti del mondo e della vita adulta che ci erano tenuti nascosti. Il cinema dà l’illusione che sia lecito spiare la vita degli altri, che è precisamente ciò che i bambini e i ragazzi più desiderano fare, per scoprire come gli adulti gestiscono i loro bisogni e desideri. D’altro canto i film hanno la stessa duttilità temporale e spaziale, la stessa immediatezza, la stessa perturbante nitidezza dei sogni. Parlando alla nostra immaginazione, il cinema ci fa guardare dentro di noi offrendoci miti adatti per vivere nel nostro tempo, ponendo al centro il problema di cosa significa essere uomini”. (Bruno Bettelheim).   Una selezione di film per guardare all’adolescenza attraverso le immagini.       TOMBOYRegia: Céline SciammaAnno: 2011      IO E TERegia: Bernardo BertolucciAnno: 2012       SCIALLARegia: Francesco BruniAnno: 2011         IL RAGAZZO CON LA BICICLETTARegia: Jean-Pierre and Luc DardenneAnno: 2011   MALEDIMIELERegia: Marco PozziAnno: 2010    LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMIRegia: Saverio CostanzoAnno: 2010       LA CLASSE – ENTRE LES MURSRegia: Laurent CantetAnno: 2008   XXYRegia: Lucia PuenzoAnno: 2007       CATERINA VA IN CITTA’Regia: Paolo VirzìAnno: 2005     CHE NE SARA’ DI NOIRegia: Giovanni VeronesiAnno: 2004       RICORDATI DI MERegia: Gabriele MuccinoAnno: 2004   LE CHORISTESRegia: Christophe BarratierAnno: 2004     TANGUY Regia: Étienne ChatiliezAnno: 2001   LA SCHIVATA. L’esquiveRegia: Abdellatif KechicheAnno: 2003       THIRTEENRegia: Catherine HardwickeAnno: 2003     THE DREAMERS Regia: Bernardo BertolucciAnno: 2003     L’APPARTAMENTO SPAGNOLORegia: Cédric KlapischAnno: 2002       AMERICAN BEAUTYRegia: Sam MendesAnno: 1999   RAGAZZE INTERROTTE Regia: James MangoldAnno: 1999   COME TE NESSUNO MAI Regia: Gabriele MuccinoAnno: 1999       IO BALLO DA SOLARegia: Bernardo BertolucciAnno: 1996  ...

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